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Villa San Giovanni, comunità in lutto per la scomparsa dell’amico Mostapha

Nato in Marocco, era cittadino italiano e viveva da oltre trent’anni in riva allo Stretto. Se n’è andato improvvisamente lasciando moglie e figlioletta di 8 anni. Oggi alle 13, dopo un momento di preghiera, la salma lascerà la Calabria. Sarà sepolto a Casablanca per volere dei familiari

Villa San Giovanni, comunità in lutto per la scomparsa dell’amico Mostapha

Ci sono storie di comunità custodite nella spontaneità e nella profondità di una quotidianità condivisa, fatta di sorrisi, gentilezza e presenza discreta. Così è stata descritta, da coloro che lo hanno conosciuto, la vita di Mostapha Talib nella comunità di Villa San Giovanni, nel reggino. Qui viveva da oltre trent’anni e, pur restando legato al suo paese di origine, aveva la cittadinanza italiana. Era un operaio impegnato in edilizia e nel settore del giardinaggio ed era benvoluto da tutti. Per questo la sua morte improvvisa, a causa di un infarto che lo ha colto qualche giorno dopo essere entrato in un bar a prendere un caffè, ha scosso e al contempo commosso la comunità villese.

Ha lasciato l’adorata moglie Iman e la piccola Nesrin di 8 anni. Da giorni la loro casa è metà di un pellegrinaggio silenzioso discreto di tanti amici e anche di rappresentanti dell’amministrazione comunali villese di ieri e di oggi. Tutta la comunità, non solo quella marocchina si sta stringendo attorno alla moglie e alla piccola. Segno della benevolenza che Mostapha aveva seminato e del contributo positivo reso al territorio che ormai era per lui casa.

Il ricordo

«Il suo sorriso illuminava ogni luogo in cui arrivasse e ogni persona incontrasse. Ricorderò sempre il suo garbo, la sua mitezza e la sua umiltà. Avevo seguito le pratiche per la cittadinanza sua, della moglie e della piccola. Lo conoscevo da tempo e conserverò sempre il ricordo del sorriso con cui ogni volta lui mi accoglieva quando aprivo la porta del mio ufficio. La sua esperienza di integrazione nelle comunità villese è di profonda ispirazione per tutti noi. Siamo addolorati per questa perdita ma siamo fieri di averlo conosciuto e di averlo meglio avuto come amico». Così ne parla Hassan ElMazi, sindacalista della Uil e presidente del Centro culturale islamico di Reggio Calabria.

La vicinanza e la cura

«Era un uomo perbene, non come si dice di tanti dopo la morte ma come si dice di pochi in vita: di quelli che con dignità costruiscono una famiglia amorevole e una comunità migliore. L’affetto di una Città – sottolinea la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti – dimostra come lui non si fosse integrato ma fosse parte della comunità villese. Un dolore ancor più grande per la paura che sua moglie e sua figlia possano sentirsi troppo sole senza di lui per rimanere qui con noi. Ma noi vogliamo continuare ad averle qui, vogliamo continuare ad essere per loro casa e famiglia, in continuità con quei valori che Mostapha ha coltivato con loro e con noi. Noi ci siamo e ci saremo con la massima cura e la massima attenzione anche quando la moglie e la piccola rientreranno dal Marocco». Così la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti.

Una perdita collettiva

Una perdita che non è solo privata ma che è diventata collettiva. Lo dimostra anche anche la raccolta fondi prontamente organizzata per consentire che, come voluto dai suoi familiari, la salma raggiunga Casablanca e lì sia sepolta. «In questa circostanza, i familiari hanno espresso la volontà del rientro in patria della salma. Ma ci sono molti nostri connazionali che muoiono soli, che non hanno familiari e per i quali il trasferimento della salma non è praticabile. Seppellirli nella zona che il Comune di Reggio ha riservato alla nostra comunità nel cimitero nuovo di Condera presto non sarà più possibile. Lo spazio si sta esaurendo. Chiediamo alle istituzioni di individuare anche un’altra zona», spiega ancora Hassan ElMazi che si prepara a salutate il suo amico Mostapha.

L’ultimo saluto a un fratello

«Oggi alle 13 saluteremo il nostro fratello con una preghiera, come nel rito musulmano. Lo faremo prima della sua partenza per Roma a bordo del carro funebre. Poi da Fiumicino, su un aereo diretto a Casablanca, la salma tornerà in Marocco. Non è stato possibile sostenere le spese anche per il volo da Reggio a Roma e quindi il primo tratto di viaggio avverrà in macchina. Accompagneranno la salma, la moglie e la figlia che poi faranno ritorno a Villa San Giovanni. La comunità sta prendendosi cura amorevolmente di entrambe e lo farà anche al loro ritorno», conclude Hassan ElMazi, sindacalista della Uil e presidente del Centro culturale islamico di Reggio Calabria.

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