lunedì,Ottobre 26 2020

Motta San Giovanni, la “Casetta blu” protagonista nel cortometraggio mistery del regista Parisi

Terminano oggi le riprese nella casetta. Le immagini all'interno sono state realizzate in un’abitazione nella cittadina mottese. La sinergia suggellata con la presentazione dell’opera nella sede comunale

Motta San Giovanni, la “Casetta blu” protagonista nel cortometraggio mistery del regista Parisi

La casetta blu ha colpito ancora. Vi avevamo fatto conoscere la casetta blu, un luogo incantato che sollecita da sempre la fantasia dei passanti e che si affaccia sulle statale 106 a Bocale di Reggio Calabria. Proprio la nostra storia ha fatto sì che si potesse coronare il sogno di Luigi Parisi, uno dei registi de “L’onore e il rispetto” che  nella casetta blu ha deciso di girare un cortometraggio mistery.

Galeotto è stato il nostro racconto che ha dato la possibilità al regista, della manager Cecilia Mesano Monorchio ed alla sua troupe di prendere contatti con la proprietaria, Maria Antonietta Zuccalà. Un amore suggellato dal sopralluogo che però ha fatto emergere l’oggettiva difficoltà di effettuare le riprese negli interni per motivi di sicurezza. Ma a tutto c’è rimedio. Grazie alle preziose sinergie della location manager Domenica Monorchio, si è individuata a Motta San Giovanni una casa, proprietà di Memè Infortuna, il cui interno è risultato perfetto per le riprese del corto.

E questa sinergia tra territorio, che adesso abbraccia Motta, è stata suggellata qualche giorno fa, nella sede comunale della cittadina con la conferenza stampa per illustrare il corto, moderata dal professore Saverio Verduci, alla presenza di tutta la troupe e dei tre attori dell’opera, degli esponenti del Comune, Beniamino Mallamaci presidente del consiglio comunale. Il sindaco Giovanni Verduci rivede il regista dopo il «lavoro realizzato due anni fa con il progetto CinemaLab che ha consentito di portare in loco attori di fama internazionale e altri registi. Ritrovarvi è una grande soddisfazione. Penso che con questo corto il regista abbia colto nel segno. Perché è un’iniziativa che riscopre una Calabria diversa ed un’ottima promozione del territorio».

Enza Mallamaci, assessore alla cultura, ha sottolineato come si è lavorato alla realizzazione del progetto ognuno con «diversi ruoli ma con l’unico obiettivo di voler valorizzare le bellezze del territorio, fatte brillare sotto l’insegna dell’accoglienza. Puntando sulla componente umana. L’accoglienza assume una valenza chiave per trasformare l’opportunità in esperienza. E per questo: Motta c’è».

Maesano, organizzatrice generale della produzione dell’evento spiega «Tutto questo nasce da Luigi, ma è stato reso possibile da due tasselli fondamentali mia madre e Zuccalà. Gli attori mi hanno sorpreso. E speriamo di emozionarvi col fascino delle storie che ci sono dietro».

«Grazie per l’occasione ancor auna volta – spiega la proprietaria Zuccaà – sono figlia  della famiglia che è proprietaria della casetta, ma solo da tre anni ho deciso di prendermene cura e ho contezza delle possibilità che la casa sta facendo emergere nel territorio. Ma mai mi sarei aspettata questo affetto e questo legame per questa casa da parte delle persone – ed ha ribadito l’intenzione di – creare un non luogo privato ma qualcosa di condiviso. Ho il sogno di creare un luogo di aggregazione. In un momento di grande individualismo. L’esperienza di apertura e di rete la casa stessa ha richiamato altre case con un unione di territori che fa emergere. Una casa magica perché è un luogo immaginifico. Io l’ho sognato molto meno, vi confesso, ma mi sono fatta prendere dal sogno collettivo».

Del corto invece non vi raccontiamo nulla. Dopo gli interni a Motta San Giovanni, le riprese termineranno oggi pomeriggio alla casetta blu. Sono tre i protagonisti del mistery: un medico interpretato da Vincenzo Pinneri, una sensitiva, Marinilda Rubeiro  e una bambina (la piccola Natalia Pinneri) ed un oggetto che si nasconde nella casa e che ha a che fare con il passato dell’uomo e con un maleficio.

«L’ho scritto di getto alle 5 del mattino – confessa Parisi – mi piace indagare su ciò che non è visibile. e per la casetta mi sono fatto trasportare sentendo le storie che venivano raccontate di immagini impressionate sui vetri. Da diversi anni ho visitato la Calabria, alla scoperta del territorio, mi sono innamorato della casa dalle mura blu cobalto. Nonostante le ricerche non ho trovato nulla.  Nel 2015 una notte avevo fatto delle riprese a raggi infrarossi. Mi poi quell’estate mi sono rotto le braccia e non ho potuto più lavorarci».

Con grande curiosità non ci resta che vedere il corto…e grazie casetta blu!