lunedì,Dicembre 6 2021

Discarica di Comunia, Crea: «Il fuoco brucia i fanghi di depurazione essiccati. Popolazione abbandonata»

Secondo le denunce pervenute al referente unico dell'Ancadic: «L'aria è irrespirabile, lacrimazione e la sensazione di bruciore al naso e alla bocca è sempre più forte nonché prurito in varie parti del corpo»

Discarica di Comunia, Crea: «Il fuoco brucia i fanghi di depurazione essiccati. Popolazione abbandonata»

«La popolazione di Lazzaro è stata abbandonata dalle Istituzioni dello Stato. Il fuoco continua a bruciare i fanghi di depurazione essiccati e il vento spinge verso l’abitato ora di qua ora di là il fumo che invade le abitazioni costringendo le persone a respirare sostanze nocive da esso trasportate- a denunciarlo Vincenzo Crea, Referente unico dell’ANCADIC, Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” .

«La consumazione dei pasti – prosegue – è accompagnata dal pestilenziale odore emanato dalla combustione dei fanghi, odore che non ha risparmiato le abitazioni dell’abitato del Centro cittadino di Lazzaro e della Contrada Oliveto.

Molte persone, soprattutto gli abitanti delle Frazioni Sant’Elia e Paolia hanno rappresentato direttamente alla scrivente associazione che l’aria è irrespirabile, lacrimazione e la sensazione di bruciore al naso e alla bocca è sempre più forte nonché prurito in varie parti del corpo.

Colpisce che di fronte ad una situazione così grave che minaccia la salute non si nota la presenza in località Comunia delle Istituzioni competenti, i rifiuti bruciano da soli e la popolazione non è informata circa i provvedimenti che si intendono adottare. GRAVISSIMI OMISSIONI da parte degli Enti territorialmente competenti.

Visto che già il fenomeno come in precedenza scritto si è registrato altre volte, tra cui sabato 3 giugno 2017 ed in merito in data 2 agosto 2017 il funzionario della Città Metropolitana di Reggio Calabria Settore 13 Servizio 10 ha relazionato, su richiesta della Camera dei Deputati, On. Federica Dieni, del Ministero dell’Ambiente e della Prefettura di Reggio Calabria da noi interessati, riferendo che i tecnici dell’ARPACAL intervenuti in data 31 luglio 2017 sull’impianto di compostaggio hanno valutato che il fumo bianco, si sviluppava nel momento in cui veniva aggiunta acqua e per il blocco definitivo della combustione, i tecnici Arpacal avevano prescritto l’esecuzione di specifiche operazioni al personale presente sull’impianto di Comunia, al momento del sopralluogo del 31 luglio, non si comprende perché queste prescrizione non vengono impartite anche oggi.

Si invitano gli Enti competenti ad adottare immediatamente i provvedimenti di specifica competenza a tutela della salute pubblica e una volta spento il fuoco a conferire i fanghi essiccati depositati a cielo aperto su detta area in impianti autorizzati onde evitare il ripetersi di questi gravissimi prevedibili eventi».

Articoli correlati

top