mercoledì,Novembre 25 2020

“Reggio bene comune”: chi guadagna sull’emergenza rifiuti?

La denuncia: «Lo stato di omissioni, di violazioni di contratto sono peggiorate» e l'invito ad un confronto

“Reggio bene comune”: chi guadagna sull’emergenza rifiuti?

Reggio bene comune“: chi guadagna sull’emergenza rifiuti? «La città è sommersa da rifiuti di ogni genere; soprattutto le periferie. Lo abbiamo denunciato molte – scrive il movimento reggino – volte negli ultimi mesi, indicando anche dei precisi indirizzi per trasformare un sistema macchinoso e caotico in uno virtuoso e conveniente economicamente per i cittadini».

E prosegue «Abbiamo pubblicamente chiesto al sindaco ed ai referenti del Settore Ambiente (assessore e dirigente) di poterci pubblicamente confrontare sul tema prima che vi sia il cambio di gestore da Avr a Castore ( per come annunciato). Ad oggi prendiamo atto che lo stato di omissioni, di violazioni di contratto e quindi di precarietà strutturale del servizio sono addirittura peggiorate anche a fronte di scioperi del personale Avr per il mancato pagamento di varie mensilità.

Leggiamo, al contempo, che il sindaco (allo scadere del suo mandato) si accorge che lo stato di “emergenza” (lo stesso con il quale si è confrontato appena insediato) favorisce le speculazioni dei privati; cosa ampiamente denunciata da anni da parte di alcuni comitati territoriali regionali, da alcuni movimenti e partiti. Falcomatà, insomma, si accorge che gli interessi privati dovrebbero, forse, essere completamente estromessi dalla gestione di servizi pubblici essenziali ( vedi anche acqua ed energia).

Ci fa piacere che, con qualche mese di anticipo, ci si svegli da un letargo ostinato ed improduttivo che ha trascurato qualsiasi sollecitazione nella direzione di un cambio radicale di gestione del problema. Apprendiamo anche che il rischio dissesto, se non vi è intervento del legislatore, non è più semplicemente un’ipotesi ma una facile previsione.

Anche in tal caso abbiamo stimolato il Comune a intervenire, proprio a livello nazionale, per chiedere la sospensione di un indegno stato di “pre-dissesto” causato, con accertamenti da parte della magistratura, anche con la pesante ingerenza di alcune lobbies affaristico-ndranghetiste ( vedi operazione “mala gestio”).

I cittadini continuano a pagare un ingiusto debito causato da amministratori che non hanno mai risposto di questo oggettivo “danno” per le casse comunali. A fronte di ciò qualche giorno fa ci siamo trovati a documentare e denunciare un singolare episodio di smaltimento illecito di rifiuti: un furgone (in una zona collinare) in pieno giorno scaricava materiali di diversa natura in una discarica abusiva su strada. Documentato prontamente il tutto ci siamo rivolti agli Organi di controllo preposti ed abbiamo appreso che trattavasi di un furgone a noleggio.

L’ipotesi sostenuta che ne è emersa è che, verosimilmente, si tratta di soggetti che lo fanno per “lavoro”. In più parti della città si parla di soggetti che, dietro pagamento, ritirano i rifiuti e li smaltiscono nelle nostre colline o nelle fiumare in modo completamente abusivo e contro ogni norma. Sala di Mosorrofa, Pietrastorta, Cannavò, Terreti, Pellaro ed altri siti ne sono una prova inequivocabile. Le montagne di rifiuti che si accumulano non possono minimamente essere frutto dei residenti.

Ovviamente gli inquirenti svolgeranno le opportune indagini per accertare i nomi dei responsabili ma, cosa importante, ci auguriamo non sia divenuto un vero e proprio “sistema” per ricavarne denari. Roghi, condizioni igieniche insostenibili, strade impraticabili con rischio di incidenti; la situazione è fuori controllo.

Palazzo San Giorgio fa bene a denunciare il mancato rispetto dell’Ordinanza regionale per il conferimento in discarica a Crotone ma ciò non assolve un intero settore dall’assenza totale di progettualità. Appare assurdo che ciò che può essere una vera e propria risorsa economica per i cittadini (i materiali differenziabili da vendere ) diventa invece risorsa per criminali che speculano su un disagio ormai strutturale».

«Reggio Bene Comune ha una visione chiara su come uscire dall’emergenza con una seria programmazione ma, ciò, implica una volontà politica che, al momento, non si è assolutamente palesata. Rilanciamo – si legge in conclusione – l’invito all’Amministrazione per un confronto sul tema ed attendiamo, fiduciosi, l’esito auspicato».