domenica,Giugno 26 2022

Sanità privata, protesta dei lavoratori davanti alla Prefettura

Il segretario della Cisl Fp Luciana Giordano: «Troppi anni di attesa. I dipendenti hanno diritto ad avere un contratto collettivo nazionale di lavoro»

Sanità privata, protesta dei lavoratori davanti alla Prefettura

Sit-in di protesta davanti alle Prefetture di Cosenza e Reggio Calabria per chiedere il rinnovo del CCNL Sanità privata e a seguire, il 31 agosto, assemblee e presidi in tutte le strutture AIOP e ARIS della Calabria. La protesta prosegue, dunque, dopo il flash mob realizzato all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria lo scorso 4 agosto, «perché 14 anni di attesa sono troppi – sostiene il segretario della Cisl Fp Luciana Giordano – e i lavoratori della Sanità privata hanno diritto ad avere un contratto collettivo nazionale di lavoro che riconosca loro lo stesso trattamento giuridico ed economico dei colleghi della Sanità pubblica».

La CISL FP Calabria sostiene le iniziative indette dalle Segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL del pubblico impiego, che culmineranno in una giornata di sciopero nazionale a settembre. «Indietro non si torna – prosegue la nota – Dopo la firma della pre intesa del 10 giugno scorso e il rifiuto nel mese successivo della firma definitiva da parte dei Presidenti di AIOP e ARIS, la mobilitazione proseguirà in tutta Italia fintanto che i padroni imprenditori non avranno ratificato il CCNL. Ieri eroi nazionali, oggi lavoratori sfruttati e non valorizzati, costretti in Calabria troppo spesso a sacrifici che mettono in discussione lo stesso diritto alla retribuzione. Va ridisegnata la logica degli accreditamenti delle Strutture che erogano i servizi sanitari “concessi” dal pubblico al privato. Manca una visione etica dei servizi sanitari offerti da questi imprenditori privati, che in questi ultimi tre anni, nel corso di questa tortuosa trattativa per il rinnovo del CCNL hanno messo in luce il vero volto di un sistema che pensa solo al profitto, calpestando le legittime aspettative dei tantissimi operatori sanitari che soprattutto nella nostra Regione si prodigano quotidianamente per sopperire alle inefficienze di un sistema sanitario da riconfigurare con urgenza».

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