giovedì,Dicembre 2 2021

Emergenza sanitaria: 118 al collasso senza uomini, mezzi e sicurezza. Proclamato lo stato di agitazione

Cresce la tensione a Reggio Calabria dove il personale del 118 è in stato di agitazione per problematiche che stanno portando l'intero settore al collasso mettendo a rischio la vita dei cittadini

Emergenza sanitaria: 118 al collasso senza uomini, mezzi e sicurezza. Proclamato lo stato di agitazione

Il settore dell’emergenza urgenza paga il prezzo più alto del collasso della sanità reggina, una situazione che ha portato la Uil a dichiarare lo stato di agitazione. Il  tavolo di raffreddamento convocato dalla Prefettura ha dato l’input affinchè l’Asp incontri il sindacato nei prossimi giorni. Intanto restano in piedi le motivazioni che hanno portato all’estrema soluzione. La carenza di medici, infermieri e mezzi è stata cristallizzata anche dalla dirigenza dell’Asp ma la soluzione al problema sembra ancora una chimera. E l’emergenza covid non ha fatto altro che aggravare una situazione già precaria.

La proclamazione dello stato di agitazione 

La O.S. UIL FPL  a seguito degli incontri  svolti sul territorio della provincia  di Reggio Calabria  ha avuto mandato da parte dei partecipanti di proclamare lo stato di agitazione di tutti i dipendenti del  118  ASP RC ai sensi dell’art. 2 comma 2 della L. 146/1990. Premesso che: – durante i  vari incontri è emersa la forte consapevolezza del marasma organizzativo che oramai da anni si è impadronito dell’Azienda nonostante gli avvicendamenti di Direttori Generali, Commissari Prefettizi e Commissari Straordinari, atteso che a nessuna delle note e delle denuncia trasmesse dalla UIL FPL  è stato dato alcun riscontro, visto che l’Azienda è a tutt’oggi pervasa da un sistema di varia natura che impedisce una virtuosa e normale attività che possa dare risposte a cittadini ed operatori, visti gli interventi posti in essere dalla magistratura e dalla Corte dei Conti la UIL FPL  proclama lo stato di agitazione per le seguenti motivazioni:

  1. La UIL  FPL  ha denunciato inutilmente il sistema di privilegio di cui godono alcuni sindacati che vedono i propri Dirigenti Sindacali abbandonare la nave mentre questa affonda ed essere trasferiti dal S.U.E.M. ad altri ambiti sanitari di quasi inesistente impatto assistenziale;
  2. Mancanza di medici sulle PP.EE.TT. dell’area tirrenica, reggina e ionica – Sulla Piana ogni postazione ha solo un medico in servizio rispetto ai sei previsti in organico – Su Reggio, Sant’Eufemia,  Scilla ed altre  Postazioni luglio ed agosto per parecchi giorni sono mancati i medici a bordo. Medici del Suem118 che ricoprono ruoli differenti da quelli per i quali sono stati assunti (tra questi insistono dirigenti sindacali). Sono risultati in ferie ad agosto contemporaneamente 5 medici di ambulanza scoprendo ancor di più le postazioni e 3 medici di centrale. In Centrale Operativa ci sono medici reperibili di notte e festivi ma non utilizzati sulle ambulanze laddove ne siano sprovviste. Gli infermieri vengono quindi costretti ad andare in ambulanza anche per codici rossi senza medico a bordo con le relative conseguenze per la salvaguardia della vita dei cittadini.
  3.  I Presidi di Primo Intervento di Scilla, Palmi e Oppido Mamertina utilizzano per la copertura dei propri turni, medici del SUEM che dovrebbero, invece,  svolgere servizio in ambulanza (compreso il Direttore ff.). Carenza cronica di autisti ne manca: 1 a Reggio Calabria, 3 a Melito Porto Salvo, 1 a Scilla, 3 a Taurianova, diversi sulla zona ionica. Le ambulanze sono ferme perché mancano gli autisti. Questo capita quasi quotidianamente a Taurianova e Melito Porto Salvo. Su Melito anziché trovare una soluzione a lungo termine si preferisce inviare Riva3 (privata) e, talvolta, Palizzi (privata).
  4. Mezzi obsoleti che fanno registrare, peraltro, strani guasti quotidiani agli automezzi che non appena vengono presi dall’officina di riferimento dell’Asp, si guastano già in autostrada. Nonostante siano stati stanziati i soldi, donati dalla Banca D’Italia a ottobre 2020 per l’acquisto di nuove ambulanze, queste, rimangono un lontano miraggio. Le ambulanze dell’Asp non ci sono e quindi le postazioni rimangono non operative sguarnendo il territorio, con il risultato di avere, tra l’altro, un autista, un infermiere ed un medico retribuiti inutilmente. A tale proposito interessante sarebbe conoscere l’ammontare della spesa degli ultimi 5 anni riferita a tale capitolo di bilancio.
  5. Il personale del Suem118 è costretto a lavorare senza divisa o con divise logore in quanto l’azienda non le fornisce (compresi i nuovi assunti – unica Asp della Penisola). Si ricorda che la divisa è considerata dalle normative che sovrintendono la sicurezza del personale sui luoghi di lavoro, quale ineludibile dispositivo di protezione individuale. Paradossale e colpevole appare il comportamento dell’ASP che utilizza personale privo di indumenti idonei in un contesto di elevato pericolo pandemico. si sono visti operatori del SUEM costretti a lavorare in jeans e scarpe da tennis. Locali non idonei alla permanenza di dipendenti in servizio h 24.
  6. Continui trasferimenti covid tra GOM e altri ospedali HUB o Spoke effettuati col personale dell’emergenza senza barella di contenimento solo con DPI del caso. Altri trasferimenti che il 118 effettua risultano impropri tra Gom e altri presidi ospedalieri per un compiacente ed anacronistico funzionamento della Centrale.
  7. In Centrale Operativa è arrivato del personale assunto con contratto determinato per emergenza covid che è risultato posizionato tra gli ultimi di una graduatoria per infermieri. In area di emergenza urgenza è necessaria una pregressa esperienza e una buona conoscenza delle elementari nozioni di grammatica, informatica, anatomia e patologia clinica e triage. Non è consentito, ne va di mezzo la vita delle persone, utilizzare nel cuore nevralgico del Suem118 l’impiego di personale in rapporto lavorativo a tempo determinato, inesperto ed impreparato.

Uso sconsiderato e fuori da ogni normativa nazionale ed internazionale del ricorso all’istituto contrattuale del lavoro straordinario. Visti gli innumerevoli tentativi che sono risultati puntualmente vani, attese le    svariate di note trasmesse sui punti su riportati rimaste inevase; dato che lo stato d’animo che pervade i dipendenti di ogni ordine e grado ha raggiunto livelli preoccupanti, ricordando peraltro le delicate funzioni che essi sono tenuti a svolgere quotidianamente visto, peraltro, la preoccupante crisi pandemica cui non si riesce in nessun modo colpevolmente a fronteggiare,

Per questo la Uil proclama lo stato di agitazione di tutto il personale   del 118  dell’ASP di RC e richiede, pertanto, a S.E. Il Sig. Prefetto di RC a norma della legge n. 146/90 e s.m.i. e delle norme contrattuali in materia, la convocazione delle Parti per esperire la procedura di raffreddamento dei conflitti, al fine di ristabilire condizioni lavorative accettabili e di instaurare un necessario clima di distensione all’interno dell’ASP di che trattasi. Si evidenzia che in ottemperanza del combinato disposto dalla legge 146/90 e della legge 83/2000, esperito il tentativo di conciliazione ovvero decorso inutilmente il tempo indicato dalla normativa contrattuale, la UIL FPL  potrà provvedere, per tutta la validità del presente atto, alla proclamazione delle iniziative ritenute necessarie.

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