venerdì,Maggio 24 2024

Reggio, la Mediterranea celebra la giornata nazionale del Made In Italy – VIDEO

Storie di eccellenze calabresi per raccontare il contributo della nostra regione al valore che l’Italia porta nel mondo. Una tavola rotonda ad hoc ha chiuso la manifestazione

Reggio, la Mediterranea celebra la giornata nazionale del Made In Italy – VIDEO

Nel segno del genio universale di Leonardo, l’Italia celebra la prima Giornata nazionale dedicata al made in Italy, istituita lo scorso anno, nell’ambito della legge quadro a tutela del valore che il nostro Paese porta nel mondo. Valore per il quale l’attuale governo Meloni ha previsto un apposito ministero oggi retto da Adolfo Urso.

«La nostra è una storia collettiva meravigliosa che si nutre ogni giorno della creatività e dello spirito di iniziativa delle nostre imprese. I frutti di questa attività continuano a stupire il mondo». Il suo video messaggio ha aperto anche l’incontro che oggi l’aula magna Ludovico Quaroni dell’università Mediterranea di Reggio Calabria ha voluto promuovere. In questa autorevole cornice, messe al centro le esperienze che già in Calabria condensano tradizione, innovazione e sostenibilità, animando con un qualificato contributo anche calabrese in made in Italy nel mondo.


«Abbiamo aderito con grande entusiasmo a questa iniziativa nazionale per celebrare il made in Italy nella consapevolezza che anche noi come Università possiamo dare il nostro significativo contributo. Se c’è questo fenomeno dell’Italian sounding che scopiazza le nostre eccellenze in tutti i settori dall’alimentare all’artigianato e all’industria vorrà dire che sicuramente ci sono delle peculiarità di cui anche la nostra Calabria è protagonista. Siamo anche noi parte di questo percorso di crescita e di affermazione delle nostre eccellenze». Così il rettore Giuseppe Zimbalatti.

«L’evento odierno rientra a pieno nella Terza missione dell’università. Questa iniziativa si propone di mettere in rete il territorio, partendo dalle scolaresche degli istituti superiori e dai nostri studenti universitari fino all’ecosistema produttivo del nostro territorio. Coinvolti, infatti, la Camera di Commercio e diverse imprese che costituiscono veramente l’eccellenza del nostro territorio. Siamo molto contenti di questa odierna riflessione a più voci». Così Massimo Lauria, prorettore delegato per la Ricerca e Trasferimento tecnologico.

La casa del Made in Italy

«Dobbiamo fare sintesi tra tutte le eccellenze che abbiamo in Calabria. Il Ministero si è posto in questa ottica con l’introduzione delle Case del Made in Italy, istituite per fungere da raccordo al fine di supportare, tutelare, valorizzare e per mettere sul tavolo di confronto i punti di forza e le criticità delle varie imprese. Le case del Made in Italy, come suggerisce la denominazione, saranno ambienti in cui tutti gli attori coinvolti potranno trovarsi insieme. Il ministero si sta trasformando e gli ispettorati territoriali assumono ormai una nuova connotazione.

Fino ad oggi siamo stati un organo meramente di controllo adesso diventiamo Casa del Made in Italy. La prima è stata inaugurata nei giorni scorsi a Torino. Ci sarà un calendario per aprirle in tutti i territori proseguendo con la Campania e il Veneto. Non abbiamo ancora indicazioni sulla data che riguarderà la Calabria. Credo, presumibilmente, che entro l’anno tutte le sedi degli ispettorati ministeriali saranno trasformati in Case del made in Italy, e quindi la sede di Reggio per la Calabria e quella di Palermo per la Sicilia». Così Giuseppe Antonio Sofia dirigente dell’ispettorato territoriale Casa del made in Italy per la Calabria e per la Sicilia.

Le sfide della digitalizzazione e dei mercati esteri

«Siamo impegnati al fianco delle nostre imprese per accompagnarle e indirizzarle in percorsi in cui possano accrescere la loro competitività e valorizzare le loro specificità in Italia e all’estero. I nostri sono servizi specialistici. Tra gli ambiti anche quello della tutela della proprietà industriale per chi voglia depositare marchi e brevetti, l’orientamento per investimenti in tema di digitalizzazione, apertura ai mercati esteri e valorizzazione delle produzioni tipiche. Le sfide sono tante ma noi siamo a disposizioni per “accompagnare” questo sviluppo». Così Natina Crea, segretaria generale della Camera di Commercio di Reggio Calabria.

La mattinata di lavori, introdotti e moderati da Maria Celeste Scrufari e Francesco De Lorenzo dell’area Ricerca, Trasferimento Tecnologico, Terza Missione Partecipate della Mediterranea, è stata scandita da numerosi interventi. Tra questi quello di Mariateresa Russo, prorettrice ai grandi progetti. Coinvolti anche i dipartimenti di Agraria e Pau e la Stazione sperimentale delle essenze.

Un’occasione per raccontare le storie calabresi, custodi di eccellenza, innovazione e tradizione, attraverso le esperienze targate Lacinio di Crotone, Naturemed e Fabbrica tessile Bossio nel cosentino, Gelateria Cesare di Reggio Calabria e Milena e Sonia Trapasso Gioielli della Locride e lanificio Leo di Soveria Mannelli nel catanzarese.

Storie di eccellenze calabresi: il design

«Noi siamo un’azienda storica con più di 150 anni alle spalle. Negli ultimi vent’anni abbiamo cercato di incarnare un particolare rapporto tra tradizione e innovazione. Abbiamo iniziato un percorso legato al design oriented, un’idea di branding e di internazionalizzazione. È importante sapere chi si è, molto più importante, soprattutto per noi calabresi, sapere verso dove bisogna andare.

In questo momento storico, identità e visione del futuro sono un pò la faccia della stessa medaglia.  Abbiamo cercato di conservare la grande sapienza che questo impianto storico aveva acquisito, inaugurando, anche tra i primi in questa regione, il museo d’impresa che conserva il nostro monumentale parco macchine. Al contempo abbiamo investito in tecnologia e in ricerca perché sono anche qui due aspetti complementari, per nulla antitetici.

Il mondo ha bisogno della voce contemporanea della Calabria. Abbiamo più di 30 collaborazioni internazionali nel mondo del design e da Soveria Mannelli, un avamposto dell’impresa in Calabria, cerchiamo di connettere la nostra regione bellissima al mondo». Così Emilio Leo del Lanificio Leo.

«La nostra è una tradizione di famiglia nata sul finire del Novecento. Le mie sorelle Milena e Sonia l’hanno trasformata in un’azienda produttiva. Come solo gli italiani sanno fare, anche noi sposiamo l’artigianato inteso come saper fare non come prodotto finale, dunque come eccellenza. Oggi esponiamo una collezione in cui i gioielli incontrano la ginestra, pianta tipica del nostro territorio della Locri già nel VI secolo.

Era il tessuto povero e Locri era il primo produttore nella Magna Grecia. Noi abbiamo ereditato questa tradizione, l’abbiamo modernizzata. Lavoriamo il più possibile a km zero utilizziamo assolutamente materiali del territorio con colori del territorio», così Luca trapasso dell’azienda Milena e Sonia Trapasso.

«Produciamo interamente in Italia, da circa settant’anni. Generalmente noi lavoriamo cotone, lino e filati che compriamo e selezioniamo in Italia. Quando lavoriamo con la ginestra, la materia prima è a chilometro zero. Più made in Italy di così non si potrebbe», così Vincenzo Bossio della fabbrica tessile Bossio.

Storie di eccellenze calabresi: i frutti della terra

«Dedichiamo un’attenzione maniacale ai prodotti del territorio a quelle che sono le tipicità, o meglio, le unicità della nostra Reggio e della nostra Calabria. Dunque attenzione alle nostre eccellenze come il Bergamotto di Reggio Calabria, la liquirizia di Calabria Dop, Arance Belladonna presidio slow food di Villa San Giuseppe. E anche a tutti quelli che sono i prodotti che possono fare la differenza, veicolando la nostra identità». Così Davide Destefano, gelateria Cesare Reggio Calabria.

«La liquirizia è una delle piante calabresi più rappresentative. È tra le più longeve presenti sul nostro territorio. Ed è quasi certo che a portare la liquirizia in Calabria furono i greci, quindi parliamo di oltre 2500 anni fa. Loro la utilizzavano come presidio medico terapeutico.

Noi la lavoriamo ancora in maniera tradizionale ma con apparecchiature assolutamente di nuova concezione, utilizzando la radice e l’acqua. L’estratto finale può essere utilizzato tal quale, quindi come confetteria, oppure come prodotto per gelati, liquori, pasticceria. Lavoriamo la liquirizia proveniente dall’area Dop che si estende dalla Sibaritide fino al Reggino». Così il direttore del consorzio di tutela della liquirizia di Calabria Dop e anche amministratore di NatureMed, Antonio Massarotto.

«Raccontiamo Crotone e la storia di un grande uomo, Milone, considerato un semidio e che oggi portiamo in tutto il mondo con orgoglio tramite i nostri liquori. Abbiamo in qualche modo creato qualcosa che prima non c’era. Un centro anche di innovazione e di automazione tecnologiche che oggi ci consente di essere anche veloci nella produzione e nella distribuzione del nostro prodotto in tutta Italia e nel mondo. Lavoriamo una materia in prevalenza calabrese con qualche entratura italiana, valorizzando quanto offerto dalla nostra terra e dalla nostra straordinaria botanica». Così Davide Milone, Lacinio srl.

A scuola di moda

«Abbiamo portato i nostri tessuti storici con tramature particolari. Essi attestano gli studi di Alfonso Frangipane relativi all‘antica tessitura della Calabria, praticata dalla zona Arbereshe fino all’area grecanica. Motivi poi rivisitati con l’aggiunta dell’aspetto segnico nostro e che dunque diventano preziosi e rappresentativi della filosofia dei Frangipane.

C’è poi un cartonato, un vero e proprio progetto che noi ancora oggi, con un telaio antico e particolare come quelle che abbiamo nella nostra scuola, possiamo riprodurre, dando vita a disegni realizzati 40 cinquant’anni fa sessant’anni fa. Ci sono poi due abiti, ispirati alle città invisibili di Italo Calvino, che concretizzano l’incontro tra il design, l’arte e la letteratura.

E ancora delle ceramiche molto belle. Si tratta di beni che rientrano nel patrimonio culturale e del museo Alfonso Frangipane, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle ore 13». Così Nunzio Tripodi, professore del liceo artistico Preti Frangipane presente con uno stand allestito accanto a quello della sezione Moda dell’istituto tecnico Industriale Panella Vallauri.

I sogni degli studenti … ma fuori dalla Calabria

«Vorrei avere una mia casa di moda, una mia azienda. A scuola studiamo anche marketing e dunque mi rendo conto di quanto sia complesso l’iter. Vorrei provare a studiare a Roma all’Accademia di Belle Arti. Vorrei avere un punto di vista diverso da quello acquisito qui. Ho sempre avuto una passione per la moda, per le sfilate, per la creazione di outfit. Molti dei miei disegni si rapportano alla musica rock e punk che ascolto e infatti il mio è uno stile alternativo. Per me è questo la moda, un modo di esprimere ciò che resta inespresso con la parola e con la scrittura». Così Laura Benedetta Zizza, all’ultimo anno nell’istituto Panella Vallauri, settore Moda.

«Vorrei farmi strada del mondo del fashion design o del cinema. La passione per la moda mi accompagnerà a prescindere dal campo che sceglierò. Andrò assolutamente fuori. In Calabria ci sono dei limiti che comunque impediscono la massima espressione, la massima espansione delle proprie idee, a maggior ragione in settori come la moda e il cinema e in genere lo spettacolo. La Calabria è una regione meravigliosa ma ancora la società non offre opportunità. Spesso andare via è una scelta obbligata». Così Giuseppe Pezzarossa al quarto anno del Liceo artistico Preti Frangipane.

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