Legge sui vitalizi, la gaffe (consapevole) di Falcomatà: attribuisce la notizia al giornalista sbagliato

Il primo cittadino di Reggio Calabria ringrazia un giornalista per aver scoperchiato il calderone dei vitalizi. Ma sa che le cose stanno diversamente e conferma la sua "allergia" ai cronisti che danno fastidio
Il primo cittadino di Reggio Calabria ringrazia un giornalista per aver scoperchiato il calderone dei vitalizi. Ma sa che le cose stanno diversamente e conferma la sua "allergia" ai cronisti che danno fastidio

di Pasquale Motta e Consolato Minniti

Che il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, non ami la stampa che non risparmia critiche al suo operato e metta il naso anche all’interno delle beghe politiche della sua maggioranza è cosa nota. Che non abbia una particolare predilezione verso i giornalisti indipendenti, che sanno “mordere” al di là del colore politico è altrettanto risaputo. Lo testimoniano i quasi sei anni alla guida di Palazzo San Giorgio e, in parte, di Palazzo Alvaro. 

Quel che, fino ad oggi, il primo cittadino dello Stretto non aveva ancora fatto era attribuire la paternità di una notizia, divenuta in poche ore di rilevanza nazionale, ad un giornalista totalmente diverso da quello che effettivamente, come si dice in gergo, ha fatto lo scoop. 

Ora, tanto Lacnews24.it che IlReggino.it si sono guardati bene dall’esaltare il fatto che, per primi, avessero dato la notizia dei vitalizi stabiliti con legge regionale. Perché, com’è ovvio, una roba del genere ben presto diviene di proprietà della collettività e fare a gara a rimarcare la primogenitura di una notizia, benché comprensibile, non è esercizio che amiamo fare.

Tuttavia, non possiamo tacere quando il sindaco di Reggio, in una delle sue innumerevoli dirette social, commette quella che, a voler essere buoni, è una clamorosa gaffe. «Il coperchio sulla legge dei vitalizi – ha detto testualmente il primo cittadino – è saltato grazie all’attività di un giornalista che ha sollevato il problema e che io saluto perché bisogna dare il giusto merito a chi l’ha portata avanti: Luigi Palamara. Ha davvero sollevato il problema e poi si sono resi tutti conto che era effettivamente una cosa che non doveva andare avanti». No, caro sindaco Falcomatà.

Le cose non sono andate per niente così. Il coperchio sulla legge riguardante i vitalizi l’ha fatto saltare un giornalista che si chiama Riccardo Tripepi. E lo ha fatto tanto su Lacnews24.it che sul Reggino.it con diverse ore di anticipo rispetto al resto della stampa locale e nazionale. 

E talmente clamorosa è la gaffe del sindaco Falcomatà che persino lo stesso giornalista Palamara, con grande correttezza e garbo, nella sua prima diretta riguardante i vitalizi ha ringraziato Tripepi per il lavoro fatto, permettendo a tutti di indignarsi per una delle pagine più nere della storia del Consiglio regionale calabrese. 

Comprendiamo la difficoltà del sindaco metropolitano nel riconoscere il lavoro dello stesso giornalista che, molto spesso, ha scritto scomode verità e indiscrezioni su una maggioranza di centrosinistra che scricchiola pericolosamente e prepara una grande fuga in vista delle prossime amministrative. Ma il suo ruolo istituzionale imporrebbe una informazione corretta e lineare anche su questi temi. Per carità, cogliamo con favore e ringraziamo Falcomatà per la nota di solidarietà alla giornalista Alessia Candito, oggetto delle attenzioni poco edificanti del presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini.

Ma non è certo con una nota che si può porre rimedio ad un errore che, per ammissione del suo stesso entourage, è avvenuto pur sapendo quale fosse la testata che, per prima, ha dato la notizia. Ci auguriamo che questo inciampo possa servire al primo cittadino a riflettere, una volta di più, sulle parole che lui stesso ha vergato nella sua nota: «Ad un politico può piacere o non piacere il racconto che si fa di fatti e circostanze che attengono la quotidianità della pubblica amministrazione, ma è inammissibile provare a delegittimare l’operato di chi lavora, spesso in condizioni d’indicibile precariato, per informare la cittadinanza». Sì, è proprio così.