giovedì,Aprile 15 2021

Comunia, svariate criticità ambientali da valutare prima della conferenza di servizi

Secondo Crea, l'area della discarica andrebbe recintata per impedire l'ingresso di animali da pascolo

Comunia, svariate criticità ambientali da valutare prima della conferenza di servizi

Si torna a parlare della discarica di Comunia. Ad intervenire è Vincenzo Crea, referente unico dell’Ancadic che scrive delle delle ulteriori criticità ambientali da valutare in sede di conferenza di servizi del prossimo 9 gennaio.

«Fermo restando quanto ampiamente illustrato dalla scrivente associazione con le osservazioni, integrazioni e successive segnalazioni che hanno ampiamente motivato la nostra contrarietà alla riapertura della discarica di Comunia, evidenziando tra l’altro che sul progetto originario ci si è determinati nella seduta conclusiva della conferenza di servizi del 25 luglio 2018 con parere favorevole, pur in mancanza di alcuni pareri e/o autorizzazioni da rilasciarsi dalle istituzioni ed enti interessati alla Cds. Sottolineando altresì che la conferenza di servizi relativa alla rimodulazione del progetto sarebbe, a nostro avviso, illegittima giacché mancante del provvedimento di chiusura della Cds precedente». con tanto di corredo di immagini, Crea sottopone «alle valutazioni delle istituzioni competenti alcune ulteriori criticità strettamente legate con la riapertura della discarica che rivestono carattere prioritario nell’adozione di adeguati e solerti provvedimenti».


Intanto serve che «il terreno situato in località Comunia di Lazzaro di proprietà della società Ecoservices venga immediatamente recintato in quanto l’area dove insistono i rifiuti (fanghi di depurazioni e altro materiale) vi pascolano animali da reddito. Vanno anche recintate le vasche per la raccolta dei fanghi di depurazione poiché vi accedono animali e talvolta annegano. Si rappresenta una ulteriore grave situazione igienico sanitaria alla quale riteniamo non sia stata riservata la dovuta attenzione: nelle aree circostanti alla discarica insistono numerosi alberi di ulivo e stante la possibilità che vengano raccolte le olive che cadute dall’albero vengono lasciate per alcuni giorni sul terreno in attesa del complessivo intervento di raccolta, riteniamo sia necessario dare corso alle opportune azioni di verifica sulla possibile evenienza che l’inquinamento del terreno possa provocare la contaminazione del frutto. Il tutto ai fini della sicurezza alimentare e a salvaguarda della salute dell’uomo».

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