giovedì,Novembre 26 2020

Sanremo, selezioni sospette: la testimonianza di un reggino

Striscia la notizia porta alla ribalta la denuncia del cantautore Michelangelo Giordano sulle irregolarità del concorso “Area Sanremo” per accedere al festival nazionale della canzone. Udienza in tribunale

Sanremo, selezioni sospette: la testimonianza di un reggino

Cinque anni fa la sua denuncia aveva creato scandalo. La vicenda giudiziaria intanto continua e nel mese di dicembre dovrebbe esserci una importante udienza. La storia di Michelangelo Giordano, cantautore reggino che aveva scoperchiato gli inghippi di “Area Sanremo” è tornata a galla prepotentemente, grazie ad una recente puntata di “Striscia la notizia”.

Michelangelo e le schede di Area Sanremo
Area Sanremo è una delle tante selezioni di giovani cantanti che porta a Sanremo: lo strano caso che risale al 2014 per accedere a Sanremo 2015. In 400 hanno affrontato le selezioni che ne avrebbe scelti 40. La commissione era formata da grandi musicisti Roby Facchinetti dei Pooh, Giusy Ferreri e il rapper Dargen D’Amico.
«Dopo aver partecipato ai corsi di formazione e successivamente alle selezioni di fronte alla commissione di valutazione dopo la mia esibizione ho visto tanto entusiasmo e tanti complimenti». Ai tanti complimenti seguì però, la settimana successiva, una email che comunicava a Giordano il mancato passaggio delle selezioni. Visto che le parole dei giudici gli tornavano in mente, il cantautore reggino chiese alla Sanremo Promotion, l’azienda municipalizzata a cui il Comune aveva assegnato l’organizzazione del concorso, la scheda di valutazione. «I voti confermano i commenti della commissione, voti altissimi che oscillavano tra il nove e il 10, quindi ho deciso di chiedere l’accesso agli atti, come mio diritto previsto dal bando». E da qui ho potuto riscontrare che molti artisti passati in finale riportavano dei voti nelle schede di valutazione, sottoscritte dalla commissione, molto inferiori ai miei». La spiegazione fu che la commissione aveva stabilito che le schede non erano attendibili ai fini della scelta finale. Peccato però che non c’era agli atti nessun documento che testimoniava la scelta che andava invece in direzione completamente opposta a quella che era la scheda di valutazione. Al cantautore abbiamo fatto qualche domanda.

Torna in primo piano grazie all’intervento di Striscia la notizia la tua storia
«Per me è importante, sai che io mi batto per i diritti umani, civili e per la legalità ed il mio percorso artistico lo testimonia. Quella che è stata, al tempo, la mia decisione di denunciare l’accaduto è perfettamente in linea col mio pensiero e con il mio percorso artistico e il fatto che se ne riparli mi dà gratificazione perché è un modo non solo per tutelare i miei diritti ma anche quelli di coloro che decidono di partecipare ad un concorso cercando di portare avanti i propri sogni. Anche se non è facile realizzare i sogni oggi, è bene che i concorsi siano fatti con trasparenza, a maggior ragione se si parla di una selezione, come quella di Area Sanremo, finanziata con soldi pubblici».

La puntata di “Striscia la notizia” è terminata ma non l’inchiesta, pensi sia cambiato qualcosa rispetto al 2014?
«Sicuramente il fatto che “Striscia la notizia sia tornata sull’argomento è anche merito di qualcuno che forse, senza presunzione, prendendo ad esempio quello che io ho fatto, ha deciso di abbattere i numeri dell’omertà perché nel 2017/2018 all’interno di Area Sanremo una persona ha denunciato presunte irregolarità e quindi in questo caso l’unione fa la forza, se si smette di stare in silenzio forse le cose possono cambiare. E forse qualcosa è già cambiata: il direttore artistico di quest’anno di Area Sanremo ha annunciato che da questa stagione le schede di valutazione saranno rese pubbliche e il voto della commissione sarà palese, un volerci dare ragione per la battaglia che abbiamo fatto e forse tutto quello che abbiamo fatto non è stato vano».

Dal punto di vista musicale cosa bolle in pentola?
«È una domanda che mi fa molto, molto piacere, siamo ad un passo dall’uscita del mio secondo album. Nel 2015 è uscito il mio album d’esordio “Le strade popolari” che mi ha dato immense soddisfazioni dal premio web Amnesty international alla collaborazione con l’associazione antimafia Libera, due concerti importantissimi, per me quelli per i giudici Falcone e Borsellino e poi un tour che doveva durare pochi mesi e invece tuttora siamo in giro per l’Italia. La più grande soddisfazione per me che sono reggino, col cuore ancorato nella mia terra natia è stato essere il primo ad aprire le porte alla musica al castello Aragonese. Prima di entrare in studio a registrare mi ero ripromesso che il secondo album, per rispetto del pubblico e di chi mi segue, doveva essere all’altezza di quello d’esordio e chi ha ascoltato in anteprima il nuovo album hanno commentato che promette emozioni ancora più forti di quello dell’esordio, si intitola “Oltre il confine”».