Sara Anzanello: «Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere»

La campionessa di Volley, prematuramente scomparsa, ricordata dalla Del Core Volley Academy. L’incasso delle vendite della biografia postuma parzialmente devoluto al Niguarda e all'Aido
La campionessa di Volley, prematuramente scomparsa, ricordata dalla Del Core Volley Academy. L’incasso delle vendite della biografia postuma parzialmente devoluto al Niguarda e all'Aido
Da sinistra Foti, Del Core e Santelli

Un ultimo post in cui Sara Anzanello racconta quanto abbattutosi nella sua vita di donna gioiosa e atleta tenace, campionessa mondiale di volley, fin dal nel 2013, quando le fu diagnosticata una forma di epatite e dovette subire il trapianto di fegato; trapianto che qualche anno dopo avrebbe dovuto essere nuovamente eseguito. Non vi fu neppure il tempo di aspettare un nuovo organo, perché un altro male la colpì. Sara Anzanello ha concluso la sua attività agonistica nel 2016 e se n’è andata all’età di 38 anni, il 25 ottobre 2018, lasciando gioia nella vita e nello sport e seminando tracce delle sue passioni per la cucina, la lettura, la scrittura ed il disegno poi raccolte, come lei desiderava, in un libro, una biografia postuma, pubblicata quest’anno dalla casa editrice calabrese Santelli.

Il volume, il cui incasso delle vendite sarà parzialmente devoluto al Niguarda e all’Aido, dal titolo “Chiamatemi ancora Anza”, è stato al centro dell’incontro svoltosi a palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, e promosso dalla Del Core Volley Academy.«Desideravo fortemente promuovere questo libro perché Anza merita di essere conosciuta e ricordata. La sua gioia di vivere, la sua lotta contro la malattia e la sua grande grinta dentro e fuori dal campo di Volley alimentano una testimonianza forte e preziosa per tutti”, ha sottolineato con un velo di commozione, Antonella Del Core, napoletana di origini e reggina di adozione, che con Anza ha condiviso una prestigiosa carriera sportiva durante la quale era nata una profonda amicizia. «Raccontare la storia di Sara per noi costituisce una significativa occasione di condivisione dei valori che poniamo al centro della mission dell’Academy, ossia la bellezza della vita e dello sport e la forza del gruppo. Ci auguriamo di trasmettere questo messaggio educativo alle nostre bambine», ha dichiarato il presidente della Del Core Volley Academy, Francesco Surace, nella sua introduzione.

Il volume, il cui incasso delle vendite sarà parzialmente devoluto al Niguarda e all’Aido, dal titolo “Chiamatemi ancora Anza”, è stato al centro dell’incontro svoltosi a palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, e promosso dalla Del Core Volley Academy.

«Desideravo fortemente promuovere questo libro perché Anza merita di essere conosciuta e ricordata. La sua gioia di vivere, la sua lotta contro la malattia e la sua grande grinta dentro e fuori dal campo di Volley alimentano una testimonianza forte e preziosa per tutti», ha sottolineato con un velo di commozione, Antonella Del Core, napoletana di origini e reggina di adozione, che con Anza ha condiviso una prestigiosa carriera sportiva durante la quale era nata una profonda amicizia. «Raccontare la storia di Sara per noi costituisce una significativa occasione di condivisione dei valori che poniamo al centro della mission dell’Academy, ossia la bellezza della vita e dello sport e la forza del gruppo. Ci auguriamo di trasmettere questo messaggio educativo alle nostre bambine», ha dichiarato il presidente della Del Core Volley Academy, Francesco Surace, nella sua introduzione.

La lettura di Antonella Del Core del messaggio di ringraziamento inviato dai genitori di Sara e dal fidanzato Walter, ha seguito la lettura dei messaggi del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, del presidente del Consiglio Regionale della Calabria Nicola Irto e del presidente del Panathlon Reggio Calabria Tonino Raffa, impossibilitati ad essere presenti, e gli interventi di Myriam Calipari, presidente Avis OdV Comunale Reggio Calabria, con cui l’Academy ha una partnership, e di Bruno Gurnari, responsabile Tecnico del comitato territoriale Fipav di Reggio Calabria.

«Il dono è vita per altri, lo dimostra anche la storia di Sara che stiamo ricordando. La donazione del sangue costituisce un gesto di solidarietà concreta che aiuta altre persone, che non conosciamo e che potremmo non conoscere mai, a stare meglio e ad avere una speranza. L’Avis consolida questo messaggio di condivisione anche attraverso questa collaborazione con la Del Core Volley Academy che propone già alle sue piccole atlete uno stile sano nella vita e nello sport. E’ tuttavia il caso di sottolineare che pure chi non può donare per motivi di salute, può offrire il proprio contributo e aiutare altri a donare», ha sottolineato Myriam Calipari, presidente Avis OdV comunale Reggio Calabria.
Ed infatti Sara Anzanello con questo volume invita a far dono di sé, come fece anche quando espresse un desiderio: piuttosto che fiori, dopo la sua morte avrebbe voluto che fossero fatte delle offerte all’Aido, associazione italiana Donatori di Organi.

«Appuntamenti come questi rappresentano delle occasioni per riflettere sul valore che lo sport assume nella nostra vita. Sara Anzanello ha lottato a lungo, senza mai arrendersi, cosa che si auspica sia fatto da tutti gli atleti in campo, fino all’ultimo punto, fino all’ultimo minuto e, più in generale, da tutte le persone durante la loro vita. Credo che il suo esempio incarni perfettamente la capacità di resistere alla fatica e di reagire alle difficoltà che ogni atleta è chiamato a maturare, ritrovandosi ad acquisire tale approccio anche nella vita, fuori dal campo», ha evidenziato Bruno Gurnari, responsabile Tecnico del comitato territoriale Fipav di Reggio Calabria.

«Un diario di pensieri e disegni, di desideri e timori che fedelmente e rispettosamente abbiamo raccolto e pubblicato grazie alla famiglia di Sara. Abbiamo subito ritenuto questa una pubblicazione speciale per il suo significato e la sua levatura umana e sociale. Pensando a Sara e alla sua vita, alle tante sfide che ha affrontato ritrovando sempre la bussola del suo cammino, nonostante la malattia e il trapianto e poi la ricaduta e la nuova malattia, ancora mi commuovo. Una commozione che ha accompagnato anche l’opera di raccolta del suo vissuto così generosamente donato agli altri dai lei e dai familiari», ha raccontato l’editore cosentino Giuseppe Santelli.