sabato,Dicembre 5 2020

Se i dazi Usa danneggiano anche Reggio Calabria

A fare la conta delle conseguenze è Coldiretti, che alla vigilia della guerra dei dazi aveva stigmatizzato le possibili ripercussioni negative sui tanti prodotti italiani che esercitavano grande appeal presso i consumatori a stelle e strisce

Se i dazi Usa danneggiano anche Reggio Calabria

Di Francesco Bolognese – Il protezionismo (nella patria della liberta,sic) nuoce gravemente alla tasca ed alla salute! A farne le spese, tra gli altri, è il Bel Paese, segnatamente lo stivale con le sue molteplici originalità.
A fare la conta dei danni è Coldiretti, che alla vigilia della guerra dei dazi aveva stigmatizzato le possibili ripercussioni negative sui tanti prodotti italiani che esercitavano (l’imperfetto è appropriato) grande appeal presso i consumatori a stelle e strisce.

«A un mese dall’avvio dei dazi Usa sui prodotti europei sono calate del 20% le vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy negli Stati buuUniti direttamente interessati. E’ un primo bilancio degli effetti delle misure scattate il 18 ottobre scorso contro una lista di beni europei che hanno colpito molte delle più note specialità tricolori, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dall’Asiago al Gorgonzola fino alla Fontina ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori».

Un brutto colpo anche per la punta dello Stivale che, si sa, non naviga di certo nell’oro. «Gli Stati Uniti, rende noto un comunicato della camera di Commercio di Reggio Calabria, costituiscono il principale mercato di sbocco per i beni ed i servizi della Città metropolitana di Reggio Calabria; il valore delle esportazioni assorbite dal territorio statunitense, pari a 44,4 milioni di euro, si è più che triplicato rispetto al 2012 (14,4 milioni di euro), crescendo del +208%».

Cio che desta ulteriore preoccupazione è l’eventualità tutt’altro che peregrina dell’amministrazione americana, secondo Coldiretti, «di avvalersi della cosiddetta regola del “carosello” (carousel retaliation) che le consentirebbe di modificare periodicamente la lista dei dazi e la percentuale: dopo i primi 120 giorni e successivamente ogni 180 giorni, aumentando il grado di incertezza per gli Stati Membri Ue». In attesa di un ritorno a miti consigli,l’ICE (agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) ha reso noto di aver predisposto, tra l’altro, «dal 1° Gennaio, fino al 30 Giugno 2020, per le aziende produttrici delle merceologie colpite dai dazi, la gratuità dei servizi ICE
(che normalmente sono a pagamento) finalizzati alla ricerca di partner e clienti esteri, all’organizzazione di incontri d’affari, alla distribuzione di materiale informativo, alla ricerca di professionisti locali».