giovedì,Novembre 26 2020

Rifiuti a Sambatello, il caso delle ecoballe approda alla procura di Reggio Calabria

Vitambiente e i comitati dei cittadini depositano un esposto denunciando l’inadeguatezza del luogo scelto dal Comune sotto il profilo ambientale e della salute

Rifiuti a Sambatello, il caso delle ecoballe approda alla procura di Reggio Calabria

Il caso delle ecoballe nell’impianto di Sambatello finisce in procura. L’Associazione Nazionale Vitambiente alla quale si sono uniti i Cittadini della Vallata del Gallico, rappresentati dal Comitato di Sambatello e dal Comitato Permanente Vallata Gallico ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Reggio Calabria in relazione alla decisione del Comune di adibire l’impianto di Sambatello ad area di stoccaggio.

Secondo i cittadini sono tante le ragioni che fanno ritenere insensata la decisione: la pericolosa vicinanza ai pozzi di acqua potabile che riforniscono oltre 50mila utenti, lo stato di dissesto idrogeologico della zona che minaccia frane, fino ad arrivare all’impatto gravemente inquinante in una zona ricca di prodotti agroalimentari tipici. «Le ecoballe  non sono innocui sacchi di plastica ma ulteriori bombe ecologiche piene di sostanze tossiche i cui immancabili percolati sarebbero pericolosissimi non solo per l’ecosistema ma anche per i Cittadini. L’esposto chiarisce inoltre i diversi fattori di illegalità presenti nella decisione» chiarisce in una nota il Comitato della Vallata del Gallico.

Fino ad ora la richiesta di confronto e gli incontri tra Comitati ed Istituzioni non ha ancora dato gli esiti sperati e l’amministrazione comunale è rimasta ferma sulle sue posizioni, sorda all’appello dei cittadini che adesso aspettano le risposte dalla procura.

«Sin dall’inizio abbiamo rappresentato l’inadeguatezza della scelta operata dall’amministrazione di collocare tremila tonnellate di rifiuti presso il sito di Sambatello, abbiamo chiesto che rivedesse la propria scelta senza polemiche politiche – chiarisce Roberto Germoleo, avvocato di Vitambiente che ha presentato l’esposto – abbiamo denunciato l’inadeguatezza sotto il profilo ambientale, della salute dei cittadini della zona. Il luogo è a conclamato rischio idrogeologico, con un costante monitoraggio da parte della protezione civile. È assolutamente scellerata la scelta di collocare i rifiuti trasformati in ecoballe.

È una zona a rischio continuo di frane e smottamenti, alluvioni che laddove dovessero verificarsi causerebbero un disastro senza precedenti». Inoltre «La zona è vicina ad un centro abitato. Considerato che l’ordinanza è urgente e che deroga a talune disposizioni di legge, e che il ventaglio di scelte si amplia, si sarebbe potuto optare per un altro sito». E anche su questo frangente le proposte alternative non erano mancate da parte dei comitati (Saline, Gioia Tauro o gallerie dismesse dell’autostrada). «Scelte respinte dall’amministrazione che insiste nell’opzione». Apochi metri inoltre ricorda l’avvocato «C’è una discarica con rifiuti sotterrati (Saracinò, nds). Sembra un accanimento inspiegabile nei confronti di quella zona. Anziché intervenire con una vera bonifica si sceglie di collocare le ecoballe all’interno di un piazzale più o meno sicuro, non si capiscono i criteri con cui è stato individuato».

E dopo l’esposto cosa succederà? «Ci aspettiamo un intervento da parte della pubblica amministrazione – chiude il legale – laddove non dovesse esserci chiediamo un intervento immediato dell’autorità giudiziaria affinché valuti la legittimità dell’operato sotto l’aspetto delle eccezioni che abbiamo fatto valere della pericolosità della zona per l’ambiente e per la salute e la legittimità di questa scelta».