domenica,Aprile 14 2024

Alle pendici dell’Aspromonte tra rabbia e paura dei roghi: «Servono più operai e meno aerei»

Tra Cittanova, Gerace e Canolo si fanno i conti con la devastazione del fuoco. L'idea è quella di organizzare un sistema antincendio locale, creando delle vasche di acqua che abbattano il ricorso ai canadair

Alle pendici dell’Aspromonte tra rabbia e paura dei roghi: «Servono più operai e meno aerei»

Ferragosto tra timore e indignazione sull’altopiano dello Zomaro, devastato dagli incendi eppure meta di vacanzieri. I barbecue sono spenti, l’esodo verso la montagna sembra quello degli altri anni ma, all’incrocio di strade che uniscono Cittanova, Gerace e Canolo, chi si gode il fresco confessa: «C’è paura di nuovi incendi».  

Degli oltre 11.000 ettari di boschi calabresi distrutti dalle fiamme, ben 221 ricadono nel territorio di Cittanova e 163 di questi sono compresi nel perimetro del Parco nazionale d’Aspromonte. «Quello che è successo è un dramma economico e ambientale – sostiene il sindaco Francesco Cosentino – e richiede uno sforzo di pianificazione e progettualità nuova». Già, il Parco qui sopra tiene ancora chiuso l’ostello e nel giorno della festa serrate sono le porte pure del Centro visite. Segni di un impegno istituzionale che fa i conti con le ristrettezze economiche, ma anche con scelte politiche che i cittadini criticano.

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