lunedì,Giugno 24 2024

Bergamotto di Reggio, il “j’accuse” di Previtera: «Discreditato il percorso di riconoscimento Igp»

Il presidente del comitato per la valorizzazione: «Respinta la nostra disponibilità a creare un percorso unitario»

Bergamotto di Reggio, il “j’accuse” di Previtera: «Discreditato il percorso di riconoscimento Igp»

Nei giorni scorsi il Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria, attraverso le parole del presidente Ezio Pizzi, ha manifestato grande soddisfazione per la riuscita dell’evento Bergarè, che ha contribuito a diffondere la giusta narrazione del Bergamotto di Reggio Calabria attraverso tutte le manifestazioni allestite nell’area del Castello Aragonese. Oggi ad intervenire sul tema è il presidente del comitato promotore per il bergamotto reggino e la sua valorizzazione Rosario Previtera, che si lascia andare ad un duro “j’accuse” nei confronti di Pizzi.

«Ezio Pizzi – si legge in una nota – discredita il percorso di riconoscimento dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta) fornendo informazioni false palesemente e definendo a torto e volutamente l’IGP un riconoscimento che “provocherebbe danni molto pesanti a tutto il comparto bergamotticolo”. L’IGP del Bergamotto di Reggio Calabria, secondo il disciplinare proposto al Ministero e condiviso e approvato da centinaia di operatori (e non dai soli 24 iscritti al Consorzio di tutela della DOP Olio essenziale di Bergamotto, definito “Consorzio di Tutela del bergamotto” che propone la DOP anche per il frutto), di fatto è proprio come la DOP e pertanto tutte le fasi dall’origine alla trasformazione devono essere svolte all’interno dell’area vocata».

«Ben vengano certamente le iniziative che intendono seriamente promuovere il territorio e il Bergamotto di Reggio Calabria e auspichiamo che se ne continuino a svolgere finalmente tante altre, una dietro l’altra e in continuo oltre a quelle che alcuni privati e associazioni da decenni e a spese proprie, per fortuna, svolgono a Reggio, in Italia e all’estero. Ma è pur vero che quando la paura di perdere il potere o il monopolio diventa vera, allora ecco la costruzione di strategie “contro” e attività di boicottaggio a tutti i livelli» aggiunge Previtera.

«E tra le menzogne che si ascoltano e sono state scritte è comparsa anche la presunta indisponibilità da parte del nostro Comitato promotore a voler arrivare ad un confronto e a una sintesi “unitaria” per un percorso comune. Niente di più falso. E’ il caso del “si mente sapendo di mentire”. Numerosi infatti sono stati gli incontri con la Regione, le associazioni di categoria, l’università, la camera di commercio, il rappresentante del “Consorzio del bergamotto” nonché del “Consorzio di Tutela del bergamotto” (ovvero dell’essenza DOP) nonché dell’OP Unionberg ed altri, per raggiungere una soluzione comune. Quale è stata la risposta ad una proposta logica, risolutiva e servita su un piatto d’argento per il raggiungimento dell’obiettivo primario? Naturalmente è stato un secco NO, perché a detta della governance dei “Consorzi vari del Bergamotto” solamente “un consorzio di tutela della DOP può essere titolato a fare ciò e non un Comitato promotore”».

Il Comitato promotore del Bergamotto di Reggio Calabria IGP, «forte del sostegno di centinaia di agricoltori che vogliono sentirsi liberi in un libero mercato, proseguirà l’iter intrapreso al Ministero fino al raggiungimento dell’obiettivo o fino all’estremo contenzioso legale. Il Comitato sta approntando un interessante e particolareggiato dossier con date, nomi, numeri, storie, fatti e antefatti, con specifico riferimento ai numerosi incontri e confronti svolti nel 2022 e nel 2023, ufficialmente richiesti dalla Regione per cercare di addivenire ad un presunto “percorso unitario”; un percorso che apparentemente e pubblicamente era desiderato da tutti ma che nella realtà non lo era visto che il redditizio “giocattolo” esistente non può essere toccato o rotto da nessuno».

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