lunedì,Giugno 27 2022

Inchiesta Unirc, Zimbone temeva la ricercatrice che ha denunciato: «Grandissima butt…»

È proprio dagli esposti della donna che tutto è partito, portando alla luce una presunta organizzazione che tra le stanze dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria pilotava concorsi per diverse figure

Inchiesta Unirc, Zimbone temeva la ricercatrice che ha denunciato: «Grandissima butt…»

«È tornata alla carica, questa grandissima buttana», sbottava così al telefono il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Marcello Zimbone, intercettato nell’ambito dell’inchiesta “Magnifica”, che ha portato alla luce un vero e proprio sistema che avrebbe guidato il reclutamento del personale universitario. Era arrabbiato Zimbone, perché gli avevano comunicato che Clara Stella Vicari Aversa, architetta non risultata vincitrice di un concorso per ricercatore, aveva fatto ricorso al Tar.

È proprio dai suoi esposti e dalle sue denunce che tutto è partito, portando alla luce una presunta organizzazione che tra le stanze dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria pilotava concorsi per diverse figure. L’operazione vede inscritte nel registro degli indagati ben 52 persone, tra cui il rettore Santo Marcello Zimbone, interdetto dalle sue funzioni per 10 mesi, e il suo predecessore, il pro rettore vicario Pasquale Catanoso, sospeso per 12 mesi.

La denuncia

Come si evince dalle carte, in molti si sarebbero interessati a una posizione da “tutelare” a discapito della Vicari. Lo stesso Zimbone in una conversazione con Gianfranco Neri dice: «Ma chi glielo dice a lui, lui un anno come campa? ..omissis… questo come campa un anno? Questo è il problema perché se si.. se lui fosse stato uno agiato, io gli dicevo, per un anno te ne vai in vacanza …omissis… e poi tra un anno io te lo assicuro che ti chiamo… A quel punto non c’è la continuità è difficile dimostrare che è una soluzione che abbiamo fatto in caso no ?…omissis… c’ha l’abilitazione.….se invece lo fai.. – abbiamo a che fare purtroppo con una stronza, questa si mette la e ci crea rogne_…omissis…» e Neri risponde confermando che «però ci possiamo far mettere in scacco da una stronza?». Ma per Zimbone la causa non poteva essere abbandonata: «Io c’ho le carte, lui mi ha portato le carte… e adesso me la studio e non so… una cosa la faremo.. certamente non lo lascio in mezzo alla strada…».

Il gip evidenzia come il Rettore spiega l’opportunità di procedere al licenziamento prima della pronuncia del Consiglio di Stato, con un ragionamento che «ne rivela la scaltrezza e la propensione ad occultare le responsabilità per la mancata osservanza delle statuizioni del giudice
amministrativo». E sono diversi i passaggi in cui Zimbone conferma questo piano: «..questo licenziamento avvenga prima della sentenza è un ulteriore fatto a sua garanzia ma anche nostra perché altrimenti ancora una volta si dice, si potrebbe sostenere una tesi di quella grandissima puttana…allora guardate cosa hanno fatto, hanno aspettato l’ultimo atto, nel momento in cui l’ultimo atto non gli ha dato più spazio, l’hanno licenziato e poi gli hanno fatto il bando».

Il piano

Ma la presa di posizione della Vicari ha più volte fatto traballare il piano messo in piedi ed è lo stesso Zimbone a confermarlo: «Si deve licenziare… dopodichè io ora il treno passerà non lo possiamo cogliere, ci sarà un altro treno ai primi 3-4 mesi del 2019 e io mi impegno, domani lo dirò che c’ho una riunione coi direttori di dipartimento, a sistemarlo: …Omissis… no, non posso correre il rischio che poi la riammettono …omissis… voglio dire… d’ufficio è riammesso io mi trovo con un bando che non volevo .omissis… lui si deve rassegnare …che glielo dice a questo che sta senza stipendio? Io che gli posso fare? Non è che posso fare miracoli! lo mi sto impegnando… lui comunque sia ora lo rassicuro… nell’anno 2019 sarà qua, questo… sono disposto a dirlo davanti a testimoni ma se ne deve andare perché altrimenti questa grandissima buttana mi denuncia a me».

Le conversazioni sembrano dimostrare la chiara volontà di favorire il Russo. «Questi doveva vincere il concorso per ricercatore a tempo indeterminato bandito nel 2008 e, ove ciò non fosse stato possibile – spiega il giudice – occorreva trovare soluzioni alternative che imponevano nuovamente di individuare nello stesso Russo a monte il soggetto che doveva risultare vincitore di ulteriori procedure selettive/comparative. Sono discorsi che lasciano basiti. La nomina dei ricercatori di tipo B avviene a mezzo di selezione pubblica come previsto dalla normativa statale ma a quanto pare presso l’Ateneo reggino avviene di fatto per chiamata diretta. Zimbone aveva deciso di bandire tale concorso per riservarlo al Russo. Presso l’Ateneo reggino il reclutamento, che passa per le procedure comparative, risulta ispirato a logiche di favoritismo che comprimono, anzi annientano, le basilari regole a cui dovrebbero ispirarsi dette procedure».

Le intercettazioni

Ma la volontà di forzare le procedure concorsuali salta all’occhio anche dalla conversazione tra altri indagati:
Sciascia: ‘si prego
Dato: ‘sto leggendo il giudizio individuale di Giuseppe sulla signora ..
Sciascia: ‘si’
Dato: ‘sull’architetto, allora… poiché la commissione di prima, rileva una .si, impegno… etcetera etcetera… ma una, come dire un deficit di capacità critica che le viene dall’avere svol… cioè di individuabilità della sua crescita scientifica dal dalla capacità critica sua… invece qui stiamo dicendo che è perfetta … allora poi come facciamo a dire che non è così?’
Sciascia: ‘togli qualche cosa, togli togli togli’
Dato: “proprio perché ho letto poco fa.
Pellitteri: “‘smorzo’
Sciascia: ‘smorza questo ce l’eravamo posti..
Pellitteri: ‘si perché lo avevamo visto dopo questa cosa .
Dato: ‘e esatto perché io poi me li sono (..incle.]’
Pellitteri: “‘eh esa…
Sciascia: ‘smorza smorza’
Pellitteri: smorza abbondantemente si … anche perché… rimaniamo diciamo..
Sciascia: “‘..(legge ) gli esaminati’
Dato: poi gli diamo lo spunto dice… vedi se le prove dice, le
guardavano meglio questi era…
Sciascia: ‘si si
Pellitteri: ‘e ci diamo la zappa sui piedi’

Il parere del gip

Per il giudice questa conversazione «è a dir poco disarmante. Non vi è dubbio ad avviso del giudicante come la commissione pur di assicurare la prevalenza del Russo abbia dovuto “smorzare”, vale a dire sminuire il valore dei titoli prodotti della Vicari, quantitativamente in numero maggiore rispetto a quelli offerti del Russo (le “mezze paginette”, indicate dal Russo come pubblicazioni, a voler utilizzare il linguaggio della Dato). Una obiettiva valutazione di tali titoli, come emerge dalla viva voce degli indagati, che hanno agito sotto le direttive e il condizionamento dei vertici dell’Ateneo, avrebbe determinato la prevalenza della Vicari. Si deve ricordare che importanti criticità erano state già rilevate dal G.A. in relazione alla valutazione dei titoli, sempre caratterizzata di disparità di trattamento, che aveva in sede di appello evidenziato come anche la prova progettuale elaborata dal Russo presentasse difetti, mancanze di elementi essenziali di tipo strutturale, con incidenza sul piano della interazione funzionale dell’opera».

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