domenica,Aprile 21 2024

La Biennale dello Stretto chiude con oltre 10mila presenze

E ben 42 talk si sono svolti in 9 giorni, distribuiti tra Reggio Calabria, Campo Calabro e Messina, con 170 talker e 12 lecture

La Biennale dello Stretto chiude con oltre 10mila presenze

si è chiusa lo scorso 18 dicembre la I Biennale dello Stretto: Le tre linee d’acqua con ampio successo di pubblico e partecipazione da parte delle istituzioniIn 80 giorni, dal 30 settembre al 18 dicembre, oltre 10mila persone (con apertura il week end il giovedì mattina) hanno visitato la 1° Mostra Internazionale di Arte, Architettura, Paesaggio, Scrittura Video e Fotografia dello Stretto curata dall’architetto, Alfonso Femia e dalla professoressa Francesca Moraci. E ben 42 talk si sono svolti in 9 giorni, distribuiti tra Reggio Calabria, Campo Calabro e Messina, con 170 talker e 12 lecture

Indagando luoghi, architettura, arte, cultura materiale e immateriale, la scommessa vinta è stata quella di dimostrare che lo Stretto e il Mediterraneo sono attrattori e insieme propulsori di esperienze e innovazione e che, a pieno titolo, possiedono tutte le potenzialità di connessione e di sviluppo per il prossimo futuro

Nel contesto della Biennale hanno, inoltre, trovato spazio tre premi istituiti dai curatori con l’obiettivo di mettere in evidenza il valore compositivo e comunicativo dei progetti, di individuare formule innovative dl pensiero e di suscitare il desiderio di alimentare il territorio dello Stretto con la cultura. Tra questi il Premio La Biennale dello Stretto, la cui assegnazione è avvenuta proprio nella sessione conclusiva al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, domenica 18 dicembre, è stato conferito a quattro architetti internazionali che si caratterizzano per una spiccata attitudine alla mediterraneità progettuale.

Queste le parole di Alfonso Femia e Francesca Moraci: Con la Biennale dello Stretto qualcosa è successo, un capovolgimento di sguardi e prospettive, la rivelazione di potenzialità celate. Tra le tante parole dette e i ringraziamenti per l’impegno corale si è aggiunta la fiducia in un “altro futuro” che, partendo dallo Stretto, si dipana verso l’intorno mediterraneo. Lo Stretto magnete e attrattore nella memoria ritorna a essere fulcro geo-culturale in questo complicato tempo in cui persino la storia accelera”. 

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