lunedì,Novembre 30 2020

La nuova denuncia della Uil: «Personale imboscato all’Asp»

I sindacati chiedono lumi agli organi competenti. «Funzioni del personale diverse dal profilo per il quale sono stati assunti nell'azienda»

La nuova denuncia della Uil: «Personale imboscato all’Asp»

Personale imboscato e contratti non rispettati. La nuova denuncia della Uil-Fpl provinciale punta il dito contro l’Asp reggina interessando i vari management e i responsabili degli uffici riguardo all’illecita pratica del cosiddetto “imboscamento”, soprattutto, del personale appartenente alle varie qualifiche sanitarie. «Questo sindacato – afferma il segretario Nicola Simone – ha specificamente denunciato situazioni attinenti personale infermieristico, tecnico, dirigenti non medici e medici che si trovano a svolgere funzioni diverse dal profilo per il quale sono stati assunti. Nessuna amministrazione ha ritenuto di determinarsi conseguentemente, per come la legge impone, a restituire il personale nei ruoli e nelle qualifiche di cui tanta necessità operativa insiste per poter fronteggiare le criticità esistenti e aggravate dalla carenza di personale di cui necessitano tutte le unità ospedaliere, in special modo Pronto Soccorso ed emergenza in generale».

Nonostante le puntuali segnalazioni, secondo il sindacalista «Si continua a perpetrare un modus operandi di aperta complicità con situazioni insostenibili, imbarazzanti, indifendibili e dannose. Basti pensare al personale infermieristico utilizzato in mansioni amministrative in staff presso l’ufficio del personale, gli autisti disinfettori impiegati presso gli uffici amministrativi, il personale medico a suo tempo assunto presso l’area dell’emergenza o del SUEM 118 che travasi distratto plasticamente dai propri compiti d’istituto percependo, addirittura, indennità collegate all’effettivo esercizio delle qualifiche di appartenenza».

In attesa di un riscontro sui fatti denunciati, la Uil chiede l’immediato corretto utilizzo di tutto il personale attualmente in servizio determinando il rientro presso il 118, il recupero di quanto economicamente illegittimamente corrisposto e il trasferimento della sede presso l’area amministrativa di riferimento nella città capoluogo di provincia».