giovedì,Giugno 20 2024

Coronavirus a Reggio Calabria, e-learning e scuola: ecco come cambia la didattica

Maria Rosaria Rao, dirigente del liceo Campanella racconta come, al tempo dell’emergenza sanitaria, le tecnologie hanno sostituito l’insegnamento in classe

A scuola non si tornerà dopo il 16 aprile e, quasi certamente, l’anno scolastico per come normalmente s’intende, è terminato da un pezzo per i ragazzi italiani. Ma niente si ferma, con altre modalità, ma le lezioni continuano. Come funziona allora la scuola ai tempi del coronavirus? Lo abbiamo chiesto a Maria Rosaria Rao, dirigente scolastico del liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria.

Come siete organizzati per la didattica a distanza?

«Già era in atto qualche forma di e-learning già questo lo facciamo. È chiaro che in una situazione di emergenza come questa, quella che era solo una parte della prassi didattica, adesso sta diventando la regola. Mentre prima all’insegnamento si affiancavano queste nuove metodologie in questo periodo sta diventando la prassi consolidata»

Come funziona nella pratica?

«Sull’organizzazione e gli orari lasciamo un po’ di libertà ai docenti che lavorano da casa. Tutto ciò che avviene sarà annotato nei registri di classe e abbiamo preventivamente dato comunicazione alle famiglie. Poi per la creazione di queste piattaforme o collegamenti a distanza si sono autogestiti gli insegnanti».

Come accedono a questo tipo di studio i ragazzi?

«I ragazzi direttamente da internet perché sono collegati al registro online. Non dimentichiamo che i nostri ragazzi sono dei nativi digitali. Per me è una tecnologia nuova, ma i ragazzi sono cresciuti con queste modalità. Quindi vengono caricate delle lezioni online oppure si fanno dei blog a cui sono collegati dei test si mandano dei compiti e poi c’è di test autocorrettivi azionabili dal docente c’è una condivisione di materiali didattici tramite il registro on line, e quindi molto semplice. E una situazione particolare che non so quando avrà termine, le previsioni non sono molto floride.

È vero però che l’aspetto socializzante della scuola si è perso…

«Ma certo. Il rapporto umano è nel guardarci negli occhi, nell’essere insieme, nel condividere in presenza delle esperienze. È chiaro che ha tutt’altro valore rispetto a queste creazioni virtuali, ma questo non dipende da noi. Mai come oggi, in questo stato d’emergenza c’è bisogno di questa solidarietà, di questo senso alto della responsabilità, per la salvaguardia nostra e di nuovi altri».

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