lunedì,Agosto 8 2022

Quando Piromalli disse: «Noi siamo come l’Andrea Doria, non affondiamo mai»

Inchiesta Petrol mafie, l’anziano imprenditore don “Vincenzino” Ruggiero svela la confidenza che Gioacchino Piromalli “l’avvocato” gli fece paragonandosi alla storica nave italiana. Sullo sfondo i rapporti con i Molè e la protezione ricevuta

Quando Piromalli disse: «Noi siamo come l’Andrea Doria, non affondiamo mai»

«Vincenzino, regolatevi che l’Andrea Doria non affonda mai. E noi siamo l’Andrea Doria, non affondiamo mai». Gioacchino Piromalli, probabilmente, è un appassionato di storia della navigazione. A tal punto da paragonare l’Andrea Doria alla cosca alla quale appartiene. È la voce dell’anziano imprenditore Vincenzo Ruggiero, alias “don Vincenzino”, a raccontare un particolare inedito che chiama in causa uno degli esponenti di spicco del potentissimo casato ‘ndranghetistico della Piana di Gioia Tauro. 

«Noi siamo l’Andrea Doria» 

Gioacchino Piromalli, alias “l’avvocato”, avrebbe paragonato la sua famiglia alla celebre “Andrea Doria”, nel corso di una conversazione che Ruggiero svela ad una donna, parlando dei suoi rapporti con i componenti di vertice delle cosche Piromalli e Molè. Ruggiero racconta di una fornitura di carburante da 50mila litri alla colonnina Agip. Riferimento che riporta al noto distributore Agip di Gioia Tauro di proprietà della famiglia Piromalli. Ruggiero dice a Piromalli: «Gioacchino, è già il secondo carico. Non ce la faccio a mandartelo. Sono 80mila euro».

Ed è a questo punto che arriva la risposta «Mi ha detto: “Vincenzino, regolatevi che l’Andrea Doria non affonda mai (…) Lui onestamente ha comandato sempre, si può dire che… inc… mi ha detto “Ricordatevi … inc…. che l’Andrea Doria siamo noi e non affondiamo mai». A queste parole, Ruggiero racconta di aver replicato: «”E noi non ci teniamo ad affondare”, gli ho detto, “il problema che se io ho, non affondate mai voi», volendo mettere in risalto il legame esistente con i Piromalli, nella misura in cui il guadagno di Ruggiero sarebbe stato proporzionale a quello della cosca. Ruggiero prosegue nel suo racconto spiegando che alla fine quel carico di carburante gli viene pagato grazie ai Molè.  

Ruggiero: Gli ha detto Mommo, gli ha detto Mommo, gli ha detto… che con Molè io sono compare a lui… inc… don Vincenzino… inc… lo sapeva…  

Donna: tu? 

Ruggiero: Gli ha detto Mommo a lui, hai capito… inc… sotto il suo nome 

Donna: Con te si comportava bene Mommo? 

Ruggiero: Sì 

Donna: Davvero Vincenzino? Che ti proteggeva? 

Ruggiero: Sì 

Donna: Ah sì? Stravedeva per te? 

Ruggiero: inc… Rocco a me mi ha detto: “A voi, guai chi vi tocca”, non ci ha toccati mai nessuno 

Donna: E infatti non ti ha toccato mai nessuno, vero Vincenzino? 

Ruggiero: inc… quando veniva, al porto di Gioia Tauro… inc… una persona per bene 

Donna: mah, mi posso immaginare che gli facevi ah? 

Ruggiero: … non lo faceva neanche pesare… 

Donna: Vincenzino, ma quindi, scusami un attimo praticamente i Molè ti hanno rispettato più di loro? 

Le parole del pentito Russo 

Ed a suffragio di quanto emerso nelle intercettazioni di Vincenzo Ruggiero, arrivano le parole del collaboratore di giustizia Antonio Russo che, nel marzo 2020, risponde alle domande degli investigatori. 

P.G.: volevo fare solo una domanda giusto per scrupolo, ha mai sentito la frase “l’Andrea Doria non affonda mai!”, qualcuno l’ha mai pronunciata nel suo contesto, nel suo ambito 

Russo: Andrea Doria, sì. Questa frase qua io l’ho sentita, aspettate, che mo’ vediamo pure chi, dove l’ho sentita, ma questa è una fra diciamo che ha sempre utilizzato l’avvocato 

P. G.: l’avvocato chi? 

Russo: Gioacchino Piromalli (…) in circostanze che quando loro avevano problemi con la giustizia era questa una delle tante frasi che loro dicevano, che l’Andrea Doria non affonda mai; sì, sì, questa è una frase che mi ricordo. 

Pm: l’ha ascoltata direttamente? 

Russo: Sì, Ma la dicevano anche gli anziani, questa è una frase che viene dagli anziani, poi tramandata ai giovani 

E probabilmente quella della “Andrea Doria” è una storia che davvero si tramanda da tanti anni all’interno della cosca Piromalli. Chissà, forse sarà per quella scialuppa che, sganciatasi da sola dal relitto della nave, riesce ad approdare comunque, a distanza di anni, a New York. Forse la volontà, da parte dei Piromalli, di rimarcare come, a dispetto di arresti e sequestri, loro continuino comunque a rimanere sulla scena criminale. E se è vero che i gangli di questa cosca, giunti fin dentro le istituzioni, riescano a farla somigliare al transatlantico d’italica memoria, è altrettanto vero che anche l’Andrea Doria ha dovuto cedere. E quella scialuppa non fu altro che l’ultimo atto di una storia finita. Proprio come accadrà, prima o poi, alla cosca Piromalli.  

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