mercoledì,Aprile 17 2024

Gioia Tauro, 80 posti di lavoro a rischio: l’ultima corsa di Lirosi passa dalla Regione

La società di autoservizi, in amministrazione giudiziaria, con 30 milioni di debiti rischia il fallimento. Condemi: «L'Ente deve 14 milioni ma ne verserebbe solo tre. Aspettiamo una nuova proposta, ma c'è poco tempo»

Gioia Tauro, 80 posti di lavoro a rischio: l’ultima corsa di Lirosi passa dalla Regione

Soltanto poche settimane per capire se sia possibile tirare un linea con una gestione passata, che ha generato trenta milioni di euro di debiti, e avviare un nuovo corso aziendale, salvare 80 posti di lavoro e un servizio essenziale, presentando in tribunale un piano di risanamento sostenibile. L’alternativa potrebbe essere il fallimento. È il caso di un’azienda che, sottoposta ad amministrazione giudiziaria, ricevendo quanto dovuto da un Ente pubblico avrebbe potuto essere salvata.

Questi gli scenari che si prospettano per la Lirosi Autoservizi srl con sede a Gioia Tauro, sequestrata per evasione fiscale, sottratta all’amministrazione privata per essere affidata ad amministrazione giudiziaria e così essere “bonificata”.

Con i suoi circa 80 dipendenti è titolare di un contratto di servizio con la Regione Calabria vigente fino al 2026. Esso contempla la corresponsione di 6 milioni di euro all’anno a fronte di quasi 3 milioni di chilometri di percorrenza. Un servizio di trasporto pubblico locale, quindi un servizio essenziale, che copre la Piana di Gioia Tauro, che serve studentesse e studenti. Con orari anche notturni, serve anche i lavoratori il porto di Gioia Tauro e i pendolari di Reggio, Catanzaro e Cosenza.

L’insolvenza e la crisi

«Dato lo stato di insolvenza della società, con un monte debitorio di circa 30 milioni di euro, lo scorso ottobre è stato necessario il ricorso agli strumenti di risoluzione della crisi di impresa, prospettando una concreta possibilità di risanamento. Il giudice ha concesso un termine perentorio di 120 giorni che scadranno a metà di febbraio  – spiega l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl, Sabrina Condemi – per presentare un piano di risanamento sostenibile e adeguato, così da scongiurare la liquidazione giudiziale, ossia il fallimento della società.

Decisivo, a fronte di 30 milioni di debiti della società, è l’unico credito della società che ammonta a 14 milioni di euro, di cui la Regione debitrice ha proposto di pagarne solo 3, insufficienti per salvare la società. Da novembre attendiamo una nuova proposta transattiva ma il tempo utile per scongiurare la liquidazione giudiziale scorre velocemente». È quanto spiega l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria, Sabrina Condemi.

Il tempo sta, dunque, scadendo. La data della consegna del piano si avvicina. In un territorio con alto tasso di disoccupazione e il cui tessuto produttivo è già molto fragile, un’azienda rischia di soccombere per un credito non privato ma contratto con la Regione nell’erogazione di un servizio pubblico. Per altro è una società alla quale, con l’amministrazione giudiziaria, era stata data un’opportunità.

La prospettiva di risanamento

«È opportuno premettere che la concreta possibilità di risanamento prospettata in tribunale è sorretta dagli incoraggianti risultati conseguiti dalla Lirosi Autoservizi srl nel recente lasso di tempo. Si tratta del periodo in cui è stato possibile estendere il regime di sequestro di beni per mafia anche al sequestro penale per evasione fiscale, quello al quale è sottoposta questa azienda.

L’amministrazione giudiziaria a me affidata ha potuto, così, lavorare per riattivare una gestione sana della società, concentrandosi su investimenti e utili. Così abbiamo dimostrato il potenziale enorme della società che, avendone l’opportunità, potrebbe restare attiva e produttiva e mantenete tutti i suoi circa 80 dipendenti». È quanto sottolinea l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria, Sabrina Condemi.

Un risultato positivo che è quanto di più auspicabile per un’azienda per la quale lo Stato e la legge prevedono l’istituto giuridico dell’amministrazione giudiziaria. Un istituto volto proprio a garantire la continuità del ciclo produttivo di beni sequestrati in un procedimento penale. Ma questo percorso ha subito uno stop e adesso rischia di disperdersi.

Dal risanamento alla crisi

«Venendo meno questa possibilità di estensione del regime del sequestro per mafia, per un decreto ab origine formatosi male e che non comprendeva il patrimonio in cui ricadono i debiti ma solo le quote societarie, la società è adesso aggredita dai creditori. Da qui – spiega ancora l’amministratrice unica e giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl, Sabrina Condemi – la necessità di ricorrere agli strumenti di risoluzione della crisi di impresa. Ciò però con la consapevolezza del risultati positivi che la stessa società ha dimostrato di poter conseguire.

Proprio in concomitanza con la nostra amministrazione giudiziaria, la società ha dimostrato di essere in grado di produrre utili importanti e di essere anche in grado di fare degli investimenti. Risultati maturati in una situazione di chiarezza dei conti».

Il lavoro sul bilancio e sui conti

«Noi abbiamo, infatti, lavorato per mettere in ordine il bilancio, crediti e debiti. Il quadro emerso rivela, a fronte della mole di 30 milioni di debiti che la Lirosi Autoservizi srl aveva accumulato, un credito di cui riteniamo fondata la pretesa. Esso è proprio quello che ammonta a circa 14 milioni di euro dovuti all’azienda dalla Regione. Un credito che, vista la situazione di insolvenza e la possibilità di presentare un piano concordatario per evitare la liquidazione, diventa decisivo e determinante per salvaguardare la società. Ricordiamo che proprio perché fosse salvaguardata, essa è stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Uno scopo, viste le concrete possibilità, sarebbe davvero incomprensibile non perseguire.

Abbiamo, dunque, avviato una interlocuzione con gli uffici della Regione. Allo stato dei fatti, dall’importo che la Regione si impegnerà a versare dipende la sostenibilità del piano da presentare in tribunale. In occasione della riunione svoltasi lo scorso novembre alla presenza dell’ingegnere Giuseppe Pavone del dipartimento Turismo, Marketing territoriale, Mobilità, la Regione ha riproposto la sola somma di quasi 3 milioni di euro. Importo che già in passato il precedente amministratore privato non aveva a ragion veduta accettato». Spiega ancora l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl, Sabrina Condemi.

Quasi 3 milioni su 14

«La Regione dovrebbe riconoscere il credito anche in via transattiva, e quindi pure in misura minore ma certamente superiore ai quasi 3 milioni di euro. Senza una proposta transattiva più adeguata, a fronte di un credito di gran lunga superiore e documentato, difficilmente il piano di risanamento otterrà l’omologa da parte del Tribunale a metà febbraio. Nel caso in cui non la ottenesse, fallirebbe un’azienda, quale la Lirosi Autoservizi srl, con circa 80 dipendenti. Società che non solo espleta un servizio essenziale ma che ha dato prova di poter essere risanata», prosegue l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria, Sabrina Condemi. 

Il credito di 14 milioni

Il credito, comprensivo di interessi moratori, contempla anche un importo di oltre 2 milioni 500 mila euro, oggetto di un giudizio pendente, il recupero di alcuni saldi di esercizio nell’anno 2000 ma principalmente i contributi e corrispettivi dovuti per l’esercizio di corse bis/supplementari espletate dal 2002 al 2010. Quest’ultimo importo ammonta a quasi 6 milioni e 800 mila euro oltre oneri. Una spesa per la quale la Regione non ha mai previsto degli specifici capitoli in bilancio e che adesso dovrebbero essere riconosciuti come debiti fuori bilancio. L’importo di quasi 3 milioni riproposto è invece già cristallizzato in un piano di ristrutturazione del debito. Si tratta del piano approvato in giunta nel 2013 e con decreto interministeriale nel 2015. È anche questo è un tema spinoso in una vicenda molto complessa.

Il totale complessivo dei crediti supera gli 11 milioni di euro. Con gli interessi si arriva a circa 14 milioni. Tutte somme chieste alla Regione con atto stragiudiziale e diffida ad adempiere notificata già lo scorso marzo. «Abbiamo avviato – spiega ancora l’amministratrice Sabrina Condemi – una interlocuzione per recuperare le somme vitali per un’azienda dal grande potenziale ma anche piena di debiti, per la metà di carattere erariale. Ad oggi siamo a un punto fermo ma in un momento critico». Incombe, infatti, il termine della presentazione del piano legato a doppio filo a questo credito della Regione e soprattutto alla misura in cui sarà riconosciuto e saldato.

In attesa di proposta transattiva con importo superiore

«La somma di quasi 3 milioni è per altro vincolata alla rinuncia da parte della società a futuri giudizi per recuperare gli altri crediti pregressi. A fronte di un credito di gran lunga superiore e a una proposta di soli 3 milioni di euro, che non sarebbero sufficienti a saldare neppure i debiti privilegiati della Lirosi Autoservizi srl, il giudice con ogni probabilità non riconoscerà sostenibile e adeguato il piano di risanamento e non ne disporrà l’omologa. Dunque la società fallirebbe. Per altro, nella mia qualità di amministratrice unica e non solo giudiziaria, il mio dovere è quello di salvaguardare l’azienda ma anche i diritti dei creditori.

Una transazione tombale, con rinuncia oggi a rivendicazioni future di fondati crediti pregressi. Tanto è richiesto dalla Regione accettando solo i 3 milioni di euro a fronte di un credito di 14, non consentirebbe pretese future dai creditori della Lirosi Autoservizi srl. In tutto questo la società neppure sarebbe salvata. Occorre, dunque, che la Regione formuli al più presto un’altra proposta di importo superiore». È quanto sottolinea ancora Sabrina Condemi, amministratrice giudiziaria, che nella sua qualità di amministratrice unica agisce anche a maggiore tutela di tutti gli interlocutori.

Un silenzio che pesa

«L’importo riproposto non sarebbe sufficiente per salvare un’azienda che, ho motivo di credere, potrebbe essere risanata, avviando un nuovo corso che azzeri la precedente gestione. Abbiamo fatto presente tutto questo in occasione dell’incontro dello scorso novembre. La Regione, riconoscendo la situazione di amministrazione giudiziaria, ha assicurato priorità alla società, rappresentando tuttavia che un atto transattivo per importi superiori ai quasi 3 milioni avrebbe richiesto un approfondimento maggiore in tempi non brevi. Ritenendo essenziale una proposta transattiva di importo superiore per l’omologa del piano di risanamento, e stante il termine di metà febbraio, abbiamo agevolato questo approfondimento in capo alla Regione inviando noi la documentazione frutto del nostro lavoro di riordino del bilancio e dei conti.

Confidiamo che la Regione maturi un approccio differente per tutte le ragioni illustrate. Un mancato accordo transattivo, per altro, la esporrebbe a un giudizio per recuperare il credito complessivo di cui già nella diffida notificata a marzo. Azione che interesserebbe la Lirosi Autoservizi srl, purtroppo a quel punto, già in stato liquidazione giudiziale. Ad oggi, da novembre, e nonostante un’ulteriore missiva inviata all’assessora al ramo, Emma Staine, non abbiamo avuto ancora risposta. Così nel silenzio della Regione, per altro debitrice, un’azienda sequestrata con circa 80 dipendenti e con l’opportunità di risanarsi, potrebbe essere liquidata». Così conclude l’amministratrice unica e amministratrice giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl, Sabrina Condemi. 

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