martedì,Aprile 16 2024

Gioia Tauro, il cambiamento del linguaggio e la trasmissione della Fede al centro del convegno del Serra Club Oppido Mamertina

La riflessione è stata al centro dell'incontro svoltosi presso l’auditorium “Aula del Sinodo” parrocchia San Gaetano Catanoso

Gioia Tauro, il cambiamento del linguaggio e la trasmissione della Fede al centro del convegno del Serra Club Oppido Mamertina

«Il Serra Club Oppido Mamertina – Palmi presieduto da Lucia Ioculano, ha organizzato un convegno sul tema dell’anno sociale: “Il cambiamento del linguaggio. La trasmissione della fede. I nuovi sistemi digitali di comunicazione”. L’evento si è tenuto a Gioia Tauro presso l’auditorium “Aula del Sinodo” parrocchia San Gaetano Catanoso ed è stato magistralmente presentato e moderato dall’avvocato Gino Gatto». È quanto si legge in un nota.

«Lucia Ioculano, dopo i saluti iniziali ha presentato il Serra Club, movimento internazionale laicale al servizio della Chiesa  sorto in America, elencandone gli scopi principali. Subito dopo la Ioculano si è soffermata  sul tema dell’anno sociale, ricordando il messaggio di Papa Francesco  per la LVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, in particolare la parte inerente la sapienza del cuore: quest’epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanità, la nostra riflessione non può che partire dal cuore umano. Solo dotandoci di uno sguardo spirituale, solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novità del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana. Il cuore, inteso biblicamente come sede della libertà e delle decisioni più importanti della vita, è simbolo di integrità, di unità, ma evoca anche gli affetti, i desideri, i sogni, ed è soprattutto luogo interiore dell’incontro con Dio. La sapienza del cuore è perciò quella virtù che ci permette di tessere insieme il tutto e le parti, le decisioni e le loro conseguenze, le altezze e le fragilità, il passato e il futuro, l’io e il noi”.

Dopo i saluti di don Federico Arfuso, delegato dal parroco don Giovanni Battista Tillieci si sono su susseguiti gli interventi dei relatori.

Filippo Andreacchio, direttore Ufficio Comunicazioni sociali Diocesi Oppido- Mamertina-Palmi, ha relazionato sul tema: ”Intelligenza artificiale e Intelligenza Spirituale”.

Andreacchio attraverso un lungo excursus, con l’ausilio di slide, ha incantato l’uditorio. La cultura digitale non riguarda solo il mondo dell’informatica, ma l’arte, la cultura, la società in generale, il lavoro, le religioni, la spiritualità e la fede, quindi moltiplica le riflessioni etiche.

Papa Francesco dice che “il mondo digitale  è abitato e va abitato da cristiani”. Sempre Papa Francesco, dice che “bisogna vigilare e operare affinchè non attecchisca una logica di violenza. Per una comunicazione più umana è necessaria la sapienza del cuore.

Andreacchio ha parlato degli algoritmi, ricordando che Padre Paolo Benanti parla di algoretica, studio dei problemi e dei risvolti etici connessi all’applicazione degli algoritmi.

Andreacchio si è poi soffermato sulla ChatGBT  e ha infine concluso il suo intervento,  sottolineando che oggi siamo  ancora davanti a un qualcosa in divenire e  in futuro si apriranno nuovi scenari.

Don Rosario Rosarno vicario parrocchiale M.SS Addolorata di Rosarno ha relazionato sul tema: ”Quando si dice fede, parliamo la stessa lingua?” Don Rosario, ha sottolineato che oggi facciamo fatica ad ascoltare, in particolare i giovani, ma l’ascolto è importantissimo se vogliamo essere al passo con i tempi. Don Rosario nel suo intervento ha citato tanti importanti testi, come Filotea di San Francesco di Sales. Infine don Rosario ha concluso dicendo che la trasmissione della fede avviene restando insieme. Prioritario naturalmente l’ascolto.

Ha concluso l’evento la presidente Ioculano, soffermandosi in particolare su: ascolto della parola di Dio e dell’altro; cuore, sorriso e unione (stare insieme). La trasmissione delle fede, parte dal cuore e passa dallo stare insieme, dall’amicizia. Trasmettiamo la fede se abbiamo veramente Gesù Cristo, come hanno fatto i martiri, senza paura e con il sorriso». Così conclude la nota.

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