martedì,Febbraio 27 2024

Ok al bilancio consolidato a Reggio, Falcomatà: «Ora documenti alla Cosfel per le assunzioni» – FOTO

Il sindaco spegne la polemica sui festeggiamenti affidati a Sviprore: «A casa mia l'albero si fa l'8 dicembre e domani festeggeremo a piazza Duomo»

Ok al bilancio consolidato a Reggio, Falcomatà: «Ora documenti alla Cosfel per le assunzioni» – FOTO

Passa con 17 sì, un astenuto e 7 voti contrari il bilancio Consolidato al Comune di Reggio Calabria, unico punto del consiglio urgente convocato stamattina.

Complimenti dal sindaco al settore Finanze e partecipate, per l’approvazione del documento perchè chiarisce Giuseppe Falcomatà nell’intervento finale «È importante che si comprendano gli effetti positivi di un adempimento dovuto. Effetti positivi che non c’erano negli altri anni: partirà l’invio alla Cosfel (Commissione per la stabilità degli enti locali) della documentazione che consentirà alla prossima delibera di dare l’ok al piano assunzioni della città. Un percorso che ci deve rallegrare tutti, è partito da tempo che oggi trova la conclusione che consentirà alla macchina ammnistrativa di avere 135 nuove unità. Non è cosa da poco, ci aiuterà a dare nuova linfa agli uffici, con dipendenti, giovani motivati, tanti reggini che potranno lavorare per la città ed è un punto di partenza importante dopo che il Comune è stato sotto organico e soprattutto non poteva fare assunzioni per il blocco del turn over e per i vincoli del piano di riequilibrio. Non è un passaggio scontato».

D’accordo con la notazione fatta dalla consigliera Angela Marcianò, il sindaco stigmatizza «l’assenza dei revisori in questa assise, servono per chiarire dubbi – e poi aggiunge – su alcune situazioni si deve fare molto meglio e molto di più».

Il segretario generale

Tulipani per la nuova segretaria generale Antonia Criaco. Così si era aperto intorno alle 10.30 il consiglio comunale a Reggio Calabria, convocato con urgenza con un unico punto all’ordine del giorno l’approvazione dello schema di bilancio consolidato per l’esercizio 2022. . «È un onore per me dal punto di vista professionale – chiarisce la nuova segretaria – e lavorare nella mia città. Con senso di responsabilità ho accettato questo incarico, è una sfida da portare a compimento».

I lavori preliminari

Apre Angela Marcianò fermata nel suo intervento preliminare dal presidente Enzo Marra perchè verteva sull’ordine del giorno. Marcianò chiarisce: «Abbandonando l’istinto dei primi anni sto lavorando in commissione per capire come incidere su problematiche strutturali. Rileggendo la mia relazione per il Consolidato 2021 ho notato, però, diverse coincidenze che mi impongono di non riproporre quanto già detto per non incorrere nella cattiva abitudine del ’disco rotto’, che ormai pervade la politica a tutti i livelli. Ho scorto qualche cifra lievemente modificata e diversi punti fermi, spaventosamente significativi come i 577.406.671,27 milioni di debiti. A questo proposito qual è il parere del Collegio dei Revisori? Esso evidenzia che ’in sede di asseverazione sono state rilevate delle difformità tra le reciproche posizioni contabili (ente capogruppo – componenti del gruppo di consolidamento) e sussistono discordanze tra l’asseverazione e la verifica delle operazioni infragruppo’ (rilevate dagli organi competenti in sede istruttoria). “Nelle osservazioni – puntualizza la docente universitaria – si ribadisce ancora una volta, come già rilevato negli anni precedenti, la necessità di dotare l’Ente di apposito software per la predisposizione e lo sviluppo del Bilancio Consolidato. Si prende atto, infatti, che il documento non è stato approvato nei termini di legge e si invita l’Ente a rispettare il termine della trasmissione alla BDAP (Banca Dati delle Pubbliche Amministrazioni).».

Armando Neri senza mezzi termini affonda con l’affidamento a Sviprore dei festeggiamenti natalizi, per il quale ha presentato il 5 dicembre una richiesta di accesso agli atti: «Un cinepanettone dal sapore molto amaro che denota totale assenza di programmazione in merito ad un evento che dovrebbe essere caldo per la città. Ma è il 7 dicembre e non c’è traccia di nulla forse domani vedremo un albero. Sono state scavalcate le regole politiche e amministrative ma senza risultato mentre ci sono altre città che sono esempi virtuosi, cito Palmi e Messina. Distinzioni territoriali tra le zone della città. La classifica sulla qualità della vita risente di indici che non dipendono dalle amministrazioni. Un pesante saldo migratorio negativo: fuga dei giovani dalla nostra terra. Che fine hanno fatto i fondi comunitari per gli interventi per trattenere le giovani menti nella nostra terra, i fondi del Pnrr per i progetti finalizzati a diminuire il saldo migratorio, io non ne ho contezza. Quali sono le poste spese per i fondi comunitari tesi a questo obiettivo?».

Demetrio Marino insiste: «Dovevamo tornare al voto per dare una nuova guida alla città con un sindaco a gestire la cosa pubblica, oggi stiamo riparlando da 2 anni e mezzo di problematiche della città». Marino richiede la Relazione annuale sulle problematiche e criticità che da quasi 3 anni non è stata portata in consiglio e chiede lumi sulla strada Armo-Santa Venere, per la quale il sindaco risponderà che, essendo legata al blocco del decreto Reggio si deve attendere l’udienza fissata a febbraio.

Tavolo tecnico sulla differenziata

Saverio Pazzano fa valutazioni e proposte in ambito amministrativo e politico: «La differenziata è ferma al 40%, i lavori dello sportello ambiente ci dicono che è un problema che merita soluzione immediata. Non riusciamo a superare la soglia. I lavori ci hanno aiutato a rilevare criticità. Tra i 2 milioni e 800 mila euro e 3 milioni potrebbero essere risparmiati e destinati ad altri servizi. È fondamentale che si cominci da questo palazzo con degli spazi in cui sia possibile differenziare e poi il valore educativo nella scuole». Dal primo cittadino arriverà l’ok per il tavolo tecnico. Un’apertura che conferma le voci di un ampliamento dell’ascolto delle forze politiche nella civica assise.

Dà un colpo al cerchio e uno alla botte Nino Castorina dal gruppo misto (ancora per poco?): «Chiedo che si possa verificare l’efficienza dei nostri funzionari e dei dirigenti in ordine al programma elettorale in relazione alla mission: se la politica non va al passo con la burocrazia il fallimento è generale. I cittadini ci chiedono risposte. Se tramite i soggetti scelti dalla politica non si concretizzano azioni e milioni di euro per la realizzazione di opere e infrastrutture c’è una responsabilità politica».

Il consiglio aperto sull’aeroporto

Finalmente le può dire in faccio Massimo Ripepi, prodigo ogni giorno di sermoni già nel corso delle diretta. Prende in giro la giunta e le lunghe attese per la nuova composizione il consigliere del gruppo misto pro Bandecchi: «Si respira un’aria tesissima, di guerra, volti cupi. Albanese rideva e quindi sarà riconfermato. Delfino non alza la testa». Presi di mira anche Quartuccio e Malara, «commissariati» materialmente dall’affair Sviprore. Tuona sul “Tito Minniti” Ripepi: «Non è vero che non abbiamo poteri sull’aeroporto. Nel piano nazionale degli aeroporti, siamo aeroporto di interesse locale: siamo stati cacciati dalle carte geografiche. Parliamo di unghie incarnite quando abbiamo il cuore infartuato. Facciamo il consiglio comunale prima della fine dell’anno. Possiamo cambiare questo piano?».

Carmelo Versace: «Sono confuso rispetto agli interventi su chi sta in maggioranza e opposizione. Usciamo dal piano di rientro da pochi mesi, quando parliamo di classifiche ce lo dobbiamo ricordare. Neri e poi Calabrò hanno seguito da assessori al bilancio il percorso tracciato da Falcomatà pre portare questo ente dove era giusto e logico riportarlo. Non abbiamo potuto investire sui servizi, sul sociale, sul bello. Serve un lasso di tempo per vedere i risultati». Versace ripropone il «Tavolo permanente contro l’abusivismo, per un problema che non può risolvere solo la polizia municipale- e chiosa – affidamento a Sviprore per superare le lungaggini amministrative ».

Il ponticello sul Calopinace

Saveri Anghelone chiede: «Tempi certi per ponte Calopinace e struttura di Mortara».

Le spiegazioni sul ponticello del Calopinace arrivano dall’assessore ai Lavori pubblici Rocco Albanese che accusa i consiglieri (maggioranza e opposizione) di strumentalizzare una vicenda di cui tutti sono a conoscenza per il blocco dei fondi da parte della Regione per il mancato pagamenti «per un debito per cui abbiamo fato ricorso per i 32 milioni di rifiuti che rivendicano che noi non abbiamo pagato. Abbiamo chiesto altri fondi e autorizzazioni, con variazione, l’impresa sta lavorando».

Roberto Vizzari: «Il bene comune è al di sopra di ogni parte politica. Ho lavorato con Falcomatà come sindaco del comune di San Roberto, voglio essere di pungolo all’azione amministrativa. Penso che si debba approfondire in tema di sanità la collaborazione con la Regione Calabria. Come anche I dato che riversa nella altre regioni riversa. Lo stesso per Sorical. »

Giuseppe Sera evidenzia il «differente atteggiamento dei consiglieri di minoranza tra le commissioni e il consiglio. Complimenti per la marcia su Reggio del 20 gennaio a Ripepi. Dal 2016 al 2023 abbiamo costruito un ponte per le nuove generazioni. Siamo partiti dal fatto di non fare fallire la città: decidere se mandare allo sfascio centinaia di aziende o procedere con umiltà con soluzioni nuove, favorite da chi ha svolto il proprio ruolo. Abbiamo trovato società che stavano per fallire come Atam, altre fallite, società che hanno pagato per colpe di altre amministrazioni. La politica non si legge nel perimetro stretto di quest’area» chiude infine.

Adagio Falcomatà non risponde alle provocazioni, fa l’elenco delle cose positive che si registrano in città come il negozio di una grande catena nazionale che oggi ha aperto in centro città, in controtendenza con le indicazioni che non invoglierebbero gli imprenditori a investire e alle brutte posizioni che occupare Reggio nelle classifiche nazionali. E poi taglia la polemica sui festeggiamenti: «A casa mia l’albero si fa l’8 dicembre e domani in pizza accenderemo un grande albero».

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