martedì,Aprile 23 2024

Caso Iaria, si infittisce il mistero sul presunto rapimento lampo: si scava nel passato della coppia

Proseguono le indagini sulla scomparsa e il ritrovamento della professionista che dirige il centro antiviolenza Margherita. L’intervento del legale e i dubbi del sindacato

Caso Iaria, si infittisce il mistero sul presunto rapimento lampo: si scava nel passato della coppia

Sono sempre più oscuri i contorni all’interno del quale si è consumato il presunto rapimento della dottoressa Tiziana Iaria. La responsabile del centro antiviolenza Margherita di Reggio Calabria. Dopo le ore di apprensione per la sua misteriosa e insolita sparizione a parlare per primo via social e sospettare un rapimento è stato il marito della donna Joe Puntillo. 

Il caso

Dopo che la donna è stata ritrovata, stordita e maltrattata, sotto la sua abitazione, gli uomini della polizia di Stato si sono attivati per ricostruire quanto accaduto. Dalle prime ricostruzioni pare che le versioni rilasciate dal marito non convincano fino in fondo gli investigatori. Una vicenda dai contorni foschi, sulla quale gli inquirenti stanno cercando di fare luce. Pare non convinca pienamente la versione del rapimento, ma non si esclude alcuna ipotesi. Per avere un quadro più chiaro gli investigatori stanno scavando nella vita della coppia passando al setaccio contatti personali e professionali. 

Un giallo, quanto accaduto alla donna molto nota e benvoluta in città proprio per la sua attività di sostegno alle vittime di violenza e non solo, che ha lasciato tutti molto perplessi. E sulle dinamiche molto particolari con cui si è consumata l’aggressione gli inquirenti stanno tentando di fare luce. 

Il legale

E a chiarire alcuni punti che già avevano fatto sollevare dubbi e sospetti è stato il legale della dottoressa Iaria. L’avvocato ha diffuso notizie che vanno ad escludere «il coinvolgimento del marito che è assolutamente fantasioso in quanto al momento del rapimento si trovava con terzi fuori dall’ufficio. Essendosi lo stesso prodigato con gli inquirenti a trecentosessanta gradi svolgendo ricerche personali per rintracciare la moglie».

Altro particolare che ha destato molto sospetto fin dalla denuncia di scomparsa della donna è stata «la mancanza del cellulare addosso alla mia assistita. Circostanza subito chiarita dal fatto che la stessa lo aveva lasciato alla propria segreteria per un collegamento al computer con lo speed per una pratica in corso».

Il passato della coppia

Come già emerso la coppia fa parte dei “Cavalieri Templari della Pietà del Pellicano”. E proprio nei giorni scorsi, come emerge in modo pubblico dai profili social, sono stati a Parigi con la delegazione reggina dell’Ordine per una cerimonia internazionale templare. Entrambi, inoltre, sono impegnati nell’associazione di volontariato San Camillo Onlus, dove la donna fornisce anche assistenza psicologica. In tal senso l’avvocato esclude «il collegamento con il viaggio coi Templari a Parigi. Che è stato connotato da motivi religiosi e di scambi internazionali di prestigio assolutamente non connesso ai fatti e scevro da ogni rilievo con la vicenda».

Le indagini

Una vicenda molto complessa. Sono impegnati Procura, Polizia di Stato e Carabinieri alla ricerca dei motivi del clamoroso gesto e dei colpevoli dello stesso. Le indagini proseguono senza sosta scandagliando il passato della coppia e la vita professionale della Iaria. Una professionista che, conferma l’avvocato Antonino Aloi «è regolarmente laureata in Psicologia. Impegnata nel Terzo Settore attraverso diverse associazioni tra cui il Centro Antiviolenza Margherita. Mi ha confermato che il drammatico rapimento lampo che l’ha vista coinvolta non fermerà di un solo attimo il suo impegno in difesa delle donne violentate e maltrattate e in difesa dei bisogni della gente».

I dubbi del sindacato

Una precisazione, quella di carattere professionale resasi necessaria. Infatti, andando oltre un gesto che ha lasciato la città attonita e perplessa per la dinamica e le modalità, Dominella Quagliata, Presidente del Sindacato Nazionale PLP Psicologi Liberi Professionisti ha messo nero su bianco alcune perplessità. Dubbi sul ruolo della donna e sulle dinamiche. «Alcuni media hanno riportato le ipotesi mosse dal marito della signora Iaria, in merito alla sua scomparsa. “…lo credo un rapimento, ma non possiamo esserne certi. … Tiziana in questi anni, ha aiutato e sostenuto decine di donne vittime di violenza, nonostante le minacce di morte, non si è fermata, né impaurita continuando a sostenere tutti coloro che hanno subito violenza”.

Non entrando in merito alle legittime ipotesi di un marito preoccupato, è necessario precisare che incoraggiare le donne vittime di violenza alla denuncia e supportarle nell’intero iter di autonomia è senz’altro estremamente faticoso. Ma non pericoloso, se non quanto possa esserlo qualunque lavoro/azione che intende contrastare l’agito di persone disoneste». Un polverone sollevato su una vicenda già di per se molto delicata e nebulosa che lascia agli inquirenti il compito di dirimere una matassa intrisa di dubbi. 

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