mercoledì,Gennaio 20 2021

Reggio Calabria, Pazzano: «L’amministrazione chieda indietro i soldi a Sorical»

Approvata la mozione voluta da La Strada per il ricalcolo delle tariffe idriche applicate e la restituzione della differenza tra l’importo fatturato e quello realmente dovuto

Reggio Calabria, Pazzano: «L’amministrazione chieda indietro i soldi a Sorical»

Passa in consiglio comunale a Reggio Calabria la mozione voluta dal consigliere de La Strada, Saverio Pazzano per il ricalcolo delle tariffe idriche applicate e la restituzione della differenza tra l’importo fatturato e quello realmente dovuto. In poche parole i cittadini hanno pagato troppo l’acqua.

«La mozione è politicamente molto importante perché è la sintesi delle battaglie di tante e tanti per l’acqua pubblica in particolare per il diritto a tariffe eque- afferma Pazzano – E comporta anche il fatto che c’è una vera e propria scelta politica, di impegno politico che. indirizza l’amministrazione comunale a lavorare per chiedere indietro quelli che sono i soldi che Sorical dovrebbe alla città di Reggio Calabria.

Dal 2004 al 2011 c’è una sentenza della Corte dei conti, c’è una sentenza della Corte costituzionale e c’è anche un parere tecnico della Regione Calabria che dicono, con estrema chiarezza, che le tariffe idriche devono essere fatte secondo delle leggi e normative nazionali e quindi una delibera Cipe del 2008 che doveva essere la base della tariffa».

Milioni di euro di conguaglio che SoRiCal deve a Reggio Calabria. Una somma che ha inciso e inciderà sul bilancio del Comune, sui residui passivi e sul piano di rientro. La mozione documento è un chiaro atto di indirizzo politico per chiedere conto di quanto avvenuto dall’avvento di SoRiCal ad oggi.

«La Regione non poteva scegliere autonomamente le tariffe idriche. Quindi gli adeguamenti al rialzo che sono stati fatti erano illegittimi anche secondo il parere stesso della Regione Calabria, dal 2004 al 2012. Dal 2012 c’è stato l’adeguamento alle normative nazionali, ma fatto a partire da tariffe erano alte e quindi secondo la sentenza anche illegittime.

Questo potrebbe comportare, laddove l’amministrazione comunale voglia andare a fondo punto della faccenda, come noi speriamo, un conguaglio che secondo di studi fatti da Giovanni Di Leo, un tecnico estremamente importante, una delle persone che più sono impegnate per questa battaglia di giustizia sociale, dovrebbe essere tra i 14. 715. 000 milioni euro e 18 milioni di euro di conguaglio. Senza contare che dal 2012 ad oggi abbiamo una tariffa che, secondo le stesse stime, è di circa il 19% più alta rispetto a quello che dovrebbe essere.

Si tratta di cifre che paghiamo attraverso le nostre tasse, la Tari, il servizio idrico integrato e sono anche cose che pesano sul bilancio, anche sui residui passivi. Andare a fondo in questa storia è una battaglia di giustizia sociale, uno dei più bassi anche verso la ripubblicizzazione del servizio pubblico totale. ed è anche una battaglia più equa per delle tariffe più basse e anche per aver indietro quello che ci spetta».