martedì,Ottobre 27 2020

I Cinque Stelle implodono a Reggio. Espulso dalla lista Germanò

Divisioni e spaccature stanno accompagnando il cammino dei grillini alle regionali. La lista approntata per Aiello sembra debolissima e registra l'ennesima epurazione per presunta appartenenza alla massoneria

I Cinque Stelle implodono a Reggio. Espulso dalla lista Germanò

Polvere di Cinque Stelle. Ancora una volta il Movimento conferma tutte le sue difficoltà in Calabria dove fallisce tutti gli appuntamenti elettorali locali, pur essendo in grado di raggiungere percentuali notevoli in occasioni del voto per le politiche o per le europee.

Stavolta, però, la crisi sembra ancora più netta che nel passato. Complice anche il periodo non felice che vive il partito di Di Maio in perdita di consenso su tutto il territorio nazionale.

In Calabria, però, le divisioni sono andare oltre ogni limite per questa tornata elettorale. In primo luogo è stato necessario ricorrere due volte alla piattaforma Rousseau per decidere il da farsi. La prima, insieme ai grillini dell’Emilia Romagna, per stabilire se allearsi o meno con il Pd, con il quale il Movimento è ancora al governo nazionale sotto la guida di Giuseppe Conte. Una prima spaccatura tra no e sì. Ma dopo neanche un mese è stato necessario tornare sulla piattaforma per confermare Francesco Aiello candidato governatore per il centrosinistra. Un nome che aveva avuto, almeno in un primo momento, il pieno gradimento dei Cinque Stelle. Il professore universitario l’ha spuntata per pochi voti, con il movimento che si è spaccato quasi a metà: 53% a favore di Aiello e 47% contro. Non solo balza agli occhi la spaccatura, ma anche il numero dei soggetti votanti: 1150 voti per Aiello e 1017 contro.

Il risultato finale di questa disputa è sotto gli occhi di tutti a Reggio Calabria dove la lista presentata per le regionali è debolissima e le modalità della sua composizione stanno già causando un mare di discussioni. Alcune delle quali finiti anche su facebook.

E’ il caso di Giuseppe Antonio Germanò che si sfoga così sulla piattaforma social, scatenando un putifierio di commenti. «Voglio sappiate che vengo escluso dai candidati consiglieri regionali del MoVimento 5 stelle perché qualcuno si è inventato che io sarei iscritto alla massoneria.  Ovviamente – dice Germanò – per dirla come certi, la circostanza è piu falsa della banconota da 500 euro del mago di Loreto,  in quanto io non sono mai stato iscritto alla massoneria (ma rispetto chi, per sua scelta, lo è). Evidentemente, la mia candidatura era scomoda o temuta per qualcuno al punto da indurlo ad affermare il falso contro di me. Tuttavia, ancora più grave ritengo sia il fatto che coloro preposti al controllo dei candidati non si siano accorti di una tale falsità o, cosa ancor piu grave, si siano prestati al “gioco”. Costoro, se non hanno errato nelle loro verifiche  (scambiando me per un altro, appunto “aliud pro alio”, poiché esisterebbe almeno un caso di quasi OMONIMIA) allora hanno voluto togliermi di mezzo. Nel primo caso emergerebbe tutta la loro incapacità, nel secondo caso tutta la loro slealtà. In entrambi i casi  – l’amara conclusione di Germanò -non mi sento di continuare a far parte di un Movimento che ha al suo interno gente del genere». 

Il caso ricorda quello di Bruno Azzerboni che fu eliminato dalla lista per le politiche per i suoi trascorsi in massoneria. In ogni caso a Reggio Calabria il Movimento pare avere necessità di una completa ricostruzione.