domenica,Giugno 20 2021

Metropiana, il turismo dell’entroterra corre sui giusti binari

L’idea di base è quella di trasformare le ferrovie inutilizzate in vie dedicate all’ecoturismo e al trasporto sostenibile, in percorsi ciclopedonali che permettano la valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale del Paese

Metropiana, il turismo dell’entroterra corre sui giusti binari

di Daniela Pellicone – Vi è mai capitato di addentrarvi nell’entroterra della parte meridionale della Calabria, imboccando la strada che da Gioia Tauro vi porta verso Taurianova? Allora ad un cento punto vi sarete trovati ad attraversare dei binari che poi continuavano a correre lungo gran parte della statale e magari vi sarà capitato di incrociarli nuovamente all’altezza di Cittanova. Nessun treno che li percorra da anni quei binari, anche se le prime volte che li ho attraversati, così incustoditi, denudati da qualunque traccia di un passaggio a livello, ho guardato da entrambi i lati prima di passare dall’altra parte.

Amici originari del posto mi hanno raccontato di quando quella strada ferrata era viva e i loro papà la usavano per andare al liceo e, prima ancora dell’avvento massiccio delle automobili, per i loro nonni era un prezioso ed economico mezzo per raggiungere i paesi vicini. Loro raccontavano che grazie alla littorina, soprattutto nel periodo del dopoguerra, arrivavano a Polistena i mercanti provenienti da Bagnara, raccontano di quando la locomotiva non riusciva ad affrontare la salita per via del peso delle merci e le persone erano costrette a fare a piedi alcuni tratti.

A me questo pensiero strappa un sorriso e mentre mi riportano ricordi di persone che oggi non ci sono più, immagino quei vagoni carichi “sfrecciare” alla velocità di un maratoneta mentre attraversano la piana, immagino di esserci su e di riuscire a catturare incredibili fotografie panoramiche di distese di uliveti a perdita d’occhio, mentre non sono costretta a guidare per andare ad esplorare un altro magnifico angolo di questa selvaggia Calabria Ulteriore. Tanti altri prima di me avranno avuto la stessa immaginifica idea e avranno sicuramente intravisto le tante possibilità di rivalutare i paesi di quest’area passare proprio per quei binari, come gli appassionati di questa materia che, alla fine del 2018, si sono associati costituendo il Comitato Pro Taurensi, che ad oggi conta 15 associati, e che va ad unire le proprie iniziative e la propria voce a quella di altre associazioni e sindacati che si occupano delle due tratte dai tempi della chiusura delle linee: come l’Associazione Ferrovie in Calabria e il sindacato della Uil.

Già nel 2017, dopo che altri Paesi europei hanno deciso di investire nel recupero delle linee ferrate inutilizzate, le Ferrovie dello Stato hanno presentato l’Atlante di viaggio lungo le ferrovie dismesse: un’idea per favorire progetti di rigenerazione turistica e l’attività delle associazioni impegnate nel settore della mobilità dolce. L’idea di base è quella di trasformare le ferrovie inutilizzate in vie dedicate all’ecoturismo e al trasporto sostenibile, in percorsi ciclopedonali che permettano la valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale del Paese. In Italia sono oltre ottocento i chilometri di percorsi su ex ferrovia rigenerati, su un totale di settemila, tra linee dismesse o inutilizzate, e almeno la metà di queste è recuperabile.

È in questo quadro che si inserisce il piano regionale per la valorizzazione e la riapertura delle linee Taurensi, il cui fine è creare una moderna metropolitana di superficie attraverso una connessione integrata fra alta velocità nazionale e mobilità leggera locale. I progetti che la Regione Calabria e l’assessorato ai trasporti intendono mettere in atto per il recupero delle linee Taurensi sono due. Il primo, la cui realizzazione sarebbe sovvenzionabile usufruendo del Recovery Fund, riguarda la realizzazione di una linea turistico-culturale Gioia Tauro – Palmi che, arrivando a collegare 26 chilometri di territorio, permetterebbe di raggiungere agevolmente anche il Parco dei Taureani.

Il secondo progetto riguarda invece la realizzazione di un itinerario di interesse paesaggistico, ambientale, turistico, culturale e sportivo che si estenderebbe per ben 32 chilometri sulla linea Gioia Tauro – Cinquefrondi, che sarebbe inquadrabile nel Programma operativo regionale del FESR/FSE per il periodo 2021/2027 e andrebbe suddiviso in tre lotti territoriali: Cittanova-Cannavà, Cannavà-Gioia Tauro e Cittanova-Cinquefrondi. La metropolitana di superficie utilizzerebbe dei moderni convogli alimentati da motori diesel/elettrici a bassissime emissioni che permetterebbero di trasportare fino a duecento passeggeri, rispettando al contempo l’ambiente. La visione di recupero del Comitato Pro Taurensi e dell’Associazione Ferrovie in Calabria di questa storica via ferrata non si ferma qui, dato che hanno proposto, sfruttando lo stesso tracciato, la creazione di quello che sarebbe il primo parco velorail d’Italia, che permetterebbe di valorizzare in un primo momento la tratta ferroviaria Gioia Tauro-Palmi, per poi estendersi anche su altre aree.

I ferrocicli da utilizzare nel parco velorail possono essere agevolmente trasferiti sui tratti desiderati, quindi ben si adatterebbero alle linee ferroviarie attive, oltre che a quelle dedicate. Le associazioni non hanno dimenticato di proporre la rivalutazione in un’ottica green anche del resto della tratta aspromontana che porta fino a Sinopoli, preservando così il patrimonio strutturale delle ferrovie e soprattutto lo storico viadotto di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Le ferrovie Taurensi sono inoltre disseminate di caselli: sono una ventina, distribuiti sulle due linee ogni 2/3 chilometri, collocati spesso in prossimità dei passaggi a livello o in punti strategici. Alcuni di questi, quelli situati vicino ai centri urbani, sono locati a privati o sono abitati da ex dipendenti, ma tanti altri sono in stato di abbandono e chissà che, tornando a dare vita a queste aree, non si possa trovare una funzione nuova a questi edifici, magari trasformandoli in strutture ricettive o affidandole ad associazioni che operano nel sociale. I progetti sono entusiasmanti e si spera che questo concerto di intenti di associazioni locali e amministrazione regionale possa portare lo sviluppo turistico della Piana sui giusti binari.

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