lunedì,Novembre 23 2020

Catonateatro, patron Lillo Chilà: «Il sindaco Falcomatà ci sta affossando»

Polis Cultura: «Aveva promesso sul cartellone (2019) che la nostra richiesta sarebbe stata esaudita. E avevamo presentato il progetto chiedendo una compartecipazione dell’Ente mentre la rimanente somma sarebbe stata coperta da piccole sponsorizzazioni e dagli incassi del botteghino». Così non è stato

Catonateatro, patron Lillo Chilà: «Il sindaco Falcomatà ci sta affossando»

È un fiume in piena Lillo Chilà Presidente della Polis Cultura che ogni estate, da 35 anni, organizza Catonateatro. La stagione estiva di spettacoli è appena terminata e con ottimo riscontro di pubblico che – chiarisce il patron – è la nostra forza. Ma non c’è tempo per gioire perché tanto è l’amaro in bocca dovuto, come spiega lo stesso Chilà «dal comportamento del sindaco della Città metropolitana».

Catonateatro, il successo della stagione nonostante il Covid

«Non potevamo non festeggiare i 35 anni di Catonateatro! Anche se siamo stati penalizzati dal Covid, come tutto il settore (apprendiamo che il glorioso Sistina ad esempio è vicina al fallimento), perché abbiamo annullato la Stagione invernale in corso, Le Maschere e i Volti al Teatro Cilea, di cui ancora stiamo consegnando i voucher richiesti come rimborso, ci siamo rimboccati le maniche per realizzare una stagione estiva dignitosa rispetto a tante altre.

Non abbiamo puntato su letture sceniche o monologhi, ma su quei pochi spettacoli che hanno avuto il coraggio di andare in scena questa estate: musicali, comici, concerti…Le serate clou hanno visto Massimo Ranieri fare il pienone in due date con una tribuna ridotta a 596 spettatori su quasi 1200 a disposizione, per ottemperare alle misure di distanziamento sociale regolate dal Governo, il sold out di Alessandro Siani (dopo il grande successo del 28 novembre scorso al Cilea nel quale centinaia di spettatori sono rimasti fuori senza biglietto) e il gran finale con Simona Molinari: «Un’artista di caratura internazionale, qualcuno l’ha definita la voce più bella che ci sia mai stata in 35 anni di spettacoli a Catonateatro».

«Tutto sommato – afferma Chilà – la stagione si è chiusa in positivo. Non è stato positivo il comportamento del sindaco Giuseppe Falcomatà. Ci ritroviamo in questa situazione perché da quando abbiamo cominciato l’avventura de “Le maschere e i volti” al Teatro Cilea gli avevamo proposto (come Polis Cultura) di non destinare il contributo a Catonateatro, come faceva l’ex Provincia di Reggio Calabria oggi Città metropolitana, che si aggirava intorno ai 50mila euro, ma di destinare questi fondi per rilanciare una grande stagione invernale al Cilea che manca da tanti anni, mentre Catonateatro riusciva ad andare avanti con il Por regionale. Lo avevamo pensato in modo da dare un servizio alla città, offrire spettacoli di livello nazionale con cartelloni importanti, al pari, se non meglio, dei prestigiosi Teatri italiani. Nel 2019 abbiamo fatto una stagione tra le più importanti e rischiose della nostra storia artistica, spettacoli talmente importanti che non si sarebbero mossi per una sola tappa e con un altro giorno richiesto di pre-montaggio. Penso ai Musical “Il Conte Tacchia”, “Aggiungi un posto a tavola” in doppia data, “Peter Pan” di Edoardo Bennato, con bambini e famiglie che con grande gioia hanno riempito il Cilea, ma anche una splendida versione de “I Miserabili”, la grande musica internazionale con Goran Bregovic, che arrivava a Reggio subito dopo il Teatro degli Arcimboldi di Milano (3 date in tutto nel Tour italiano). Abbiamo avuto un successo che neanche noi ci aspettavamo. Il loggione pieno al Teatro Comunale per la prosa non si vedeva da tantissimi anni». Da sottolineare un altro fattore non indifferente, chiariscono dalla Polis Cultura – «Con “Aggiungi un posto a tavola” e “Il Conte Tacchia” ci sono stati alberghi pieni, per il primo 40 stanze per 2 giorni in un noto albergo reggino. Un indotto non indifferente, una ricaduta economica su tutta la città».

La mancata compartecipazione dell’Ente per la stagione 2019

«Falcomatà ci ha affossato perché mi ha promesso su questo cartellone (2019) che la nostra richiesta sarebbe stata accontentata. A tempo dovuto infatti avevamo presentato il progetto chiedendo una compartecipazione dell’Ente mentre la rimanente somma sarebbe stata coperta da piccole sponsorizzazioni e dagli incassi del botteghino. Succede però che ad un successivo appuntamento, a cui erano presenti anche miei collaboratori, ho avuto la rassicurazione di partire con la Stagione, la cifra sarebbe stata congrua, anche se non quella che auspicavamo. Il risultato finale invece, la mazzata direi meglio, fu che il risultato del bando ci assegnava un contributo di appena 17mila euro. «È una vergogna. Ha compromesso 35 anni di attività della Polis Cultura. Diciassette mila euro che solo dopo il nostro primo ricorso per le incongruenze della graduatoria, diventano 22mila.

Quel regolamento cambiato in corso d’opera

Chilà reclama anche contro un regolamento che nel frattempo cambia in corso d’opera e, dopo un anno, cambia le carte in tavola e si consente di dimezzare le somme assegnate precedentemente. «Ma noi avevamo partecipato al bando quando era in vigore il primo regolamento». Da qui il ricorso al Tar, di cui attendiamo l’esito. Ad oggi il contributo comunque assegnato non viene liquidato anche se il nostro ricorso al TAR riguarda la somma tagliata. Una realtà come la nostra che mantiene da anni con continuità la promozione del Teatro sul territorio si scontra con i ritardi di assegnazione contributi e relativa erogazione dell’Ente (in questa occasione parliamo di oltre un anno) a fronte dei costi del progetto che devono essere onorati in anticipo da parte dell’organizzatore. E quindi ad oggi ci ritroviamo non con una ma ben due manifestazioni sospese, con i costi già sostenuti».

Il regolamento e i 5 palchetti omaggio

«Lo scorso anno abbiamo partecipato alle audizioni della commissione per la modifica del regolamento riguardante il teatro Cilea. Durante l’audizione abbiamo esposto le nostre perplessità: ci hanno ascoltato, ma hanno fatto come volevano loro. Mi spiego.  La gestione e la concessione del Teatro Cilea è regolamentata da un paio d’anni da norme che disciplinano il suo utilizzo, regolamento che conosciamo benissimo risalente al periodo in cui, dietro regolare partecipazione a bando di gara, abbiamo gestito per conto dell’Ente comunale i servizi tecnici e di biglietteria dello stesso Teatro. Regolamento che disciplinava all’Ente amministrativo l’utilizzo dei biglietti omaggio per i propri ospiti ed autorità, norme che ovviamente cambiano nel momento in cui si concede in modo oneroso la struttura a privati.

Oggi nonostante il nostro appello, considerando che non tutti i posti in teatro sono vendibili (circa 650 su 840 per motivi di visibilità), qualsiasi persona chieda in concessione il Teatro dovrà corrispondere all’Ente comunale, oltre al canone di affitto, 5 palchetti in omaggio (25 posti) palco centrale di secondo livello per il Sindaco (6 posti), Autorità di P.S. (7 posti) palco per la stampa accreditata presso il Teatro (5 posti) e la stampa accreditata da chi organizza?

E poi, il Teatro non ha un organigramma interno, cioè una sua struttura gestionale… È come se mi affitto una casa e il proprietario si riserva alcune camere per gli ospiti suoi… Quindi a fronte di tutto questo rimane la delusione per l’ennesima lotta che dobbiamo condurre per affermare i nostri diritti, ancora una volta certifichiamo il mancato riconoscimento da parte degli Enti della nostra attività, che da anni garantisce lustro ad un territorio arido di grandi eventi e che promuove il turismo culturale con risultati riconosciuti da tutti tranne da chi dovrebbe aiutare una realtà affermata come la nostra che cerca di tenere un livello alto di proposte in grado di far competere la città di Reggio Calabria con i luoghi più importanti della cultura teatrale italiana».