lunedì,Settembre 28 2020

Locri, il dirigente del liceo classico: «Non comprendiamo perché siamo stati trattati come ribelli alla legge»

La risposta al sindaco Calabrese che si era opposto alla decisione del dirigente dell’istituto “Oliveti-Panetta” di anticipare l'avvio dell'anno scolastico. Il primo cittadino aveva chiesto l'invio degli ispettori del Ministero

Locri, il dirigente del liceo classico: «Non comprendiamo perché siamo stati trattati come ribelli alla legge»

«Gentile Sindaco, la comunità scolastica a cui diamo voce non avrebbe mai desiderato interloquire con Lei usando la rete come canale. Abbiamo sempre ritenuto che i Rappresentanti delle Istituzioni meritassero uno stile di comunicazione diretto favorito, nel nostro caso, dalla prossimità delle nostre rispettive sedi». Così inizia la replica del liceo classico di Locri.

Ricordiamo che il sindaco di Locri, si era opposto alla decisione  del dirigente dell’istituto “Oliveti-Panetta” che voleva anticipare l’avvio dell’anno scolastico. Il primo cittadino aveva chiesto l’invio degli ispettori del Ministero.

«Purtroppo, per ragioni a noi incomprensibili, Lei ha preferito mettere alla berlina su Facebook e sulla stampa locale la decisione che avevamo preso, per noi sacrosanta e validamente motivata, di anticipare al 17 settembre la riapertura della scuola, rispetto al calendario scolastico regionale, che fissa al 24 la data di inizio. 
Noi non comprendiamo perché siamo stati trattati come ribelli alla legge (in realtà a legislazione scolastica prevede casi come il nostro), quando la nostra intenzione è soltanto lavorare a fianco dei nostri e dei Suoi ragazzi, senza trarne guadagni straordinari rispetto al nostro stipendio. Lei ritiene che rinunciare ad altri sette giorni di lavoro meno duro – Le ricordiamo che alcuni di noi lavorano dalla fine di agosto per organizzare la ripartenza – sarebbe stata una prospettiva poco allettante? Di certo è singolare l’opinione comune sui docenti: spesso sono accusati di essere dei fannulloni dalle vacanze troppo lunghe, ma quando si distaccano dallo stereotipo negativo si trova chi è pronto ad attaccarli poiché non crede al loro amore per la scuola. 

Ci addolora, poi, che le Istituzioni facciano sentire la loro voce grossa nel momento in cui agiamo per una giusta causa, eppure il Vostro silenzio durante i nostri momenti difficili è stato assordante. Concludiamo questa triste querelle social con Lei ricordandole che la nostra delibera non è arbitraria in quanto, secondo l’art 5, comma 2 del DPR 275/99 “Gli adattamenti del calendario scolastico sono stabiliti dalle istituzioni scolastiche in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario scolastico esercitate dalle Regioni”.

Ricordiamo inoltre che la Legge 6 giugno 2020 di conversione del Decreto n. 22 del 18 aprile 2020, propone dal 1 settembre 2020 e nel corso dell’anno scolastico 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati (PAI) per il recupero delle carenze e ai Piani di Integrazione degli Apprendimenti (PIA) di cui all’OM 16 maggio 2020, n. 11, ovvero percorsi di valorizzazione e potenziamento, consolidamento dei contenuti didattici e delle competenze maturate nel corso dell’a.s. 2019-2020, come peraltro ribadito nel Decreto n. 106, art. 2 del Presidente della Regione Calabria, del 11 agosto 2020. Tale articolo ribadisce che le istituzioni scolastiche hanno l’opportunità di coinvolgere, a partire dal 1 settembre, in percorsi di valorizzazione e potenziamento, anche gli alunni che, pur non essendo esplicitamente destinatari di progetti finalizzati al recupero, siano positivamente orientati al consolidamento dei contenuti didattici e delle competenze maturate nel corso dell’a.s. 2019-2020.

Per tali validissime ragioni, nel Collegio Docenti del 6 luglio 2020 avevamo deliberato di fissare la ripresa delle attività didattiche al 1 settembre, dedicandole all’integrazione degli insegnamenti che non avevamo potuto espletare durante il lockdown, al recupero delle insufficienze e, last but not least, all’accoglienza delle classi prime. C’è qualcosa di male nel voler ottimizzare i tempi vista l’incertezza presente? È così fuorilegge volersi occupare di alunni vecchi e nuovi, privati per troppo tempo della vita scolastica? E così anche la delibera del Consiglio d’Istituto, del 31 agosto ha provveduto a confermare quanto ci appare davvero sensato.  Detto questo, ci auguriamo che questa incresciosa e ahinoi sguaiata presa di posizione contro la nostra scuola possa veder presto la fine».