martedì,Luglio 27 2021

Concorso letterario “Italo Falcomatà”, conto alla rovescia per il vincitore

Sabato sera si svelerà il nome del primo premiato tra Isidoro Malvarosa, Guido Musco e Roberto Modafferi, nel ricordo del compianto sindaco

Concorso letterario “Italo Falcomatà”, conto alla rovescia per il vincitore

Dalla poesia si è passati alla narrativa. Una scelta di campo quella intrapresa per la settima edizione del concorso letterario nazionale “Italo Falcomatà”, in memoria del sindaco della primavera reggina. La presentazione stamattina, nella saletta del Dopolavoro Ferroviario di via Caprera. Ad illustrare la cerimonia, prevista sabato 7 dicembre, alle 18 al cineteatro Metropolitano, c’erano il consigliere nazionale del Dopolavoro Ferroviario Nino Malara, il presidente de “L’Amaca” Antonio Calabrò, assente per motivi privati la presidente della fondazione “Italo Falcomatà”, Rosetta Neto. Tre quindi le realtà associative che hanno contribuito al premio. Tra i partner il comune di Reggio, il consiglio regionale della Calabria.

È toccato a Malara fare il padrone di casa e ricordare il concorso «intitolato al compianto sindaco che passa da concorso di poesia a premio di narrativa, non solo per ricordare il politico, per ricordare l’uomo di cultura che è stata Italo Falcomatà: hanno partecipato in tanti hanno vinto in tre».

Nel corso della cerimonia di sabato si deciderà chi sarà il vincitore fra Isidoro Malvarosa con “Mare calmo localmente morto”, Guido Musco con “Quella sera al luna park” e Roberto Modafferi con “Bolle”, secondo il giudizio della giuria composta da docenti, scrittori ed altri addetti ai lavori, e ci saranno gli interventi critici della responsabile della commissione giudicatrice Graziella Saffioti e le letture ad opera dei caratteristi de “L’Amaca”, con la conduzione di Rosanna Palumbo e Nino Cervettini. «Assegnare un premio letterario sembra cosa da poco – chiarisce Calabrò – invece è richiesto uno sforzo da parte di tutti i componenti della giuria che sono docenti persone del settore, scrittori. Perché abbiamo scelto di variare? La poesia in realtà rimane sempre la forma più alta di espressione scritta, abbiamo riflettuto sul proliferare di iniziative premiali legate alla poesia e abbiamo scelto privilegiando una strada più difficile, e meno anche battuta, un esperimento, la via del romanzo e del racconto breve che ha richiesto il quadruplo delle energie. Ma i vincitori hanno palesato uno spessore di capacità espressiva e narrativa veramente buono: dal gruppo sono uscite tre opere gradevoli che mostrano la validità della nostra tesi». Consistenti i premi: mille euro al primo, 700euro al secondo e 300 al terzo. Al tavolo presenti il professore Carmelo Aquilino e la dirigente del Dopolavoro Rossella Crupi.

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