giovedì,Ottobre 6 2022

Quanto si è longevi? Ecco i 7 test per misurare il benessere fisico

Esercizi facili e veloci per misurare il proprio stato di efficienza fisica e l'età biologica

Quanto si è longevi? Ecco i 7 test per misurare il benessere fisico

Sono sette i test facili e veloci per misurare il proprio stato di efficienza fisica e l’età biologica. Test che, se non superati, possono far decidere di rivolgersi al proprio medico e cambiare stile di vita. Il primo è quello di rimanere in equilibrio: quanto più a lungo si riesce a restare in equilibrio su una gamba sola potrebbe essere un modo semplice e veloce per capire come si invecchierà e stimare anche il rischio di ictus e demenza. I problemi di equilibrio possono essere causati da fattori spesso legati all’età, primo fra tutti la “fragilità”. Uno studio di giugno, condotto da un team brasiliano e pubblicato sul Bmj, ha rilevato che il 20% dei 1.700 anziani testati non riusciva a bilanciarsi per 10 secondi e quell’incapacità è stata associata dai ricercatori a un raddoppiato rischio di morte per qualsiasi causa entro 10 anni.

Il secondo test è quello di alzarsi e sedersi da una sedia. Partendo da seduti, si mette tutto il peso su una gamba sola e si prova a sollevarsi e a risedersi nuovamente, continuando a ripetere il movimento fino a quando ci si sente in grado di farlo: una persona molto in forma dovrebbe riuscire ad arrivare a 60 o 70, ma alcuni possono provare fatica a fare anche solo un movimento. Il terzo test è la misura del girovita. Rispetto al solo peso calcolato nell’indice di massa corporea, il valore risultante dal rapporto vita/altezza è un dato più veritiero per stabilire la salute di un individuo, perchè tiene in considerazione la distribuzione del grasso: la regola d’oro è che la vita sia inferiore alla metà dell’altezza.

Il quarto test è quello denominato del pupazzo a molla. Tutto quello che si deve fare è alzarsi e sedersi dalla sedia per un minuto, poi misurare le pulsazioni per 30 secondi e moltiplicare il valore per due ottenendo la frequenza cardiaca di recupero al minuto. Se la differenza con quella a riposo è fra 20 e 30 battiti al minuto è da considerarsi buona. Il quinto test consiste nel controllare i nei sul braccio. Le persone con oltre un centinaio di nei sul corpo hanno un rischio più elevato di ammalarsi di melanoma. I ricercatori del King’s College di Londra hanno calcolato che gli individui con più di 11 nei sul braccio destro hanno maggiori probabilità di averne oltre 100 in totale sul corpo.

Il sesto test è relativo al corretto riposo. C’è un modo sorprendentemente semplice per capire se si sta dormendo a sufficienza: basta chiedersi come ci si sente il giorno successivo. Se fra le 11 e mezzogiorno si è vigili e concentrati, significa che si è dormito abbastanza; se invece ci si sente ancora assonnati, vuol dire che non si è riposato adeguatamente. Il settimo test infine, è quello del buon udito. Gli effetti collaterali di una perdita di udito non curata comprendono ansia e depressione e possono persino giocare un ruolo nell’insorgere della demenza, poiché il cervello non sta ricevendo la stimolazione acustica e se si trascura il problema troppo a lungo, c’è il rischio che nemmeno gli apparecchi acustici possano più aiutare.

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