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Reggio, a Librandi il dottorato in Agraria: «La viticoltura, il sogno che ho realizzato con il lavoro» – VIDEO

Nella gremita aula magna Quistelli dell’università Mediterranea questa mattina la cerimonia di conferimento del titolo

Reggio, a Librandi il dottorato in Agraria: «La viticoltura, il sogno che ho realizzato con il lavoro» – VIDEO

«Sono stato sempre appassionato di viticoltura, fin da ragazzino. Non potrò dimenticare quella vendemmia durante la quale ebbi tra le mani un grappolo di gaglioppo. Era così pieno di uva, così perfetto e luccicante al sole che mi restava attaccato alla mano. Non riuscivo a metterlo nel cesto. In quel momento nacque in me la volontà di ritrovare quel clone di gaglioppo, smarrito nel tempo. Abbiamo ritrovato quello e anche altri».

Nicodemo Librandi, professore di scienze matematiche e autore di illustri lavori scientifici in viticoltura ed enologia che raccontano la storia del Cirò, è stato insignito stamattina dall’università Mediterranea di Reggio Calabria del dottorato Honoris Causa in Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali. Un riconoscimento conferito «per la sua instancabile attività di ricerca ed innovazione nel settore della vitivinicoltura».

Viticoltura e biodiversità

La viticoltura calabrese è tra le espressioni più rappresentative della ricca biodiversità del nostro territorio. Nicodemo Librandi, con la sua decennale e sapiente attività, ha contribuito alla sua valorizzazione. Da qui la nuova iniziativa intrapresa dall’università Mediterranea di Reggio Calabria.

La cerimonia

La solenne cerimonia nella gremita aula magna Antonio Quistelli di Reggio Calabria, alla presenza dei rettori della Università Magna Grecia e della Calabria, è stata aperta dal rettore Giuseppe Zimbalatti. Quindi i saluti di Giovanni Enrico Agosteo, direttore del dipartimento di Agraria, e di Girolamo De Giglio, presidente del Consiglio degli Studenti. La Laudatio è stata affidata a Francesco Sunseri, professore di Genetica Agraria. La lettura delle motivazioni di Leonardo Schena, coordinatore del corso di dottorato in Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali della Mediterranea, ha preceduto il conferimento del dottorato di Ricerca Honoris Causa in Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali a Nicodemo Librandi, emblema di un’azienda con sede a Cirò Marina nel crotonese che da tre generazione coltiva con sapienza e costanza la passione del vino.

Ogni anno, oltre alle uve di loro produzione, si avvale di uve di qualità provenienti esclusivamente dalla zona Doc di Cirò. Accanto all’Igt Calabria, Doc Cirò e Doc Melissa, anche altri vini che veicolano all’estero una Calabria che conserva la sua antica identità di terra del Vino, Enotria appunto.

Il secondo dottorato honoris causa della storia della Mediterranea, dopo il primo conferito lo scorso aprile al premio Nobel per l’Economia 2014, Jean Tirole.

Tre generazioni di passione e grande lavoro

È una storia familiare ancora prima di che aziendale, quella che le cantine Librandi scrivono con successo da tre generazioni e che ancora continueranno a scrivere. Lo ha dimostrato il primo pensiero rivolto al fratello Antonio, scomparso un decennio fa, al momento di prendere la parola per la lectio Magistralis. E poi ancora lo hanno dimostrato la presenza della famiglia e dei nipotini alla cerimonia e la commozione dimostrata da Nicodemo Librandi al momento di riconoscere la stessa grande passione nei figli e nei nipoti.

Una lectio magistralis ricca di emotività ma anche di tracce concrete di un impegno sul fronte della produzione e della ricerca in campo enologico che è stata capace di lasciare il segno. Ricerca a valorizzazione con l’esperienza del Museo Vites. E anche tanta passione per il lavoro e grande umiltà.

«Le parole non basterebbero per esprimere il mio stato d’animo in questo momento. Continuo a stupirmi dei riconoscimenti che ricevo. Questo conferimento, in particolare – spiega Nicodemo Librandi – mi regala grande soddisfazione. Esso attesta che sono stato utile alla famiglia, all’azienda e alla Calabria, contribuendo alla rinascita della viticoltura calabrese. Oggi, dopo avere investito molto nella commercializzazione all’estero, abbiamo pure rapporti consolidati con 40 stati.

Grazie ai nostri studi, alle nostre ricerche e alle nostre sperimentazioni di rilievo nazionale – prosegue Nicodemo Librandi – dopo un lungo percorso di lavoro, sono stati selezionati e inseriti nel Registro Nazionale della Vite 4 cloni di Gaglioppo, 4 di Magliocco dolce, 1 di Pecorello e 1 di Mantonico bianco. Dunque, non solo quel Gaglioppo dal quale da ragazzino nella vigna di mio padre non riuscivo a separarmi.

Questa giornata è segno che lavorare in positivo è possibile in Calabria. Troppo spesso in questo nostro territorio si è restii a far emergere il potenziale e la ricchezza che può esprimere, non solo nel contesto enologico. Invece bisogna crederci. Io l’ho fatto, rimanendo in Calabria e le soddisfazioni che ho avuto e che ancora sto avendo sono davvero grandissime», conclude Nicodemo Librandi.  

Un esempio illuminante

«Proseguiamo nella direzione di valorizzare esempi positivi e virtuosi di imprese sane che nel segno della ricerca, dell’innovazione e della sostenibilità ambientale conseguono risultati di assoluto primo piano. Siamo fiduciosi per questa nostra terra ed esempi come quello di oggi sono illuminanti per tutti noi», sottolinea il rettore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti.

La genealogia di varietà vinicole calabresi e siciliane

«L’azienda di Nicodemo Librandi ha certamente avuto il merito di contribuire con la sua attività alla produzione enologiche di qualità. Con la sua ricerca ha, altresì, districato la genealogia di molte varietà delle viti dell’Italia Meridionale, in particolare della Calabria e della Sicilia», ha sottolineato Francesco Sunseri, professore di Genetica Agraria, nella sua Laudatio.

Innovazione e tradizione

«Riteniamo meritevole di menzione l’attività di ricerca di Nicodemo Librandi. Caratterizzata da innovazione e modernità, essa resta ben ancorata alla nostra tradizione territoriale e in sintonia con il progresso tecnologico che ha investito la viticoltura e l’enologia italiane e mondiale». Lo ha evidenziato Leonardo Schena, coordinatore del corso di dottorato in Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali della Mediterranea di Reggio Calabria.

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