mercoledì,Ottobre 21 2020

Coronavirus e carcere di Arghillà, torna il coordinatore sanitario

Nico Pangallo riprenderà l’attività specialistica psichiatrica intramuraria nella casa circondariale già dal prossimo lunedì e fino al superamento dell’emergenza

Coronavirus e carcere di Arghillà, torna il coordinatore sanitario

Coronavirus in carcere: torna il coordinatore sanitario ad Arghillà. Nico Pangallo riprenderà l’attività specialistica psichiatrica intramuraria nella casa circondariale già dal prossimo lunedì e fino al superamento dell’emergenza. Nei giorni scorsi Agostino Siviglia, garante regionale dei diritti delle persone detenute della Regione Calabria. Siviglia aveva sottolineato per il carcere di Arghillà «l’assenza di copertura infermieristica h24 e la mancanza di un referente sanitario».

Dopo ripetute segnalazioni, sollecitazioni, raccomandazioni, inviti formali dello scrivente Garante regionale, il dottor Nico Pangallo, già precedentemente in servizio presso l’istituto penitenziario di Arghillà, ha ritenuto necessario garantire nuovamente il proprio impegno personale e professionale per contribuire ad affrontare questa difficile fase storica. Il medico riprenderà da subito la propria regolare attività specialistica psichiatrica intramuraria nel carcere di Arghillà ed a far data da lunedì 23 marzo il proprio compito di coordinatore sanitario presso lo stesso istituto e fino al superamento della citata emergenza.

Lo stesso Garante ringrazia Pangallo «per l’alto senso di responsabilità dimostrato», un ringraziamento che si estende anche  ai dottori Luciano Lucania, Coordinatore per la sanità penitenziaria ASP RC , Antonio Bray, Direttore sanitario ASP RC, Salvatore Barillaro, Direttore Distretto ASP RC e tirrenica e Filippo Carrozza Direttore dell’Ufficio Gestione Risorse Umane ASP RC «per il corale ed imprescindibile sforzo operativo fin qui compiuto al fine di garantire la più opportuna tutela della salute in carcere».

Dunque, chiude Siviglia «Un primo fondamentale passo è stato dunque realizzato e si invita pertanto a proseguire nella direzione tracciata al fine, in specie, di assegnare nel più breve tempo possibile le unità infermieristiche previste per lo stesso istituto penitenziario di Arghillà, così da garantirne la copertura h 24».