giovedì,Dicembre 2 2021

Fondi sbloccati: più cura delle aree archeologiche e una mostra a sorpresa al Castello

La sala delle prigioni ospiterà la copia del Pentateuco, adesso custodito alla biblioteca comunale

Fondi sbloccati: più cura delle aree archeologiche e una mostra a sorpresa al Castello

Fondi sbloccati: più valore aree archeologiche e una mostra a sorpresa al Castello. È stato un anno di lavoro per Irene Calabrò, che della città dello Stretto è assessore comunale al bilancio, ma anche alla valorizzazione del patrimonio culturale. Un anno di lavoro che si chiude con un’altra buona notizia.

La copia anastatica del Pentateuco

«È un progetto settoriale – chiarisce Calabrò grazie al quale arriveranno circa 13 mila euro per un’esposizione temporanea al castello Aragonese. Reggio possiede in biblioteca la copia anastatica del Pentatueco, l’originale è alla biblioteca Palatina. Così, anche sollecitati da un studiosa americana, la dottoressa Pencassi, insieme al direttore generale, facente funzione, del settore cultura, abbiamo pensato di accedere a questo Fuc 2020 (Fondo unico cultura della regione) proponendo una mostra permanente del Pentateuco anche perché Reggio è la città che ha avuto la prima stamperia che ha fatto la bibbia Palatina. Una mostra immaginata nella sala prigioni del Castello, una sala indipendente anche rispetto alle aperture e li verrà esposto il Pentatuco. L’obiettivo dell’esposizione è attrarre un pubblico internazionale».

Tre finanziamenti per un totale di 1,2 milioni di euro

Ci sono poi tre finanziamenti per un totale di 1,2 milioni di euro. Tre schede relative alla valorizzazione e interessano settori d’intervento stabiliti dalla regione Calabria, quindi: fortezze, immobili culturali e aree archeologiche. Afferma l’assessore «Abbiamo gareggiato con il Castello aragonese (per la sezione fortezze, 200mila euro), col Monastero della Visitazione (per gli immobili di pregio culturali, 500mila eruo) e le aree archeologiche nostre (500mila euro).  Per il castello aragonese abbiamo previsto delle opere di abbellimento. Per rendere può accogliente l’ingresso, ad esempio, con interventi: illuminazione e ripavimentazione dell’androne e alcuni punti di illuminazione delle scale, la ringhiera messa in sicurezza. In sostanza le opere di valorizzazione che erano mancate nel precedente finanziamento. Per il monastero della Visitazione interventi che prevedono l’allestimento, ossia ciò che servirà per arredare il monastero come un museo civico: sale conferenza, monitor, teli, impianto service. Per le aree archeologiche parliamo di valorizzazione un sistema che renda più fruibile le aree: ad esempio all’ipogeo di piazza Italia, un impianto di illuminazione più efficiente. Ci siamo prefissi un altro obiettivo, considerato che l’ipogeo non è raggiungibile dai diversamente abili, quello di proporre uno schermo o un monitor che possa mostrare i luoghi a chi non può scendere.

Aree archeologiche, un milione di euro

Un altro milione di euro andrà per il circuito aree archeologiche. Per l’assessore «Si tratta un finanziamento preesistente, che abbiamo smosso perché era nella precedente programmazione Por Fesr, ora rifinanziato con la nuova 2014/2020. Prevede due fasi: la prima fase è arrivata all’aggiudicazione dei lavori prevede il consolidamento delle aree archeologiche urbane (già fatto alla mura greche), ma anche extraurbane, ad esempio Motta Sant’Agata, dove ha riguardato l’illuminazione che non c’era e una miglioria riguardante il sentiero. E la seconda fase (non ancora approvata) invece è quella della valorizzazione, attraverso una gestione da affidare attraverso un avviso agli operatori, con modalità innovative, quali bighe elettriche ed audioguide, la creazione di un sito internet, la costruzione in 3 D delle aree archeologiche e la possibilità di gestire per dieci mesi le aree stesse. Per la gestione ci sarà un avviso pubblico. E una sorta di start up una somma per l’avvio di tutte queste attività. Sono tutti lavori validati con la soprintendenza e, ci tengo a dirlo – chiude  – una progettazione interna, fatta dai uffici e da quelli dei lavori pubblici, coordinata dall’architetto Daniela Neri. Grande merito ai dipendenti che hanno lavorato. Sempre nelle aree archeologiche urbane sono stati previsti lavori di consolidamento degli scavi,  270mila euro».

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