martedì,Aprile 23 2024

Palmi, “Un sogno a Istanbul” arriva al teatro Manfroce

Lunedì, alle 21.15, la rassegna Synergia 48, proporrà l'opera teatrale di Alberto Bassetti ispirata al libro di Paolo Rumiz, con la regia di Alessio Pizzech

Palmi, “Un sogno a Istanbul” arriva al teatro Manfroce

“Un sogno a Istanbul” è pronto a inebriare l’atmosfera del teatro Manfroce di Palmi dove lunedì approderà alle ore 21.15, nell’ambito della rassegna Synergia 48, organizzata dell’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata con l’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali 2022 della Regione Calabria. Sul palcoscenico Maddalena Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine, Adriano Giraldi. Un sogno a Istanbul racconta di Max, ingegnere austriaco inviato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del 1997, e di Maša conosciuta lì. Una donna splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Un’attrazione potente che però rimane tale, almeno in quel frangente. Max torna, infatti, in patria e riuscirà a ritrovarla solo dopo tre anni. Maša sarà malata ma il loro tempo finalmente sarà arrivato e il loro viaggio inizierà.

Ispirato dal best seller di Paolo Rumiz “La cotogna di Istanbul” – La gialla cotogna di Istanbul è, infatti, la canzone d’amore che Maša cantava –  Alberto Bassetti trae un testo teatrale ardente di grande forza e suggestione. La regia è di Alessio Pizzech. La tematica dell’amore emerge come fulcro centrale, superando le barriere dell’impossibilità e scontrandosi con le dure realtà della guerra, della malattia e della morte. «La narrazione – si legge nella sinossi dello spettacolo – si articola su diverse tappe, dall’incontro alla separazione fino al ricongiungimento, evidenziando il costante rinnovarsi e riaffermarsi del legame amoroso. La messa in scena di Alessio Pizzech, arricchita dalla presenza di quattro attori e di un cantastorie, regala al pubblico un’esperienza coinvolgente e emozionante. La musica di Mario Incudine accompagna la narrazione con note dolci e struggenti, conferendo ulteriore profondità alle dinamiche emotive dei personaggi.


Maša e Max, rappresentanti di mondi culturali e geografici differenti, incarnano un amore che trascende le divisioni e le avversità, sostenuto dalla forza dei loro sentimenti reciproci. L’ambientazione nei Balcani, in un’Europa segnata dai conflitti e dalla complessità storica, conferisce alla storia un forte impatto simbolico e universale. Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, nei ruoli principali, offrono interpretazioni vibranti e coinvolgenti, dando vita a un duo artistico di grande intensità e profondità emotiva. Lo spettacolo, acclamato dal pubblico e dalla critica, si distingue per la sua capacità di trasmettere un messaggio universale sull’amore e sulla resilienza umana, invitando gli spettatori a riflettere sulle sfide e sulle gioie dell’esistenza umana».

Maximilian Nisi

Maximilian Nisi, diplomatosi nel 1993 alla Scuola del Teatro d’Europa con Giorgio Strehler e successivamente perfezionatosi presso il Teatro di Roma con Luca Ronconi e altri maestri rinomati, ha lavorato con numerosi registi teatrali di fama internazionale. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il “Lauro Olimpico” e il premio “Lorenzo il Magnifico”, confermati nel 1995 e nel 1999 rispettivamente. Nel 2019 è stato insignito del premio “Napoli Cultural Classic” e del “Premio Internazionale Bronzi di Riace” nella sezione teatro. Nel campo cine-televisivo, ha recitato sotto la direzione di diversi registi, contribuendo a una varietà di produzioni, dimostrando così la sua versatilità e talento.

Maddalena Crippa

L’attrice, formatasi al Piccolo Teatro di Milano con maestri come Giorgio Strehler e Peter Stein, ha spaziato tra teatro, televisione e cinema. Tra i suoi ruoli più celebri, ricordiamo Lady Macbeth in una produzione diretta da Marcucci e la protagonista de “La commedia della seduzione” di Luca Ronconi. Ha lavorato con grandi attori come Luigi Diberti, Anna Maestri e Pamela Villoresi, distinguendosi in tragedie classiche e moderne. In televisione, ha preso parte a diverse produzioni, tra cui “Aut Aut” e “Arabella”. Al cinema, ha interpretato ruoli memorabili, come quello di Giovanna in “Tre fratelli” di Francesco Rosi accanto a Vittorio Mezzogiorno, oltre a numerose altre pellicole, spaziando dal dramma all’umorismo.

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