sabato,Ottobre 31 2020

Morì nella strada verso Polsi, riaperta l’indagine sul decesso di Daniele Umberto Romeo

Dalle carte procedimentali risultano delle anomalie sulla dinamica dell’incidente relativamente all’assenza di barriere di protezione sul luogo in cui è precipitato il giovane

Morì nella strada verso Polsi, riaperta l’indagine sul decesso di Daniele Umberto Romeo

Il 15 settembre scorso, presso le aule gup del Tribunale di Reggio Calabria, si è celebrata l’udienza di trattazione fissata dal gup di Reggio Calabria, Federica Brugnara, a seguito dell’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’Avv. Giuseppe Gentile del Foro di Reggio Calabria, nell’interesse della famiglia del giovane cittadino reggino Daniele Umberto Romeo,  dipendente della Hitachi, deceduto nel settembre 2016.

Si ricorda infatti che l’uomo,  alla guida di una Smart cabrio a due posti in compagnia di una giovane donna,  precipitava in un burrone di 30 metri in località Listì sulla strada che conduce al Santuario di Polsi. La ragazza, secondo quanto lei stessa ebbe modo di riferire nell’immediatezza ai soccorritori, sarebbe stata sbalzata dal tettuccio,  riuscendo comunque a raggiungere la strada dove bloccava una pattuglia del Corpo forestale dello Stato, di ritorno da Polsi, chiedendo aiuto.

Successivamente la famiglia di Daniele nominava proprio legale l’Avv. Giuseppe Gentile.  Lo stesso legale, con proprie indagini difensive, a seguito di sopralluoghi sul luogo in cui è deceduto il Romeo, coadiuvato dal proprio consulente di parte l’Ingegnere Carlo Logiudice, cercò di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto dando una lettura più chiara alla stessa al fine di individuare  se vi erano  eventuali responsabilità depositando apposita documentazione.

Si apriva dunque  un procedimento per omicidio colposo a seguito del decesso del Romeo,  presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che dunque nominava un proprio consulente d’ufficio, a cui affidava il compito di redigere una perizia al fine di chiarire quale fu l’esatta dinamica dell’incidente. Nei mesi scorsi veniva notificata la richiesta di archiviazione da parte dell’ufficio di Procura, in quanto non sarebbero state ravvisate delle responsabilità circa la morte del Romeo.

Il legale, con articolato atto di opposizione e relativi allegati, si opponeva alla richiesta di archiviazione, avendo individuato dalle carte procedimentali delle anomalie  sulla dinamica dell’incidente relativamente sia all’assenza di barriere di protezione sul luogo in cui è precipitato il giovane Romeo che probabilmente non erano collocate regolarmente, nonché sul dichiarato dei testimoni meritevoli  per l’Avvocato di maggiore approfondimento.

Il GUP, in accoglimento dell’atto di opposizione del legale, rigettava la richiesta di archiviazione e disponeva la prosecuzione dell’indagine.  L’Ufficio di Procura dovrà dunque nei prossimi mesi, insieme  al proprio consulente, rispondere ai quesiti posti dal Magistrato, nel pieno rispetto dei punti illustrati dalla difesa nel proprio atto di opposizione, che in effetti meriterebbero ulteriori risposte per come appunto confermato dallo stesso GUP di Reggio Calabria nel proprio provvedimento.