martedì,Ottobre 20 2020

Coronavirus Reggio Calabria, Uil Fpl proclama lo stato di agitazione al Gom

Per il sindacato: «In questi mesi l'Azienda ospedaliera ha fatto ben poco per prepararsi all’inasprirsi della pandemia»

Coronavirus Reggio Calabria, Uil Fpl proclama lo stato di agitazione al Gom

«I nuovi casi di positività al Covid-19 del comprensorio reggino pongono in allerta il GOM di Reggio Calabria, non pronto a nostro sapere ad un eventuale congruo riacutizzarsi della pandemia. In questi mesi di “time out”, l’Azienda Ospedaliera ha fatto ben poco per prepararsi all’inasprirsi della pandemia, pur sapendo che il secondo tempo di questo match sarebbe comunque arrivato col sopraggiungere dei primi freddi». Così le motivazioni dello Stato d’Agitazione. La Segreteria Aziendale della UIL FPL del GOM di Reggio Calabria.

«Di attenuanti la Direzione Strategica del Nosocomio ne ha sicuramente da accampare, come ad esempio il Decreto Commissariale n°114 del 02/10/2020, dove un insipiente Gen. Cotticelli ha azzerato il piano del fabbisogno di personale proposto dal G.O.M. questo accompagnato da ricorrenti e strutturati fenomeni clientelari, che hanno portato a trasferimenti selvaggi di un numero importante sia di Infermieri, che di O.S.S. in reparti di comodo e guarda caso, il tutto è coinciso con l’inizio della campagna elettorale del capoluogo reggino.

Le elezioni sono finite e i danni rimangono con il personale, quello rappresentato da dipendenti seri, che si trova nella impossibilità di per poter garantire i livelli minimi assistenziali già in una situazione di ordinaria amministrazione, figuriamoci cosa potrà avvenire con l’avvento di una nuova ondata pandemica. La U.I.L. F.P.L. pertanto, proclama lo stato di agitazione, perché alcune decisioni possono essere comprese e tollerate in un periodo di emergenza sanitaria improvvisa, come quello che abbiamo vissuto durante la scorsa primavera, quando l’imprevisto SARS COV 2 è giunto senza preavviso, ma adesso con un’intera estate di mezzo per poter programmare un’oculata resistenza alla pandemia, soluzioni alla carlona come l’accorpamento di U.O.C. con la conseguente riduzione dei posti letto delle stesse, non verranno più tollerate, perché porterebbero ad ulteriore selezione naturale, non solo quella aimè dovuta al Covid-19, ma anche quella di matrice più cinica e irresponsabile, perché in tal caso il vero sacrificio verrebbe fatto nei confronti dei pazienti e degli operatori sanitari, poiché l’accorpamento, di importanti UOC porta uno sconvolgimento organizzativo e uno stress psico-fisico più che raddoppiato per gli addetti ai lavori.

Quindi chiediamo che i vertici aziendali del G.O.M. chiariscano sulla base della dovuta e preventiva informazione, con le OO.SS le politiche Sanitarie che hanno intenzione di intraprendere per il contrasto al Coronavirus».