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Palmi, «Varia patrimonio culturale regionale»: arriva la proposta di legge

Il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Mattiani ha presentato una proposta di legge in Consiglio per salvaguardare, promuovere e valorizzare la festa

Palmi, «Varia patrimonio culturale regionale»: arriva la proposta di legge

Riconoscere la Varia di Palmi patrimonio culturale regionale. È la proposta di legge che il consigliere di Forza Italia Giuseppe Mattiani ha presentato in Consiglio regionale. «L’obiettivo – spiega – è quello di concorrere alla salvaguardia, promozione e valorizzazione della festa della “Varia di Palmi” quale “patrimonio regionale calabrese” inserito nella lista per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale istituita dall’Unesco, con la Convenzione del 2003. La Varia di Palmi è patrimonio Unesco dal 4 dicembre – insieme al trasporto della macchina di Santa Rosa di Viterbo, ai Gigli di Nola e alla Faradda dei Candelieri di Sassari, che fanno anch’esse parte della Rete delle grandi macchine a spalla italiane – ed è il primo elemento “tematico” o seriale al mondo candidato al riconoscimento Unesco nella forma di network.

Anche per questo, nel corso dell’ottavo Comitato intergovernativo Unesco riunito a Baku, la proposta di candidatura è stata votata all’unanimità da tutti gli Stati aderenti ed è stata indicata dall’Unesco come “modello, esempio e fonte di ispirazione”. L’elemento fa parte infatti, della speciale lista di 30 riconoscimenti sulla totalità dei 677 patrimoni immateriali Unesco, che possono fregiarsi dello status di modello di buona pratica, unica candidatura italiana. In Calabria, la Varia di Palmi è perciò l’unico riconoscimento nella Lista del Patrimonio culturale immateriale ad avere le peculiarità di “modello” Unesco. Da qui la necessità di concorrere per salvaguardare, promuovere e valorizzare la Varia, quale patrimonio della città di Palmi, Patrimonio regionale calabrese e Patrimonio dell’umanità».

La cultura tradizionale e popolare

Il consigliere Mattiani precisa quindi che, «con la raccomandazione per la salvaguardia della cultura tradizionale e del folklore, approvata dalla Conferenza generale Unesco del 1989, gli Stati membri si erano impegnati ad applicare le disposizioni concernenti la salvaguardia della cultura tradizionale e popolare e ad adottare misure legislative o di altra natura necessarie per dare effetto nei loro territori a detti principi. Per cultura tradizionale e popolare si intende l’insieme delle creazioni di una comunità culturale, fondate sulla tradizione, espresse da un gruppo o da individui e riconosciute come rispondenti alle aspettative della comunità in quanto espressione della sua identità culturale e sociale e delle norme e dei valori che si trasmettono oralmente, per imitazione o in altri modi. La cultura tradizionale e popolare, in quanto espressione culturale, esprime l’identità delle comunità, dei gruppi e degli individui di ogni nazione».

Il patrimonio culturale

Il consigliere regionale spiega che «per patrimonio culturale immateriale si intendono, ai sensi dell’articolo 2 della Convenzione di Parigi del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge del 27 settembre 2007, n. 167, le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

Il patrimonio culturale immateriale, purché compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani e con le esigenze di rispetto reciproco fra comunità, gruppi e individui nonché di sviluppo sostenibile, si manifesta tra l’altro nei seguenti settori: tradizioni ed espressioni orali, le arti dello spettacolo; le consuetudini sociali, gli eventi rituali e festivi; le cognizioni e le prassi relative alla natura e all’universo; l’artigianato tradizionale».

Consuetudine sociale

«La Varia di Palmi – sostiene Mattiani – rientra nella tipologia relativa alle consuetudini sociali ed eventi rituali e festivi. È una festa della tradizione della cultura mediterranea che si caratterizza per una serie complessa di rituali che sono messi in atto dalla comunità nell’arco di due settimane nella seconda metà di agosto, finalizzati al trasporto a spalla da parte di duecento giovani, i “Mbuttaturi”, di un articolato carro sacro che illustra plasticamente il momento dell’Assunzione in cielo della Vergine Maria, intesa come viaggio dalla Terra all’Empireo, attraverso le sfere celesti secondo i canoni della cosmografia aristotelico-tolemaica, geocentrica, accettata all’epoca della sua realizzazione. L’intero dispositivo festivo celebra, da più di 500 anni, la relazione di scambio e solidarietà tra la città di Palmi e la città di Messina, in occasione di una violenta epidemia di peste che investì la città peloritana per la presenza, nel porto, della flotta cristiana dopo la battaglia di Lepanto, nell’ottobre 1571».

Il legame con Messina

Mattiani racconta che «l’aiuto prestato dai palmesi ai messinesi avrebbe talmente stretto i rapporti tra le due città dello Stretto da tributare, il Senato della città di Messina, il privilegio di custodire un capello sacro della Vergine Maria, tutt’oggi custodito nella Concattedrale di Palmi e di realizzare, l’ultima domenica di agosto, il carro votivo. Nel corso dei secoli la tradizione è rimasta immutata, anzi, si è rafforzata. L’attuale struttura della Varia di Palmi, la cosiddetta “Varia meccanica”, è ancora oggi un gigantesco carro di legno, ferro e cartapesta alto 16 metri, ed è il frutto del lavoro compiuto dal cavaliere Giuseppe Militano e dai maestri Vincenzo e Adolfo Ferraro sul finire dell’800.

Cadendo i festeggiamenti nel cuore dell’estate, nel periodo cioè in cui si assiste al massimo rigoglio della natura, al pieno sviluppo e alla crescita completa dei prodotti agricoli, l’Assunzione viene fatalmente assimilata a momento emblematico e pregnante della vittoria della vita sulla morte. La Varia di Palmi possiede inoltre, una grande carica religiosa ed emozionale, il cui trascinamento determina nella enorme massa di fedeli che si raccolgono intorno a questo simulacro di dimensioni eccessive, barocche, che porta in giro per la città, svettante verso il cielo, l’“Animella” e la sequela di un mistero cosmico colto nelle sue molteplici ierofanie».

Le spese

La proposta di legge comporta una spesa annuale di 100.000 euro a carico del bilancio regionale. Nella norma finanziaria si specifica che la copertura degli oneri, determinati per ciascuna delle annualità 2023, 2024 e 2025, in 100.000 euro, trova copertura sul capitolo “Fondo occorrente per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezioneranno dopo l’approvazione del bilancio, recanti spese di parte corrente”.

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