domenica,Gennaio 24 2021

Omicidio Pangallo, il legale di famiglia: «Si chiede giustizia esemplare»

L'avvocato Vazzana preannuncia la costituzione di parte civile. «Per la famiglia un dolore troppo forte da sopportare»

Omicidio Pangallo, il legale di famiglia: «Si chiede giustizia esemplare»

«Salvatore Pangallo, brutalmente ucciso la mattina del 9 novembre scorso a colpi d’arma da fuoco ad Africo, e contestualmente ferito il padre dello stesso Sig. Costantino Pangallo, a distanza di due mesi dall’omicidio spietato, non c’è rassegnazione; l’omicidio del giovane è avvenuto per mano del cugino Favasulli Pietro e del padre di questi Favasulli Santoro, rispettivamente cugino e zio della giovane vittima». Così in una nota l’avvocato Maria Domenica Vazzana.

«Salvatore è stato attinto e perseguitato fin dentro la sua abitazione, braccato dal suo persecutore con l’arma che lo ha ucciso. Adesso la sorellina, il padre e la madre pretendono ed esigono giustizia e si affidano alla magistratura, insieme ai propri legali di fiducia (l’avvocato Maria Domenica Vazzana del foro di Reggio, l’avvocato Anna Maria Grazia Iaria del foro di Reggio e l’avvocato Maddalena Dattilo del foro di Locri) che preannunciano certa costituzione di parte civile, per dare voce a Salvatore e ai suoi familiari distrutti».

L’avvocato Vazzana conclude: «Una giovane vita spezzata e una famiglia distrutta, Salvatore perde la vita, i suoi familiari perdono la gioia, un ragazzo per bene, educato, esemplare, voluto bene da tutti in paese, per la sua dedizione al lavoro e alla vita onesta, ad oggi disperati, perdere un figlio, uccidere un ragazzo disarmato, è congetturale e atroce, la giustizia sarà esemplare, auspicando in un “ fine pena mai”, ma la famiglia non sarà mai libera dal dolore».

«L’orrore vissuto dalla famiglia di Pangallo Salvatore, è ad oggi troppo forte da gestire e sopportare, la vita di una persona, un ragazzo di 24 anni, non può essere distrutta per motivi futili, non c’è rassegnazione. Solo la magistratura adesso potrà dare degna giustizia al ragazzo, l’innocenza di una vittima, urla giustizia».