sabato,Luglio 31 2021

Museo del Mare, Falcomatà: «Un’opera che trasforma Reggio nella principale porta del Mediterraneo»

Chiude la tre giorni di lavori sulla struttura da realizzare coi fondi del governo. Non si parla più di acquario ma di un “Centro di studi di biologia marina”

Museo del Mare, Falcomatà: «Un’opera che trasforma Reggio nella principale porta del Mediterraneo»

Si è chiusa a Reggio Calabria la tre giorni di lavori dedicata alla progettazione del museo del mare di Zaha Hadid. L’opera finanziata dal governo si prepara ad essere un catalizzatore non solo culturale ma anche di un sistema complesso che vede al centro il rapporto ritrovato della città con il suo mare.

Per il sindaco Giuseppe Falcomatà sono stati tre giorni «Proficui e operativi molto importanti. È un’opera che può cambiare il volto alla città, non solo dal punto di vista urbanistico, ma per ciò che c’è intorno e dopo il museo del mare potrà nascere in termini di indotto. Un’opera pubblica che può trasformare Reggio nella principale, vera e unica porta del Mediterraneo. Iniziamo ad abituarci a non pensare che si sta realizzando sia il museo del mare, ma un centro delle culture del Mediterraneo. Reggio è stata il centro di imperi e invasioni che abbiamo assorbito, divenendo il risultato della contaminazione culturale. Noi restituiamo alla storia tutto ciò che la storia ci ha dato nel corso dei secoli. Non banalizziamo la portata dell’opera».

Il centro studi di biologia marina

Non si parla più di acquario, bando alle polemiche con gli animalisti. «Sarebbe riduttivo – afferma Falcomatà – chiamarlo acquario, piuttosto si tratterà di un Centro di studi di biologia marina, confrontandoci anche con l’ Università».

Chiude infine «Si partirà subito perché il finanziamento del Mibact per i 14 attrattori culturali è imminente. Fondamentale è ricordare un contesto nel quale l’esecuzione dei lavori andrà di pari passo al modello gestionale – e, a tal proposito – Non può essere solo pubblico il museo, stiamo pensando ad un ma pubblico/privato, con la gestione affidata a player di caratura internazionale competenti e che potranno farlo crescere anno dopo anno».

Un lavoro nato che mette in «Relazione con organismi internazionali che potrebbero darci una mano – afferma l’assessore Giovanni Muraca, in apertura di conferenza – le idee sono chiare, il sindaco ha dato indicazioni sulla gestione per quello che sarà il museo del Mediterraneo».

«Tre giorni importantissimi – aggiunge Gianni Artuso, architetto progettista – conosciamo la complessità dell’opera, non solo dal punto di vista architettonico. Per questo stiamo cercando di avvalerci di personalità specifiche, tutte le esperienze sono vincenti come quella del museo di Genova che con l’intervento della multimedialità ha raddoppiato le visite».  Qualcosa di rivedere nel progetto c’è e riguarda la sostenibilità poiché 10 anni fa non era al centro della programmazione come invece lo è oggi.

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