Potere al popolo, partono iniziative a sostegno della buona sanità

Campagna informativa a sostegno di una sanità pubblica, efficace ed efficiente e per far crescere tra la popolazione la consapevolezza che le prestazioni socio-sanitarie sono un bene comune
Campagna informativa a sostegno di una sanità pubblica, efficace ed efficiente e per far crescere tra la popolazione la consapevolezza che le prestazioni socio-sanitarie sono un bene comune
Una sala operatoria degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria

Con Potere al popolo partono le iniziative a sostegno della buona sanità. Prosegue la campagna informativa a sostegno di una sanità pubblica, efficace ed efficiente e per far crescere tra la popolazione la consapevolezza che le prestazioni socio-sanitarie sono un bene comune e vanno difese e migliorate. In vista dell’assemblea pubblica fissata il prossimo 13 dicembre dal titolo “Quale buona sanità in Calabria”, ecco stilato un calendario con quattro date dal 6 al 27 novembre, che riguarderà alcuni dei presidi ospedalieri e sanitari più colpiti dalla crisi della sanità nel territorio: Locri, Scilla, Melito di Porto Salvo e il Grande Ospedale Metropolitano.
Potere al popolo ricorda che l’Asp reggina è commissariata da marzo 2019 e che la terna commissariale ne ha chiesto lo stato di dissesto per un debito di circa 600 milioni di euro, nonché la mancanza di bilanci sin dal 2013. Nonostante le valutazioni, la terna non ha poi «fatto per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie ai cittadini, e infatti gli ospedali della provincia versano in una situazione di carenza cronica d’organico al punto da non riuscire più a prestare i servizi istituzionali che normalmente erogavano». L’esempio è il «laboratorio diagnostico pubblico del distretto n. 1 di via Willermin a Reggio, chiuso per mancanza di un dirigente biologo che i commissari hanno avuto la brillante idea di trasferire a Locri, lasciando sguarnito il laboratorio della città e appesantendo la gestione già oberata di attività del laboratorio dell’Ospedale Riuniti».

Da qui il disagio dei cittadini bisognosi di assistenza sanitaria sono sballottati continuamente da una struttura all’altra, senza contare le lunghe file con centinaia di persone in attesa, anziani compresi. Il movimento ha ribadito più volte che per un’assistenza sanitaria dignitosa, serve un piano di reclutamento di personale medico e paramedico che sia in grado di coprire le gravi carenze della pianta organica. La Calabria rispetta moltiplicati i dati e le carenze nazionali: di soli medici in Calabria ne mancano almeno mille, mentre di paramedici si stima un bisogno di 4 mila unità. Per contrasto, centinaia di precari che hanno garantito servizi vitali in questi ultimi anni rischiano di perdere il loro posto di lavoro, mentre chi ha fatto un concorso pubblico ed è in graduatoria aspetta uno scorrimento che tarda a venire.