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Reggio, il presidente nazionale Avis Briola: «La sfida del plasma per assicurare farmaci salvavita» – FOTO e VIDEO

Nella città dello Stretto l'assemblea dell'Odv comunale seguita dal convegno durante il quale è intervenuto anche il reggino Vincenzo De Angelis, direttore del centro nazionale Sangue

Reggio, il presidente nazionale Avis Briola: «La sfida del plasma per assicurare farmaci salvavita» – FOTO e VIDEO

«L’autosufficienza anche sul fronte della raccolta di plasma, unitamente a quella già conseguita del sangue, garantirà ai malati le terapie utili e quindi il diritto alla salute. Ci sono, infatti, farmaci salvavita che possono essere prodotti soltanto con la materia prima biologica e irriproducibile in laboratorio che è il plasma donato. L’autosufficienza consentirà, altresì, di rendere autonomo il nostro Paese rispetto al mercato e ai costi di importazione».

Lo ha dichiarato il presidente nazionale dell’associazione Volontari Italiano del Sangue (Avis), Gianpietro Briola, intervenuto a Reggio Calabria, in occasione del convegno dal titolo “La donazione di sangue e di plasma nel contesto nazionale ed europeo. Dati e prospettive future”. L’incontro formativo ha fatto seguito all’assemblea dell’Avis comunale Odv Reggio Calabria, svoltasi all’hotel Excelsior.

L’autosufficienza nella raccolta di Plasma

«Dobbiamo investire molto sull’organizzazione per favorire a chi dona l’accesso alle unità di raccolta di plasma. Si tratta di una donazione che richiede maggiore tempo rispetto a quella di sangue. Un aspetto al quale prestare massima attenzione. La Calabria, che nella ripresa post pandemica ancora fa fatica, anche in ragione dell’endemica emigrazione fuori regione di chi studia e lavora, continua a essere impegnata in questa sfida. Solo grazie alle regioni, l’autosufficienza potrà essere raggiunta dal nostro paese», ha sottolineato ancora il presidente di Avis nazionale, Gianpietro Briola.

La fase assembleare ha visto al tavolo, con il consigliere nazionale Mimmo Nisticò e la presidente dell’Avis comunale Odv Reggio Calabria, Myriam Calipari, il segretario Ignazio Ferro, il tesoriere Antonio Perla e l’organo di Controllo Santina Inserra. Dopo le relazioni e l’approvazione del bilancio, ha avuto luogo l’incontro formativo sul tema del plasma.

Sicurezza e autonomia

Una sfida ormai indifferibile sulla quale si è soffermato anche il direttore del centro nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis, per l’occasione tornato del reggino. Egli è, infatti, originario di Brancaleone.

«Ci sono due dati fondamentali che dobbiamo ricordare: 40 le sacche di sangue necessari ogni 1000 abitanti per curare gli anemici e 18 kg di plasma da inviare alla lavorazione per l’autosufficienza dei farmaci derivati dal plasma. Lo sforzo di ogni regione, quindi anche della Calabria, deve concentrarsi su chi dona il sangue affinché alterni con il plasma ma a anche perché pure dal sangue si dona plasma.

Oggi noi importiamo dagli Stati Uniti in Europa il 40% di plasma utile per produrre medicinali salvavita, che non possono essere prodotti se non utilizzando plasma umano. L’autosufficienza non è solo una questione di sicurezza. Essa è anche una questione di strategia e di raggiungimento di standard in grado di garantire i medicinali nostri pazienti che non possono rimanere senza e di non gravare oltremodo sui bilanci. La Calabria, su questo fronte, deve migliorare ma sono sicuro che lo farà. La sfida è quella del plasma ma senza dimenticare l’estate in arrivo in cui anche la donazione di sangue subisce sempre un decremento. Invece i pazienti necessitano di sangue a gennaio come ad agosto», ha spiegato ancora il direttore del centro nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis.

Donare plasma presso l’UdR di Reggio

E sulla strategia dell’integrazione punta anche la presidente dell’Avis comunale Odv di Reggio Calabria, Myriam Calipari.

«Già da tempo collaboriamo con Avis provinciale e regionale su questo fronte. Dallo scorso anno è possibile programmare proprio presso la nostra unità di raccolta anche la donazione di plasma. È presente presso la nostra sede del separatore cellulare. Per questa ragione stiamo conducendo uno studio sui nostri donatori periodici per individuare chi possa donare il plasma. I donatori stanno rispondendo bene, con il vantaggio di potere donare il doppio sempre in casa Avis», ha sottolineato ancora Myriam Calipari.

«Il convegno ha rappresentato una preziosa occasione per discutere delle necessità del sistema Sangue del nostro Paese e del contribuito che il nostro impegno sul territorio può offrire. Da tempo siamo consapevoli della necessità di estendere la raccolta anche al plasma e per questo stiamo mettendo a punto la nostra organizzazione. L’esperienza ci ha insegnato quanto le sinergie tra istituzioni e associazioni, e quindi volontari, siano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi e su quelle continueremo ad investire», ha sottolineato il consigliere nazionale Avis, Mimmo Nisticò.

Investire sulle strumentazioni

Una sfida che dunque attende anche la Calabria che, seppure per quanto possibile, ha mostrato i segni della sua ripresa dopo il periodo pandemico. «Dopo l’anno difficile, già da settembre 2022, con l’apertura delle scuole, la nostra regione risale. La sfida del plasma richiede, non solo l’impegno per la raccolta che noi assicuriamo già per il sangue. Essa deve contare anche l’investimento da parte delle aziende per la messa a disposizione di strumentazione particolari, di cui le nostre unità di raccolta al momento non sono dotate. Con i separatori cellulari, certamente andremo incontro anche alle esigenze dei donatori di plasma, come già facciamo con quelli di sangue», ha dichiarato il presidente regionale Avis Calabria, Franco Rizzuti.

Sangue necessario ed essenziale

Tra i tanti qualificati interventi anche quello del commissario del Gom, Gianluigi Scaffidi che ha sottolineato «la centralità del sangue anche solo per programmare quasi tutta l’attività chirurgica nel Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Senza scorte adeguate a rischio anche le terapie essenziali in alcuni reparti come per esempio quello di ematologia». La collaborazione con Avis e le associazioni che si occupano di raccolta è dunque fondamentale dal momento che, come sottolineato anche da Liliana Rizzo, responsabile del centro regionale Sangue, oltre l’80% del sangue disponibile ha provenienza associativa.  

La carenza di personale nel centro trasfusionale del Gom

Sfide e soluzioni per affrontarle al meglio. In questa analisi non si può prescindere da criticità ancora irrisolte. «Il nostro centro trasfusionale è privo di biologi e amministrativi. C’è carenza di medici e di infermieri. Eppure rispetto ad altri centri in regione, noi abbiamo anche il centro trapianti che a noi fa riferimento. Senza un adeguamento del personale, per quanto il nostro impegno sia massimo, non potremo fare fronte alle richieste e adempiere pienamente alle nostre funzioni». Così ha concluso il direttore del Centro trasfusionale del Grande ospedale metropolitano, Alfonso Trimarchi.

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