martedì,Aprile 16 2024

Referendum giustizia, gli indagati eccellenti Veneto e Idà testimonial del Partito radicale

L'ex sottosegretario e l'ex sindaco hanno partecipato ad altrettante iniziative a Palmi e Rosarno, senza accennare al proprio caso, focalizzando però i punti che secondo loro sono da correggere in materia di ordinamento giudiziario

Referendum giustizia, gli indagati eccellenti Veneto e Idà testimonial del Partito radicale

Due piazze, Palmi e Rosarno, altrettanti avvocati diventati da poco indagati eccellenti – l’ex sottosegretario Armando Veneto e l’ex sindaco Giuseppe Idà –coinvolti dal Partito radicale nelle sue iniziative per promuovere la raccolta firme dei 6 referendum sulla giustizia. Nessuno di loro ha accennato al proprio caso giudiziario che ancora li coinvolge, il penalista palmese del resto è abituato alle maratone dei pannelliani – per il suo impegno ai vertici dell’organizzazione delle Camere penali italiane – mentre l’ex amministratore rosarnese era alla sua prima uscita pubblica dopo aver patito anche gli arresti domiciliari e le dimissioni da primo cittadino.

Nel loro intervento hanno scelto due temi diversi, tra i tanti che l’attuale stagione propone – nel combinato dispostIl o tra riforma Cartabia e referendum – in tema di giustizia. «Il giudice non può essere autonomo – ha detto Veneto a proposito della proposta separazione delle carriere che i referendari vogliono con un quesito ad hoc – quando, vincitore dello stesso concorso pubblico, dialoga con il pubblico ministero, scambia opinioni con lui di continuo anche fuori dal lavoro». Idà invece ha messo all’indice la mediticità dell’azione giudiziaria, tema questo che non rientra tra quelli referendari, appartenendo invece al tentativo di nuovo regolamento che vorrebbe introdurre il governo. «Si assiste a conferenze stampa in cui si sente una sola voce – ha detto – e gli indagati subiscono un linciaggio mediatico e giudiziario che li rende co0lpevoli ancor prima del processo».

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