domenica,Settembre 27 2020

Natale al museo diocesano, tra fede, tradizione ed effetti speciali

Ricco e articolato il calendario delle iniziative. Il tema della multiculturalità affrontato nella mostra dei presepi con protagonisti i bambini

Natale al museo diocesano, tra fede, tradizione ed effetti speciali

Il museo diocesano propone per Natale 2019 un calendario di eventi ricco e articolato. Nella chiesa del Santo Cristo (in via Miraglia, di fronte alle Poste centrali) sarà possibile visitare, per il quarto anno consecutivo, il Presepe meccanico di Ninì Sapone. Alla disponibilità dei confratelli dei Bianchi, cui la chiesa del Santo Cristo è affidata, e alla generosità dei figli dell’indimenticato presepista reggino si deve l’opportunità di aprire alla città il piccolo grande capolavoro di Ninì, l’opera che per anni ha affascinato e catturato l’attenzione di bambini e uomini di ogni età. Ispirandosi a un bozzetto originario, il nipote Maurizio De Marco lo ha riallestito all’interno della chiesa, con l’impiego di avanzate tecnologie elettroniche: in tal modo, il Presepe meccanico continua a raccontare, nell’alternarsi delle fasi del giorno, il passaggio della Cometa, la nascita del Salvatore, le quotidiane attività del popolo, ispirate alla tradizione calabrese, tra giochi di luce ed effetti scenici.

La chiesa del Santo Cristo sarà aperta e il Presepe meccanico visitabile nei seguenti giorni: dal 10 al 14 dicembre h 9-12,30; dal 17 al 20 dicembre h 16,30-20; sabato 21 dicembre h 16,30-23 (nell’ambito della Notte Bianca promossa dal Comune di Reggio Calabria); domenica 22 dicembre h 16,30-20 ; lunedì 23 dicembre h 16,30-20; venerdì 27 dicembre h 16,30-20; sabato 28 dicembre h 16,30-20; domenica 29 dicembre h 16,30-20; dal 2 al 4 gennaio h 9-12,30 e domenica 5 gennaio h 16,30-20.

Ai bambini il Museo diocesano riserva due appuntamenti speciali: domenica 22 dicembre h 17-19 nella chiesa del Santo Cristo l’attività didattica L’incanto del Presepe e domenica 5 gennaio h 17-19 al Diocesano (accanto alla Cattedrale) Il Re Magio perduto. Le attività didattiche e ludiche saranno gratuite (gradita la prenotazione al n. 3387554386).

Al Museo diocesano (via T. Campanella, 63 con ingresso anche da via Cimino, 24), nei consueti orari di apertura (dal martedì al sabato h 9-13) sarà possibile visitare la preziosa collezione d’arte sacra permanente e, in queste settimane, la Mostra Icone donate. Una Raccolta in itinere, esposizione di un piccolo nucleo di antiche icone, provenienti dalla Chiesa ortodossa, donate al Museo da don Antonio Musolino e da monsignor Giorgio Costantino. Le icone esposte, illustrate dai testi storico-critici dell’iconografo russo Sergej Tikhonov, inaugurano una sezione museale destinata ad arricchirsi nel tempo, una raccolta in itinere che vuol farsi invito ad ‘abitare la Bellezza che salva’.

Il Museo diocesano, nel periodo natalizio, sarà chiuso 25, 26 e 31 dicembre e l’1 gennaio. Dal 28 novembre 2015 all’8 gennaio 2015 è allestita nel Museo diocesano la Mostra di Presepi della  Collezione “Ninì Sapone”, percorso espositivo che propone il tema iconografico della Natività di Gesù attraverso pregevoli testimonianze di arte presepiale, realizzate in materie e tecniche diverse e provenienti dalle varie regioni d’Italia e del mondo

La Mostra espone una piccola selezione di opere appartenenti alla Collezione di Presepi “Ninì Sapone” donata al Museo diocesano nel 2012 dai figli di Ninì, tra i maestri dell’arte presepiale in Italia: la collezione integrale, nucleo essenziale del Museo del Presepio di via Filippini, fondato nel 1997, sono state esposte per due anni consecutivi, con straordinario successo di visite, presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, in un’ala del Seminario, assieme allo straordinario Presepe meccanizzato, autentico capolavoro del maestro.

In attesa di riallestire la sezione completa in una nuova e definitiva sede, la mostra, temporaneamente ospitata nel Museo diocesano, ha l’intento di dare un seguito concreto all’opera di divulgazione dell’arte presepiale promossa da Ninì Sapone.

Tra le opere selezionate risaltano: le statuine in ceramica dei fratelli Allegra di Reggio Calabria e quelle in terracotta di Giuseppe Pesa di Seminara; i manufatti in terracotta e tela, ispirati al Settecento siciliano, opera di Giulietta Cavallo; i gruppi ispirati al Settecento napoletano opera del maestro Antonio Greco di Castellamare di Stabia e Antonio Malacario di Boscotrecase; quelli in cartapesta di scuola leccese di Marco Epicochi; le pregevoli creazioni di Alberto Finizio ed una, in particolare, di Adelma Rita Giani; i presepi liguri in ceramica policroma verniciata a fuoco opera di Delia Zucchi e, ancora, le composizioni lignee di Karl e Heinrich Demetz di Ortisei in Val Gardena.

Ad essi si aggiunge una piccola sezione dedicata ai Presepi dal mondo, con manufatti in materiali e tecniche diversi, provenienti da Europa, Africa, Asia e Americhe. L’allestimento espositivo, che quest’anno incrocia i percorsi dell’esposizione museale permanente, si connota come un “segno contemporaneo”, per le forme adottate e i materiali usati per i supporti espositivi realizzati in rete metallica: la rete con la sua fitta trama di incroci e saldature esprime forza e legami saldi, quasi a ricordarci che, in un’epoca in cui sembrano affermarsi individualismo e indifferenza, il Natale si conferma l’occasione attesa per riscoprire la propria umanità e la ricchezza dei rapporti interpersonali, dando spazio a sentimenti quali la solidarietà e la condivisione.

Gli operatori dei servizi educativi museali propongono alle scuole dell’infanzia e primaria e ai bambini delle classi del catechismo e dei gruppi parrocchiali l’attività didattica Viaggio nel Presepe: la visita ai Presepi in Mostra diviene, così, occasione per affrontare il tema della multiculturalità, attraverso la riscoperta del significato universale del Presepe. Saranno illustrate, in modo dinamico e secondo le diverse abilità e competenze dei bambini coinvolti, le tradizioni presepiali delle varie regioni d’Italia e, a seguire, quelle del resto del mondo, al fine di evidenziare come le distanze geografiche e le diversità culturali tra i popoli costituiscano una ricchezza irrinunciabile, in un itinerario che, partendo dalla Calabria, attraversa le varie regioni d’Italia, giunge al Trentino Alto Adige e poi, ancora, si trasferisce nel resto d’Europa e nei continenti extra-europei.