venerdì,Maggio 14 2021

Santo Stefano in Aspromonte, rifiuti speciali abbandonati nella discarica comunale di rifiuti solidi urbani chiusa

Tra i materiali trovati, oltre all'eternit, alcuni muniti di matricola d’inventario e logo del Comune di Santo Stefano d’Aspromonte che ne chiariscono, in modo inconfutabile, la provenienza

Santo Stefano in Aspromonte, rifiuti speciali abbandonati nella discarica comunale di rifiuti solidi urbani chiusa

Ancora una discarica abusiva, e stavolta individuata dai carabinieri proprio al confine con il Parco Nazionale Aspromonte. Prosegue l’attività dei militari dell’Arma per arginare il fenomeno delle discariche abusive in provincia di Reggio Calabria, attività di polizia implementata per il 2021 anche con una specifica campagna di controlli sul dissesto idrogeologico e sul rispetto delle normative ambientali.

Sono stati i carabinieri della Stazione CC territoriale di Santo Stefano in Aspromonte e della Stazione CC Forestale di San Roberto a sequestrare una vecchia discarica comunale di Santo Stefano in Aspromonte che, nonostante fosse chiusa da tempo, continuava ad essere utilizzata in modo incontrollato per ricevere rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi.

Si è trattato di una discarica della grandezza di circa 3.600 mq, usata in passato per i rifiuti solidi urbani, chiusa da molti anni e con la vasca di raccolta sigillata da uno strato di terra. Ma ciò non è bastato da dissuadere ignoti che, dentro il sito abbandonato, hanno continuato a conferire rifiuti di ogni genere, ben più pericolosi dei rifiuti urbani.

Tra i materiali ritrovarti pericolose lastre di Eternit frantumato, contenitori di oli esausti e vernici, carcasse e parti di autoveicoli, apparecchiature elettriche ed elettroniche (R.A.E.E.), alcuni dei quali muniti di matricola d’inventario e logo del Comune di Santo Stefano d’Aspromonte che ne chiariscono, senza alcun dubbio, la provenienza.

La scoperta è stata fatta al confine con le terre del Parco Nazionale d’Aspromonte, con inevitabili percolati e fluidi inquinanti che confluiscono direttamente sul vicino Torrente Fiumarella, in una zona di pregio ambientale attraversata da diversi sentieri escursionistici appositamente segnalati dal C.A.I. (Club Alpino Italiano). Le spiegazioni agli inquirenti saranno fornite dai responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale, in attesa che le indagini, attualmente contro ignoti e tuttora in corso, definiscano chiaramente responsabilità e identità degli autori di questi fatti delittuosi.

Su quanto accaduto e scoperto i cittadini di Santo Stefano d’Aspromonte dovranno interrogarsi per comprendere quale si ala strada da seguire per lo sviluppo economico e sociale della propria comunità. In particolare, se il degrado ambientale, l’aumento dei rischi per la salute, l’inevitabile perdita di “valore” del territorio, generato da questi comportamenti possa giovare a tutta la comunità o essere un vantaggio economico solo per pochi. O se invece puntare sulla qualità ambientale, primo motore del turismo di prossimità ed escursionistico, sia la vera unica scelta possibile.

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