domenica,Aprile 14 2024

Processo Miramare, il legale di Falcomatà: «Dalla Procura accanimento accusatorio»

Proseguono le arringhe degli avvocati di difesa: domani parlerà l'altro legale del sindaco sospeso e poi la sentenza

Processo Miramare, il legale di Falcomatà: «Dalla Procura accanimento accusatorio»

Parla di «atti amministrativi perfetti», l’avvocato Belvedere per la segreteria Giovanna Acquaviva. Con l’audizione del legale apre quelle del penultimo giorno di udienze nel processo Miramare, in Corte d’appello a Reggio Calabria. È prevista per domani l’audizione dell’altro legale del sindaco Falcomatà, l’avvocato Caiazza di Roma, e poi, nel pomeriggio il verdetto.

La difesa di Acquaviva


«La mia cliente ha riportato un atto per come doveva essere fatto – spiega Belvedere – Era suo dovere. Era stata segretaria generale in luoghi lontani 700 chilometri, non poteva conoscere le amicizie del sindaco a Reggio. Quindi non si può spendere lostesso argomento del tono intenzionale nel suo caso. C’è l’assoluta certezza che la mia cliente è stata scelta dal sindaco per le sue capacità personali, non c’era alcuna conoscenza precedente. Come segretaria ha dovuto rivedere gli errori senza dovere nulla a nessuno».

La difesa di Falcomatà

Parola a Marco Panella, uno dei due avvocati del collegio difensivo del sindaco sospeso. Il legale si sofferma sul fatto che «Lo stesso pm che ha sostenuto l’accusa in promo grado, la sostiene anche per l’appello. Non penso che nessuno di noi vorrebbe trovarsi in appello lo stesso pm che in primo grado ha chiesto la condanna».
Per Panella ci troviamo di fronte a un «Accanimento accusatorio, riferito non alla procura, ma al fatto che si cerca di riproporre addebiti esclusi dal giudice di primo grado» e a un «accanimento probatorio per atti espunti dal fascicolo dibattimentale, con riferimento alla sentenza Cavallo della Cassazione, in questo caso intercettazioni inutilizzabili».

Il dogma dell’accordo

Secondo il legale «Quanto accade denota insicurezza e inquietudine perché l’accusa ha capito che ci troviamo di fronte ad una sentenza piena di contraddizioni e che si regge sul dogma dell’accordo tra sindaco e imprenditore Zagarella. Un dogma al quadrato poiché desunto dall’incontro avvenuto tra loro prima del giugno e della delibera di luglio. Tutti gli elementi di prova vengono letti in base al dogma che sindaco e imprenditori si siano messi accordo.

Ad essere esaminato, al contrario è l’iter amministrativo dell’atto, per vedere se nasconde un accordo. La mancanza di evidenza pubblica poteva essere oppore no?».

La concessione

L’avvocato fa riferimento poi al successivo accordo, del 20 novembre 2015, con l’Associazione Ulysses. «In questa convenzione non c’è riferimento al codice appalti. Nessuno ha contestato la procedura per affidare il Miramare a Ulysses. Per la concessione serviva la delibera. Se questa con Ulysses è una convenzione uguale a quella con l’associazione “Il sottoscala” in nessuno dei due casi si tratta di concessione di servizi».

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