venerdì,Novembre 27 2020

Scoppio cascina, Vincenti confessa. «Voleva frodare l’assicurazione»

Il proprietario dell'immobile esploso a Quargnento fermato per omicidio plurimo. Indagata anche la moglie. Il pm: «Situazione debitoria pesante»

Scoppio cascina, Vincenti confessa. «Voleva frodare l’assicurazione»

Ha confessato Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa di Quargnento (Alessandria), fermato per attentato e frode all’assicurazione, ascoltato per dieci ore dai carabinieri nell’ambito delle indagini per la morte dei tre vigili del fuoco, tra cui il reggino Antonio Candido. Nel registro degli indagati, anche la moglie.

I particolari della svolta sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa dal procuratore Enrico Cieri al comando provinciale dei carabinieri di Alessandria. «Una confessione precisa ed esaustiva – ha spiegato il magistrato davanti a microfoni e telecamere – Esclusa la volontà di uccidere. Vincenti voleva solo danneggiare l’immobile, ma comunque gli è stato contestato l’omicidio plurimo perché non ha avvertito i soccorritori della presenza delle bombole di gas».

Dal resoconto del pm sarebbero state sette le bombole collocate nei vani interni dell’abitazione, aperte nei rubinetti perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione. L’uomo aveva settato il timer all’1:30 ma uno era rimasto fissato a mezzanotte, quello per cui sono stati allertati i pompieri.«Vincenti aveva una situazione debitoria pesante – ha rimarcato Cieri – e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso. La nostra intenzione è quella di arrivare ad un quadro assolutamente pieno di elementi circostanziali e di conferme per giustificare un lavoro assolutamente eccellente nella tempistica e nei risultati ottenuti».