Locride, emergenza viabilità. L’allarme dei sindaci per le strade da incubo

Viaggio sulla rete viaria del comprensorio tra cantieri aperti, ponti chiusi e arterie crollate. «Ci sentiamo abbandonati»
Viaggio sulla rete viaria del comprensorio tra cantieri aperti, ponti chiusi e arterie crollate. «Ci sentiamo abbandonati»

Cantieri aperti, ponti chiusi e strade interrotte. Nella Locride la viabilità vive perennemente una situazione di emergenza. La rete viaria che attraversa il comprensorio ionico presenta infatti più di una criticità. Come a Caulonia, dove i lavori di ricostruzione del viadotto lungo la statale 106 sul torrente Allaro procedono a rilento, mentre il traffico è deviato da quasi un anno su un guado parallelo, per alleviare i disagi degli automobilisti che attendono da 5 anni la realizzazione dell’opera. «Non ho motivo di pensare che i lavori possano subire delle variazioni di cronoprogramma – ha espresso il sindaco di Caulonia Caterina Belcastro– se questo dovesse capitare sarò pronta, come ho sempre fatto, ad investire il Prefetto della situazione».

Qualche chilometro più in là, nella vallata dello Stilaro, il sindaco di Bivongi Vincenzo Valenti ha disposto la chiusura al transito del ponte lungo la provinciale per motivi di sicurezza. La decisione è scaturita per le  condizioni di degrado in cui versa la struttura in cemento armato realizzata negli anni ’60, caratterizzata da piccoli crolli ed evidenti segni di ammaloramento dei ferri di armatura e del calcestruzzo. Il risultato è un paese spaccato in due. «Ci sentiamo abbandonati – ha tuonato il primo cittadino – siamo la periferia delle periferie, ultimi tra gli ultimi. Abbiamo gli stessi diritti perché paghiamo le tasse come gli altri, ma non riusciamo a garantire i servizi più elementari ai cittadini».

Risalendo verso la montagna ecco un’altra interruzione. A Pazzano è corsa contro il tempo per rimettere in sesto venti metri della Sp 95, crollata in seguito ad una frana oltre un mese fa, e che rappresenta l’unico canale di collegamento tra la vallata e le montagne delle serre vibonesi. Ma per il sindaco Sandro Taverniti «Non è soltanto questo il problema. Tutto il costone interessato dalla frana è in costante movimento e va consolidato».