sabato,Novembre 28 2020

Truffe e centrale del falso agli ospedali Riuniti, arrestati dirigente medico e paramedico

Operazione "Assicurato", quattro in manette e dieci persone coinvolte fra cui 2 vigili urbani in servizio a Reggio. Falsificavano verbali, certificazioni e perizie

Truffe e centrale del falso agli ospedali Riuniti, arrestati dirigente medico e paramedico

Truffe e falsi agli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, arrestate 4 persone, tra le quali un dirigente medico. I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari e reale del profitto del reato emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria – su proposta della locale Procura della Repubblica, coordinata dal Procuratore Capo dott. Giovanni Bombardieri – nei confronti di 4 soggetti. Si tratta dell’addetto paramedico Nicola Gullì (60 anni), Bruno Falcomatà (53 anni) in servizio al Pronto Soccorso, Francesco Cilione (49 anni) e Vincenzo Benedetto (55 anni), questi ultimi due finiti ai domiciliari, accusati a vario titolo e in concorso tra loro dei reati di falsità in atti pubblici, accesso abusivo a sistemi informatici, violenza privata, costrizione alla commissione di reati, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare, dei quali uno già noto agli inquirenti poiché coinvolto nell’ambito dell’operazione “Game Over” (anch’essa condotta, sotto l’egida della locale Procura della Repubblica, da parte della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’agosto 2017), c’è anche un dirigente medico e un addetto paramedico entrambi dipendenti del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”.
L’esecuzione delle odierne misure cautelari personali e reali eseguite arrivano alla fine di articolate e complesse investigazioni, coordinate dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, dott. Gerardo Dominijanni, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica, dott. Giovanni Gullo e condotte dalla compagnia della guardia di finanza di Reggio Calabria.
In particolare, durante l’esecuzione di precedenti investigazioni e attività di perquisizione, i finanzieri reggini rinvenivano un estratto conto di una carta Postepay Evolution nella disponibilità di un soggetto, il quale, nell’immediatezza dei fatti, tentava invano di distruggere il documento rinvenuto dai militari, insospettendo così gli stessi, che quindi decidevano di effettuare approfondimenti d’indagine ben mirati. Secondo quanto accertato, il soggetto in questione era stato indotto da due degli indagati a fornire propri documenti per l’accensione di una polizza assicurativa contro gli infortuni a suo nome. Nel corso delle indagini eseguite dai finanzieri e coordinate dal locale ufficio di procura, veniva accertata la produzione di una serie di documenti e certificazioni sanitarie false, utili per l’apertura del sinistro, con conseguente incardinamento di un iter che si concludeva con l’erogazione di oltre 54mila euro. Tale somma di denaro, tuttavia, pur essendo destinata al soggetto indotto ad agire, finiva, di fatto, nelle tasche degli artefici della truffa assicurativa. Ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di risalire anche ai medici e ai paramedici coinvolti, tutti impiegati presso il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.
A carico degli stessi, in particolare, venivano accertati: la redazione di un falso verbale di accettazione di pronto soccorso; il rilascio di false certificazioni mediche relative a presunte visite di controllo; la predisposizione di una falsa perizia medico-legale; l’effettuazione di un accesso abusivo al sistema informatico dell’ospedale adibito alla gestione delle immagini radiologiche, in vista dell’inserimento a sistema di un falso referto, commesso mediante l’utilizzo delle credenziali di un ignaro collega della struttura sanitaria. A comprova dei preliminari sospetti, la successiva attività investigativa, condotta attraverso: numerosi sopralluoghi e/o appostamenti presso i luoghi potenzialmente interessati dalla vicenda, escussione a sommarie informazioni di numerosi soggetti, analisi della copiosa documentazione sanitaria e assicurativa e accertamenti bancari ha consentito di smascherare, tramite l’incrocio di vari elementi indiziari, un consolidato sistema criminoso fraudolento, consentendo così di individuare i soggetti coinvolti, riscontrare la presenza di ulteriori elementi indizianti a carico di operatori sanitari, individuare i ruoli attribuiti a ciascun attore dell’attività delittuosa.
Durante le investigazioni, inoltre, a seguito di una denuncia/querela proposta da un cittadino ignaro, citato dinanzi al giudice di Pace da parte di uno dei predetti indagati per una richiesta di risarcimento danni non patrimoniali connessa a un presunto incidente stradale, la medesima A.G. delegante richiedeva lo svolgimento di altri accertamenti, a seguito dei quali emergevano profili di responsabilità penali nei confronti di ulteriori 4 soggetti. Sono indagati a piede libero: Valentino Maria Eroe Caterina Cangemi. Secondo le Fiamme Gialle avrebbero simulato un falso incidente stradale. Indagato a piede libero anche il medico Giuseppe D’Ascoli, consigliere comunale di minoranza in quota Forza Italia, in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale reggino e il medico legale di Cosenza Vincenzo Prastaro. Indagati a piede libero anche Paolo Cilione e Domenico Scevola, due agenti della polizia municipale di Reggio Calabria. Questi due avrebbero attestato di essere intervenuti sul luogo di un sinistro attestando la presenza di un uomo, circostanza poi rivelatosi falsa.
Tale “seconda” truffa, in vista del successivo giudizio civile teso al risarcimento anche del presunto danno non patrimoniale, in particolare, aveva consentito agli indagati di riscuotere un primo rimborso assicurativo per falsi danni patrimoniali all’automezzo pari a 4.700 €.
La gravità del quadro indiziario raccolto, nonché l’attualità della pericolosità delle condotte poste in essere dagli indagati, spingeva i militari operanti a fornire all’autorità giudiziaria inquirente elementi idonei tali da far presumere sussistente la necessità di proporre al competente gip. l’adozione del canale delle misure cautelari.
Analizzato l’intero scenario delineatosi nel corso dell’attività investigativa, concordando pienamente con il quadro di pericolosità prospettato dalla polizia giudiziaria, anche rispetto alle esigenze cautelari, la procura della Repubblica di Reggio Calabria richiedeva al gip. presso il locale tribunale l’applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, nonché quella reale connessa al profitto di reato pari a 54.250 euro (da operarsi su rapporti finanziari degli indagati, ovvero mediante trattenuta del quinto dei trattamenti retributivi, pensionistici e assistenziali degli stessi, sino alla concorrenza del profitto stesso), successivamente emessa dal giudice competente e prontamente eseguita, nella giornata odierna, dai finanzieri reggini. Infine, durante l’esecuzione dei provvedimenti cautelari, presso l’abitazione di uno degli indagati, veniva scoperto un vero e proprio laboratorio di “produzione del falso”.
Venivano, infatti, rinvenuti e sottoposti a sequestro numerosissimi timbri falsi di diverse amministrazioni pubbliche (tra cui alcuni della Regione Calabria e del G.O.M.) e di medici; copiosa documentazione sanitaria, anche artatamente manomessa; cd relativi a referti ed esami sanitari strumentali e un fotocopiatore professionale.
Elevatissima verrà mantenuta l’attenzione dei finanzieri della comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, affinché incresciosi episodi della specie siano evitati o prontamente repressi. La guardia di finanza opera costantemente a salvaguardia e a tutela del patrimonio – sia pubblico che privato –, dell’ordinata e civile convivenza sociale e della sicurezza pubblica, intesa anche in termini di sicurezza economico-finanziaria della collettività e dei singoli individui.