martedì,Luglio 27 2021

Rubinetti a secco. Sarà un Natale arido a Reggio. Insorge il movimento “Rinascita per il Pci”

L’acqua sarà, a partire da oggi, “razionata”. Ogni sera, per disposizione dell’Amministrazione Comunale, saranno chiusi i serbatoi ed interrotto l’approvvigionamento idrico. «Come è possibile che nonostante un “pedaggio” così alto l’Amministrazione non riesce a pagare i debiti accumulati con Sorical che si aggirano intorno a ben 6 milioni di euro?»

Rubinetti a secco. Sarà un Natale arido a Reggio. Insorge il movimento “Rinascita per il Pci”

«L’acqua sarà, a partire da oggi, “razionata”. Ogni sera, per disposizione dell’Amministrazione Comunale, saranno chiusi i serbatoi ed interrotto l’approvvigionamento idrico. Questo perché la Sorical “ha ridotto la portata idrica a causa del mancato versamento delle rate del piano di rientro” da parte della medesima Amministrazione. Ora, è da premettere che nonostante un Referendum che ha, a stragrande maggioranza dei cittadini italiani, stabilito che l’acqua deve essere considerata bene essenziale con il ritorno alla gestione pubblica, ancora oggi, in Calabria, la gestione dell’acqua potabile è consegnata ad una società mista; appunto la Sorical (che nonostante sia stata messa, da anni, “in liquidazione” ancora continua a creare danni ai cittadini), la quale, ragionando, in termini di mercato, si può permettere di disporre la riduzione della quantità di acqua da erogare ai cittadini di un comune sol perché quest’ultimo è moroso. Magari lecito tra privati, ma sicuramente molto illecito nel campo della Pubblica Amministrazione. Ma qui, oggi, il problema principale che ci deve occupare e preoccupare è che l’Amministrazione Comunale ha deciso di razionare l’acqua potabile in città, chiudendo i serbatoi ogni sera; anzi, a quanto pare, nel tardo pomeriggio. In pieno inverno; sotto le festività Natalizie la notizia ha il sapore di uno scherzo di cattivo gusto. Purtroppo, però, a quanto pare, non è per nulla uno scherzo».

Ad affondare il colpo su un cicatrice aperta che sta facendo infuriare i reggini, ovvero i rubinetti a secco, ormai da qualche settimana, già nel pomeriggio, è il movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti, coordinamento Provinciale di Reggio Calabria.

«Sembra addirittura una beffa se pensiamo che i cittadini reggini contemporaneamente sono costretti a sopportare un costo per l’erogazione del prezioso liquido, veramente assurdo. Come sappiamo, i cittadini pagano un tributo pari a 3 volte il massimo consentito (oltre € 2,00 al mc.).

Orbene, non possiamo accettare che i cittadini, dopo aver pagato un tributo così alto, si trovino costretti ad avere un servizio parziale e ridotto. E’ bene precisare che il “canone idrico” è un tributo a finalità vincolata: cioè l’Amministrazione può utilizzarlo solo per efficientare e razionalizzare e quindi erogare l’acqua potabile! Ora, se per un momento poniamo in combinato disposto questi due dati i conti non tornano. Come è possibile che nonostante un “pedaggio” così alto l’Amministrazione non riesce a pagare i debiti accumulati con Sorical che, a quanto si legge, si aggirano intorno a ben 6 milioni di euro? Come è possibile che un rapporto di debito tra Enti si ripercuota sui cittadini e soprattutto sui cittadini che hanno adempiuto, puntualmente, al pagamento del tributo? Pertanto, chiediamo che l’Amministrazione ponga subito le condizioni per far rientrare il preannunciato disservizio; sarebbe ancor più grave ed inaccettabile che le famiglie dovessero rimanere senza acqua nelle festività Natalizie ormai alle porte.

Ma, al di la di questa che appare una ovvia considerazione, è forse l’ora – meglio tardi che mai – che l’Amministrazione Comunale si ponga il problema della gestione delle risorse idriche in città attraverso una oculata, lungimirante programmazione che da un lato analizzi lo stato della rete idrica, intervenga per sostituire le logore e vetuste condutture, fonte di enorme dispersione di acqua potabile, e dall’altro introduca mezzi moderni per razionalizzare il servizio idrico cittadino, ripristini un ufficio ad hoc che si occupi – come era anni fa – solo degli impianti idrici, insieme ad un vero e proprio Piano Marshall della gestione delle reti ed infrastrutture fognaria, prossime, in città al collasso.

Queste cose, in fondo, avevamo chiesto 5 anni fa alla neoeletta Giunta, ma, ci pare di potere dire che, su questo fronte, l’azione amministrativa comunale sia stata alquanto sorda.

Anche perché amministrare con efficienza, efficacia ed economicità rappresenta un caposaldo; diremmo un faro per i pubblici amministratori che viene direttamente dalla carta Costituzionale e, continuare e vedere scorrere per le strade l’acqua potabile, o intervenire svariate volte sullo stesso tratto di condotta marcio e da cambiare, ci pare, rappresenti proprio l’esempio opposto al principio costituzionale!».

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